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Timori per il futuro dei giornali del Gruppo EPolis PDF Stampa E-mail
Italia - Italia
Scritto da Andrea Concas   
Martedì 03 Agosto 2010 14:31

L'editoria attraversa un momento di grande crisi e molti giornali rischiano la chiusura o un forte ridimensionamento dell'organico. Tra i quotidiani in pericolo ci sono i 19 giornali semigrauiti - free pay - del Gruppo EPolis (il Bergamo, il Bologna, il Brescia, il Firenze, il Mestre, il Napoli, il Padova,il Sardegna,il Sardegna (il Nord Sardegna), il Treviso, il Venezia, il Verona, il Vicenza, E Polis Bari, E Polis Milano, E Polis Roma, E Polis Torino, E Polis Palermo, E Polis Friuli). L'Associazione della Stampa sarda e i sindacati confederali (SLC -  CGIL    Sindacato Lavoratori Comunicazione, FISTel -   CISL Federazione Informazione Spettacolo e Telecomunicazione, UILCOM - UIL Unione Italiana Lavoratori della Comunicazione), fortemente preoccupati per la persistente situazione di crisi che ha colpito EPolis, hanno diramato nel pomeriggio un comunicato stampa che riportiamo integralmente:

Inaccettabile per i sindacati il trasferimento di E Polis e la riduzione dell’organico

La minaccia di un taglio drastico nell’organico, dei giornalisti e dei poligrafici, e il trasferimento a Roma della redazione centrale dei giornali del gruppo E Polis sono inaccettabili.
I sindacati dei giornalisti e dei poligrafici sono decisi ad opporsi in tutti i modi allo snaturamento – quasi uno smantellamento - di un’iniziativa editoriale che contribuisce ad arricchire il pluralismo nell’informazione nel Paese e nelle 11 regioni dove vengono diffuse le 19 edizioni del quotidiano semigratuito.
La chiusura estiva anticipata di una settimana, il silenzio della società editrice sulla annunciata reiterazione della richiesta di accordo con i creditori già respinta dal Tribunale di Cagliari e gli evidenti contrasti all’interno della proprietà, costituiscono elementi gravi di preoccupazione sulla correttezza della gestione e sulla possibilità di continuazione  nell’intrapresa editoriale e imprenditoriale.
L’associazione della stampa sarda e le segreterie confederali CGIL-CISL-UIL e di categoria SLC – FISTEL – UILCOM si sono riunite nei giorni scorsi per analizzare lo stato della crisi.
Le due edizioni del “Il Sardegna” sono da considerarsi parte del patrimonio editoriale e occupazione della Sardegna e della città. Ogni progetto di trasferimento da Cagliari della redazione centrale e di riduzione dell’organico verrebbe considerato un attacco alla capacità dell’Isola e dei territori di fare informazione.
Il sindacato ritiene pertanto che sia arrivato il momento di un’ intervento delle Istituzioni, in primis della Regione, che faccia valere le ragioni della Sardegna a salvaguardia del pluralismo nell’informazione e dei livelli occupativi dei territori.
Anche in considerazione del fatto che la società ha a suo tempo attivato una linea di credito con la SFIRS che per statuto deve concorrere allo sviluppo economico e sociale del territorio.
Sarebbe contradditorio che la Regione sarda sostenesse una iniziativa editoriale che ha sede altrove.
Per questa ragione sarà urgentemente richiesta la convocazione del Comitato inter-assessoriale per le emergenze economiche e sociali.
E’ assolutamente urgente che la società editrice si doti di una dirigenza legittimata, esponga ai sindacati le sue reali intenzioni, confermi il piano industriale già presentato al Tribunale di Cagliari, chiarisca la propria posizione nei confronti degli enti previdenziali e dei Fondi pensione complementare dei giornalisti e dei poligrafici per i quali non risultano versate le quote maturate.
L’associazione della stampa sarda e i Sindacati confederali, nel manifestare la totale solidarietà ai giornalisti e ai poligrafici di E Polis, assicurano ogni possibile intervento in difesa del pluralismo dell’informazione, dei livelli occupativi e perché siano rispettati i diritti dei lavoratori.

Andrea Concas

Ultimo aggiornamento Martedì 03 Agosto 2010 15:00
 

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