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“In principio fu U” fa il tutto esaurito PDF Stampa E-mail
Teatro - Teatro
Scritto da Marco Mura   
Martedì 28 Dicembre 2010 03:40

Grande serata al restaurato Teatro Massimo di Cagliari. Elio Turno Arthemalle e Vanessa Podda incantano il pubblico con “In principio fu U. Breve storia universale della Sardegna” spettacolo dissacrante sulla sardità, sul come conquistarla degnamente e sul come perderla facendone merce di scambio.

Satira e ironia su tutto e su tutti. Vero animale da palcoscenico, che ama calcarne le assi a piedi nudi, quasi a sentire, se non addirittura ad artigliare, la risposta del pubblico attraverso le sue vibrazioni, Elio Turno Arthemalle non risparmia nessuno. Ne ha veramente per tutti. Dal territorio che definisce una distesa di “Perda” (plurale neutro) agli eroi e i personaggi che hanno fatto la storia politica e culturale dell’isola. O almeno i più famosi. Quelli che bene o male fanno parte del bagaglio culturale, e talvolta, loro malgrado, anche solo nozionistico dei Sardi. Il primo a farne le spese è Amsicora, che racconta la sua “vera storia”, ma non basta. Mostri sacri come il premio Nobel Grazia Deledda, o figure storiche fondamentali come Eleonora d’Arborea, rivisitate da Arthemalle, perdono la loro intoccabilità e grazie alla voce e alla verve del protagonista rivelano quasi liberatoriamente i loro aspetti macchiettistici. Bonario con Giovanni Lilliu che viene irriso da “U”, L’Uomo Nuragico, per le sue interpretazioni date agli usi dei Sardi della preistoria, molto più severo, con i politici,  specie quelli attuali, ma sempre irriverente, lo spettacolo si snoda attraverso la critica a luoghi comuni e a verità assodate. Gioca con la nostra identità, e pone sull’avviso: prostituirla, farne mercimonio, e per di più senza conoscerla veramente, è la maniera più diretta per smarrirla ineluttabilmente. Grazie a un Arthemalle ispirato e divertito a sua volta, lontano ovviamente dalle superbe interpretazioni di tensioni e paure ancestrali come in “Tenebras”, sul palco compaiono fantasmi della antica memoria politica cagliaritana. Proprio come uno spettro viene proposto Ottone Bacaredda che insinuandosi, a suo dire, nei sogni dei suoi successori ne ha determinato i fallimenti al solo scopo di restare nella storia come il più importante dei primi cittadini del capoluogo. Frecciate e sferzate per Paolo De Magistris, Salvatore Ferrara, Roberto Dal Cortivo, Mariano Delogu, il sindaco attualmente in carica Emilio Floris e, parlando di politica isolana, per Renato Soru e Ugo Cappellacci.

L’energia inesauribile di Arthemalle che dello spettacolo firma anche la regia, oltre esserne coautore con il giornalista Vito Biolchini che interpreta “Sardu” il collega inespressivo odiato dal protagonista “Pintori”, coinvolge e diverte il pubblico il quale mostra apertamente di gradire e risponde con spontaneità e allegria quando viene invitato ad interagire col palcoscenico.

Una menzione assolutamente doverosa: straordinaria nei suoi tempi recitativi e affascinante nel suo ruolo di maestra un po’ esaltata, svitata e  forse anche un po’ fetish, Vanessa Podda non è solo una spalla ma una vera coprotagonista che cattura il pubblico con le sue reazioni a volte prevedibili, a volte folli, che non si fa scrupolo nemmeno di sparare sulla platea. Bella e divertente, incanta dietro i suoi occhiali deamicisianamente rossi. Il testo di “In principio fu U. Breve storia universale della Sardegna” scritto nel 1996 viene costantemente rivisitato nelle parti riguardanti i temi di attualità.

 

La serata perfettamente riuscita, è stata un’operazione a scopo benefico organizzata dall’Ordine degli Ingegneri di Cagliari per sostenere attivamente la Fondazione Domus de Luna. Una onlus che dal 2005 ha come scopo principale delle sue attività quello di occuparsi in maniera efficace delle politiche sociali nella provincia di Cagliari. La fondazione lavora per sostenere bambini e ragazzi soli, maltrattati, vittime di abusi e di mamme che hanno bisogno di aiuto, realizzando luoghi e strutture per accogliere chi è meno fortunato. Pubblico soddisfatto: teatro tutto esaurito per dodici euro di biglietto ben spesi per uno spettacolo decisamente godibile e un intento umanitario lodevole.

 

Marco Mura

Ultimo aggiornamento Venerdì 07 Gennaio 2011 18:42
 

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