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Donne, è fatta (o quasi)! PDF Stampa E-mail
Moda e tendenze - Moda e tendenze
Scritto da Flavia Attardi   
Giovedì 06 Gennaio 2011 00:00

Anche quest’anno è andata. Niente più pranzi e cene da trascorrere più o meno volontariamente in famiglia, nessun festeggiamento obbligatorio, nulla di predeterminato nell’apparecchiatura e nel menu ogni volta che ci sediamo a tavola. Da domani il nostro tempo è di nuovo nostro e non preda di usi e convenzioni cui nessuno di noi riesce a voltare la schiena senza un surplus di sensi di colpa. Bisogna dire che è stato poco d’aiuto che le festività targate 2010 coincidessero con gli agognati fine settimana. Il pensiero va soprattutto alle donne e a quelle di loro con lavoro a tempo pieno e la fortuna – se così la si può chiamare – di essere mogli (o compagne), madri e figlie. La loro vita, già di per sé rappresentata eufemisticamente come un garbuglio di impegni, sulla carta incompatibili tra di loro eppure tutti imprescindibili, si è ulteriormente complicata. Donne perennemente sull’orlo della crisi di nervi di almodovariana memoria hanno fatto fronte alle molteplici impellenze natalizie (regali, pranzi e cene non sono che la punta dell’iceberg) senza giorni liberi aggiuntivi e con l’aggravio, in caso di figli in età scolare, della prole da intrattenere durante la lunga pausa delle lezioni. Bene andando, queste donne hanno anche dovuto assistere, quando non sostituire, i propri genitori nell’accurata pianificazione della cena del 24 e del pranzo del 25 e del primo dell’anno, fare i necessari aggiustamenti al menu per evitare ridondanze e soddisfare gusti ed esigenze dei convitati (se provate, per esempio, a convincere un adolescente che mangiare insipido fa bene alla salute del nonno cardiopatico ma anche alla sua otterrete solo scherno) e, al contempo, trovare modo di passare dal parrucchiere e dall’estetista. I parenti, specie quelli più prossimi, sono tradizionalmente poco addentro alla sottile psicologia femminile per pesare con cura giudizi e battute. E’ un attimo e siete di nuovo bollate come la “solita sciattona che si trascura”.

Se queste donne sono riuscite ad evitare le multe per l’abuso di doppie file di fronte ai negozi, sono sopravvissute al quotidiano ingorgo sull’Asse Mediano (qualora cagliaritane), hanno comprato panettoni e pandori prima che questi sparissero dagli scafali dei supermercati (cosa che puntualmente accade il 23 dicembre, di sera, quando hanno appena assicurato a parenti e amici che “non c’è problema, il panettone/pandoro lo prendo io, tanto è un attimo: non mi costa niente!”) e fatto scorta di cotechino e lenticchie con la stessa previdenza, il premio è vicino. Se non si sono fatte vedere da nessuno quando, alla fine, l’attacco isterico è giunto (perché arriva sempre: è solo una questione di tempo) a trasformarle in Erinni urlanti, la ricompensa è vicina.

A giorni i bimbi riprendono la scuola, i parenti in visita tornano alle loro consuete residenze, i genitori - vittime consapevoli del gioioso frastuono festivo dei più giovani - si dichiarano ufficialmente esausti e chiedono la fatidica quiete dopo la tempesta e i mariti, finalmente, si schiodano dal divano dove hanno finora trascorso, magari intenti nei giochi più disparati alla console, tutti i loro momenti liberi. La vita riprende come prima. Peccato dover tornare al lavoro senza essersene mai andate e farlo spossate e gonfie (colpa dei quintali di frutta secca - ma non si era detto facesse bene?). Peccato riprendere il ruolo di mamma-tassista tra sport, scuola, feste, nonni etc. nel traffico che sembra non finire mai. Proprio ora che avevate appena finito di mettere in ordine la casa, ci sono ancora in giro l’albero, il presepe e… accidenti, la calza! Vi siete distratte all’ultimo e vi hanno soffiato sotto il naso le più belle: ora vi tocca prendere gli scarti se non volete deludere la progenie oppure… Oppure fate un ultimo giro nei supermercati. Tanto è un attimo, non vi costa nulla, giusto?

Flavia Attardi

Ultimo aggiornamento Martedì 11 Gennaio 2011 20:40
 

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