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Trasporto aereo: via libera alla seconda fase di ‘Open Skies’ PDF Stampa E-mail
Economia - Economia
Scritto da Flavia Attardi   
Venerdì 26 Marzo 2010 01:41

 Esattamente tre anni fa entrava in vigore ‘Open Skies’, l’accordo voluto da USA e UE per liberalizzare il trasporto aereo da una parte all’altra dell’Atlantico. Adesso, stando a quanto dichiarato oggi dalla Commissione Europea, si apre una nuova fase in cui verranno consolidati e ampliati gli scambi commerciali tra i due mercati. ‘Open Skies’, siglato dopo anni di complesse e faticose trattative tra i rappresentanti del governo statunitense e dell’Unione Europea, ha avviato una rivoluzione copernicana nell’aviazione civile: gli Stati rinunciavano a regolamentare i flussi di aerei, passeggeri e merci tra i due continenti a vantaggio delle leggi di mercato e dell’intraprendenza delle singole compagnie aeree. 

 

Fino a marzo del 2007, il diritto di operare voli intercontinentali tra il Vecchio ed il Nuovo Continente era garantito solo a determinati vettori, su determinate rotte e con frequenze ben definite in base a quanto convenuto a livello governativo. Ogni variazione doveva essere discussa e approvata a vari livelli prima di divenire effettiva e ciò non consentiva alle compagnie aeree di ridisegnare l’offerta ogni volta che la domanda cambiava. Al di là di ogni speculazione macroeconomica, è evidente che questo ha portato a situazioni di monopolio che poco hanno giovato a passeggeri e vettori. 

Il passo indietro fatto dai governi di USA e UE con ‘Open Skies’ ha inoltre fatto sì che le compagnie aeree potessero riorganizzarsi riducendo drasticamente rotte e capacità (ovvero i posti offerti), per affrontare la crisi dell’ultimo periodo tagliando radicalmente costi e personale nella speranza di sopravvivere. Senza ‘Open Skies’, la mappa dei collegamenti transatlantici sarebbe rimasta rigida e inadeguata perché disegnata dalle intese politiche anziché da quelle commerciali.

La nuova fase dell’accordo prevede ora una libertà ancora maggiore delle compagnie aeree. Il Commissario Trasporti dell’UE, Siim Kallas, ha parlato di “significativo passo avanti nel processo di normalizzazione del settore del trasporto aereo globale”. Diversi i vincoli legislativi che al momento rallentano l’aggregazione fra le compagnie aeree, vista da molti come indispensabile per la vitalità dell’intero comparto. Fra questi anche le leggi attualmente in vigore negli Stati Uniti che limitano l’accesso di soggetti stranieri all’azionariato delle compagnie aeree USA al 25%. Nel caso opposto il limite attuale è del 49,9%. Presto un vettore europeo potrebbe dunque possedere la maggioranza delle azioni di un vettore statunitense e viceversa.

Non sarà però semplice ratificare la nuova versione di ‘Open Skies’. I ministri dei Trasporti europei si incontreranno a giugno per approvare l’accordo ma i problemi maggiori verranno dal Congresso statunitense, finora nettamente contrario ad abbandonare il proprio atteggiamento protezionistico nei confronti del trasporto aereo nazionale. Secondo il Commissario europeo Kallas, si tratterebbe tuttavia di un’opportunità sprecata, dato che la piena collaborazione tra USA e EU in tema di aviazione commerciale potrebbe generare fino a 80.000 nuovi posti di lavoro.

Flavia Attardi

Ultimo aggiornamento Venerdì 26 Marzo 2010 08:38
 

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