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HIV: contagia il partner, condannata PDF Stampa E-mail
Esteri - Esteri
Scritto da Flavia Attardi   
Venerdì 27 Agosto 2010 14:19

E’ accaduto in Germania dove un tribunale ha inflitto la condanna di due anni con la condizionale alla popstar Nadja Benaissa. L’imputata, cantante del gruppo ‘No Angels’, ha dovuto difendersi dalla pesante accusa di aver volontariamente infettato i propri partner per aver avuto rapporti sessuali non protetti pur sapendo di avere l’HIV.

Questa la cronologia dei fatti: nel 1999 la Benaissa apprende di essere sieropositiva, nel 2000 la sua band sale alla ribalta nazionale grazie ad uno show televisivo per poi sciogliersi nel 2003; la reunion delle ‘No Angels’ arriva nel 2008 con la partecipazione al concorso internazionale Eurovision. Nel 2009 la cantante balza di nuovo agli onori della cronaca ma questa volta non per meriti artistici: arrestata, il suo nome e la sua vicenda vengono date in pasto alla stampa tedesca che diffondono pubblicamente la notizia della sieropositività della Benaissa. La popstar viene costretta ad ammettere in un’intervista alla tv di aver fatto uso di droghe durante l’adolescenza e di aver così contratto il virus dell’HIV.

Il periodo che il tribunale di Darmstadt ha preso in analisi è quello tra il 2000 e il 2004, periodo in cui Nadja Benaissa non informa i suoi partner di essere sieropositiva malgrado abbia con loro rapporti sessuali non protetti. Il pubblico ministero e l’avvocato di un ex della cantante hanno provato che almeno in due occasioni nel 2000 e in altrettante nel 2004, la Benaissa ha tenuto un comportamento criminale che ha finito per pregiudicare la salute di un uomo (Ralph S., oggi trentaquattrenne) facendolo diventare sieropositivo. Se gli eventi del 2000 sono stati classificati come tentate lesioni personali aggravate, ciò che è avvenuto nel 2004, causando il contagio, ha determinato l’entità della pena.

La ventottenne Benaissa non farà un solo giorno di carcere ma dovrà dedicare 300 ore del suo tempo al lavoro non retribuito in una struttura che si occupa di cura e supporto ai malati di AIDS. In aggiunta a ciò, il tribunale tedesco ha voluto porre la clausola delle sedute di psicoterapia, nel corso delle quali la cantante dovrà confrontarsi con il suo tormentato passato.

Il processo a Darmstadt, su cui erano puntati gli occhi dei media, si era aperto a metà agosto con la confessione shock di Nadja Benaissa che aveva ammesso di aver messo in pericolo la salute di due persone tra il 2000 e il 2004. Pur negando ogni volontarietà nella sua condotta, la Benaissa ha detto di essersi pentita e si è scusata per aver causato sofferenza. Queste circostanze sono state valutate come attenuanti e la sentenza finale si è dimostrata in linea con le attese dell’accusa e del pubblico.

Flavia Attardi

Ultimo aggiornamento Domenica 29 Agosto 2010 10:26
 

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