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Buddismo e profezie apocalittiche PDF Stampa E-mail
Mistero - Mistero
Scritto da Andrea Governi   
Venerdì 19 Settembre 2014 00:00

Buddha significa illuminato. E’ l’appellativo con cui fu chiamato il principe Siddharta Guatama, vissuto nell’attuale Nepal circa cinque secoli e mezzo prima della nascita di Cristo. Dopo aver trascorso i primi trent’anni della sua vita senza mai venire a contatto con qualcosa che potesse apparire brutto e sgradevole, secondo il piano del padre, diventato iperprotettivo nei confronti del principe, orfano di madre, venuto a contatto casualmente con la crudezza della vita, rappresentata dalla miseria, la malattia e la morte, rimase così impressionato che decise di diventare monaco asceta e mendicante. Raggiunta l’illuminazione, avendo intuito che l’obiettivo della vita è il raggiungimento della felicità attraverso la consapevolezza di se stessi e dell’universo e che i nemici della vita sono essenzialmente le nostre emozioni e le attitudini perturbanti che insidiano la mente, si dedicò alla trasmissione dei suoi insegnamenti ai discepoli.

Oggi il Buddhismo, che conta tre diverse scuole con tre canoni differenti, è la religione più diffusa in tutta l’Asia.
Il fine ultimo della religione Buddhista, che non nomina un dio, ma non esclude l’esistenza di varie divinità, è il raggiungimento dell’illuminazione attraverso la dominazione delle passioni umane. Esisterebbe, secondo i seguaci del credo orientale, un luogo in cui vivono gli illuminati, immersi in uno stato paradisiaco in cui la vita scorre felice: Shambhala. Un luogo mitico, o forse reale, situato oltre l’Himalaya, lontano da tutti, forse etereo. Un luogo che in molti  hanno cercato di scoprire, dai gesuiti ai nazisti di Hitler. Alcuni maestri sostengono che Shambhala esista, ma in una dimensione diversa dalla nostra, quindi raggiungibile solo da chi sia un iniziato. Un regno spirituale che sarebbe raggiungibile solo attraverso la meditazione che conduce alla saggezza interiore, ciò pur esistendo delle vere e proprie guide per viaggiatori.
Buddha Shakyamuni ( il principe Siddharta) predisse che il Buddhismo si sarebbe diffuso in India e in occidente 2500 anni dopo la sua illuminazione.
Tra le profezie vi fu quella di cui fu depositario il re Manjushri Yashas, vissuto nel 176 a. C.:
Nel 624 d. C., una religione non indiana sarebbe sorta a La Mecca e  molti  si sarebbero convertiti a tale credo (Islam) che effettivamente nacque ottocento anni dopo il vaticinio ma con due anni in anticipo rispetto alla previsione fatta. Non si tratta di leggende, bensì di testi scritti, documenti, che ancora oggi sono recitati come preghiere. La profezia dei testi del Kalachakra rivelò che la religione non indiana avrebbe avuto otto grandi profeti, Adamo, Noè,Mosè, Gesù, Mani, Maometto e Mahdi. Fu predetto che nel 2024 vi sarebbe stato il tentativo da parte dell’Islam di conquistare Shambhala, ma che il ventiquattresimo re avrebbe sconfitto i non indiani, ponendo fine a “ l’era delle dispute”.
Anche il Buddhismo parla della venuta di un Messia, come le altre religioni, la sua incarnazione sulla Terra è prevista dopo un periodo di grande decadenza morale. L’ idea di una battaglia tra le forze del bene e del male era già presente nello Zoroastrismo, fondato qualche anno prima della nascita di Siddharta. Comune alle diverse tradizioni buddhiste è la profezia di Maitreya, un’entità che vivrebbe in una dimensione superiore alla nostra e raggiungibile con la meditazione. Nascerà in India e sarà un Buddha durante un periodo di infimo livello dell’esistenza umana. Maitreya insegnerà all’uomo le dottrine buddhiste dimenticate e vi sarà nuovamente  pace ed equilibrio nel mondo.
Degli eventi fisici annunceranno l’arrivo del  Maitreya , l’India sarà una grande pianura, misurerà diecimila leghe, e i continenti avranno forma diversa. Vi sarà grazie a lui il distacco dell’uomo dai piaceri ordinari, la fine della sofferenza umana e una nuova vita spirituale per tutti.
A differenza delle altre profezie apocalittiche, nel Buddhismo il destino dell’umanità non è la distruzione di massa, ma un completo abbandono di false ambizioni ed inquietudini che porteranno l’uomo ad uno stato superiore fino al raggiungimento del Nirvana.
A dire il vero, si tratta di vaticini molto più favorevoli rispetto al futuro  pronosticato  dagli altri credo.
Anche l’escatologia Zoroastriana, religione da cui avrebbero poi preso spunto il Giudaismo, il Cristianesimo e l’Islam, ha una visione molto più soft. Per quanto anch’essa preveda un periodo di forte decadenza morale, individuabile forse con i tempi che ci apprestiamo a vivere, il giudizio finale, che si terrà in un periodo in cui il pianeta sarà ormai sterile ed il sole nascosto, prevede una punizione ed un perdono per i peccatori, a cui seguirà uno stato di perfezione del mondo.
Ad ogni modo, per quanto il futuro più vicino non prometta per niente bene, possiamo consolarci con la previsione comune di una nuova età dell’oro. Ma noi che fine avremo fatto?

 

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