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Gran Bretagna:niente pc prima dei 9 anni PDF Stampa E-mail
Scienza - Scienza
Scritto da Luisa Cocco   
Mercoledì 16 Giugno 2010 12:28

Il computer prima dei 9 anni di età fa male: a lanciare l’allarme alcuni psicologi della Royal Society of Medicine che in questi giorni hanno chiesto al governo britannico di vietarne l’uso nelle strutture per la prima infanzia. Secondo questi studiosi, infatti, l’utilizzo prematuro di pc o più in generale di qualsiasi dispositivo tecnologico, potrebbe avere delle conseguenze molto negative sullo sviluppo e l’apprendimento dei bambini. “Meglio evitare videogames e navigazioni internet, almeno nei primi anni di vita” sostengono gli esperti che dichiarano “i bambini hanno bisogno di esplorare e conoscere prima il mondo reale di quello virtuale”.  

A parlarne ufficialmente è stato il Dr. Aric Sigman, membro della Royal Society of Medicine e membro associato della British Psychological Society, nel corso della conferenza organizzata dalla Open EYE Coalition, impegnata in una campagna di riorganizzazione del sistema educativo inglese riguardo ai primi anni di vita. Portavoce delle perplessità dei suoi colleghi, Sigman si è scagliato soprattutto contro quelle teorie che, asserendo un incremento delle capacità cognitive nei bambini, vorrebbero favorire l’impiego della tecnologia informatica durante la prima infanzia. Al contrario secondo S. “l’uso precoce del pc rischia di compromettere le abilità di lettura e di calcolo matematico” perchè -continua lo studioso- “i bambini hanno bisogno di afferrare, toccare, sfiorare, assaggiare, guardare e muovere oggetti reali, per educare le proprie infrastrutture neurologiche e di apprendimento”. 

Sotto accusa, in particolare, è il Nappy Curriculum, fortemente voluto dai laburisti per introdurre l’uso delle tecnologie anche negli asili e nelle scuole materne: secondo questo programma, infatti, i bambini dovrebbero essere in grado di compiere le più elementari operazioni tecnologiche già all’età di tre anni. Ma come ammoniscono gli studiosi della Royal Society of Medicine “stimolare un bimbo piccolo attraverso forti sensazioni audio-visive non significa aiutarlo nella crescita”: al contrario un bombardamento tecnologico prematuro rischia soltanto di comprometterne un sano sviluppo. La soluzione ideale sarebbe dunque quella di creare una zona totalmente libera da tecnologia, dove i bambini possano sviluppare le loro capacità di azione nello spazio, prima ancora di quelle tecnologiche. Il dibattito è tuttavia destinato a rimanere aperto: numerosi sono, infatti, gli studiosi che, non trovando alcuna correlazione negativa tra l’uso della tecnologia informatica e le capacità di apprendimento dei più piccoli, contestano i risultati di questa ricerca. 

Luisa Cocco 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 16 Giugno 2010 19:12
 

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