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I ragazzi e lo sport PDF Stampa E-mail
Sport - Sport
Scritto da Sara Atzori   
Lunedì 03 Novembre 2014 11:13

Esistono sport più adatti alle donne e altri più mirati per gli uomini. La questione è che ci sono molti pregiudizi che ostacolano la scelta di praticare una determinata attività fisica piuttosto che un’altra. I genitori sono i primi membri della società che mettono dei paletti alla realizzazione del sogno del proprio figlio.


Non è pensabile che un figlio maschio desideri praticare danza classica o una figlia femmina voglia giocare a calcio. Padre e madre temono che una scelta fatta durante l’infanzia possa degenerare e trasformarsi in un principio fondante della vita del ragazzo. Nell’immaginario collettivo, le bambine dovrebbero dedicarsi alla danza e i bambini al calcio o al basket. Ma molte norme genitoriali non hanno alcun senso logico. Non è automatico che un bambino maschio giochi a calcio. In realtà, è una scelta dei genitori e della società, perché sia la vergogna sia il desiderio che i propri figli diventino "qualcuno" sono fattori più importanti per i genitori che per i figli stessi. Un classico esempio sono i concorsi di bellezza: molte ragazze partecipano per volere delle proprie madri.

La vera questione è che i bambini non hanno la facoltà di decidere da soli. Questo compito è svolto dal padre e dalla madre, gli unici ad avere voce in capitolo. Di conseguenza, si possono verificare due situazioni: in un caso, il bambino può crescere praticando uno sport che piace ai suoi genitori, ma non a lui; in un altro caso, il ragazzo vivrà la propria adolescenza facendo uno sport che piace a lui, ma renderà infelici padre e madre.

Il metodo educativo corretto sarebbe quello di indirizzare inizialmente il proprio figlio verso una data attività fisica; dopodiché, sarebbe meglio aprire la sua mente, concedendogli il libero arbitrio, senza conseguenze negative per nessuno.

Sara Atzori

Ultimo aggiornamento Domenica 23 Novembre 2014 12:12
 

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