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Emergenza Pakistan: l’Onu lancia un nuovo appello alla comunità internazionale PDF Stampa E-mail
Esteri - Esteri
Scritto da Luisa Cocco   
Mercoledì 25 Agosto 2010 12:16

Continua l’emergenza in Pakistan dove le torrenziali piogge monsoniche di un mese fa hanno messo in ginocchio l’intera popolazione, devastando circa un quinto del suo territorio. Le alluvioni e lo straripamento dei maggiori fiumi del paese hanno portato via con sé oltre 300.000 abitazioni lasciando alle loro spalle milioni di sfollati e una lunga scia di morte e distruzione. Sono impressionanti le cifre del disastro: il governo pakistano ha contato finora 1500 morti e quasi 20 milioni di persone colpite in varia misura dal cataclisma. Dati che purtroppo sono destinati a crescere se si considera che molte aree non sono state ancora raggiunte dagli aiuti internazionali. A lanciare l’allarme un nuovo urgente appello dell’Onu che rivolgendosi alle comunità internazionali chiede loro di mettere a disposizione altri 40 elicotteri in più, oltre quelli già impiegati nella distribuzioni degli aiuti umanitari. 

"Mentre le inondazioni causate dalle piogge monsoniche continuano a far fuggire milioni di persone nel sud del Paese, ci sono circa 800 mila persone che hanno urgente bisogno di aiuto su tutto il territorio e sono raggiungibili solo in aereo", ha fatto sapere l'Ufficio per il Coordinamento degli Affari Umanitari dell'Onu (Ocha). E’ quindi necessario aumentare rapidamente il numero degli elicotteri da impiegare nella distribuzione dei soccorsi se si vuole raggiungere un così grande numero di persone e dare loro la speranza di sopravvivere. Moltissimi i velivoli già al lavoro concentrati nelle aree montagnose del nord-ovest, flagellate dalla prima ondata di inondazioni di un mese fa, e dove le strade sono bloccate a causa di frane e crollo ponti. Per il momento le acque si sono ritirate verso le regioni settentrionali e centrali del paese ma rimane alto il rischio di nuove inondazioni nei prossimi giorni nella bassa valle dell’Indo, più a sud. Inoltre, secondo l’Onu sono 8 milioni le persone che hanno bisogno di aiuto urgente e circa 6 milioni i senza tetto in attesa di una sistemazione temporanea. 

La situazione è drammatica e rappresenta per il Pakistan la più grave crisi umanitaria della sua storia: una catastrofe paragonabile, secondo le Nazioni Unite, soltanto al terremoto di Haiti e allo Tzunami del 2004. Mentre le organizzazioni umanitarie cercano di allestire campi profughi e di rispondere ai bisogni primari della popolazione il rischio di epidemie e malattie è in continuo aumento. La mancanza di elettricità e di acqua potabile, l’interruzione di strade e ponti, non fanno che rallentare la catena dei soccorsi esponendo un numero sempre maggiore di bambini al colera e ad altre malattie infettive. “Una sfida senza precedenti” ha dichiarato John Holmes, responsabile per gli affari umanitari del Palazzo di Vetro, “che richiede uno sforzo straordinario da parte della comunità internazionale”. In prima linea nella distribuzione dei soccorsi gli Stati Uniti che insieme all’Arabia Saudita rappresentano uno dei i principali donatori: sono, infatti, 18 gli elicotteri impegnati a tempo pieno nella ripartizione di viveri, medicinali e tende per conto delle agenzie umanitarie. Ma anche l’Italia si è distinta per la sua mobilitazione a favore della causa pakistana  con ben 11 organizzazioni non governative (ong) attive su tutto il territorio.

 Luisa Cocco

Ultimo aggiornamento Giovedì 26 Agosto 2010 09:33
 

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