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Genova: 4 Novembre 2011 PDF Stampa E-mail
Italia - Italia
Scritto da Margherita Sanna   
Martedì 08 Novembre 2011 18:51

Genova, 4 novembre 2011. Genova, come Firenze 4 novembre 1966. Alluvione in entrambi i casi. Firenze: 35 morti. Genova: 6, tutte donne e bambine. A Firenze fu l'ultima esondazione del fiume Arno. Mise in ginocchio la popolazione, ma da quel disastro nacque il primo Piano di Protezione Civile Locale. Shpresa Djala (28 anni) con le sue figlie Janissa (11 mesi), Gioia (8 anni), Angela Chiaromonte (40 anni); Evelina Pietranera (50 anni); Serena Costa (19 anni). Sono questi i nomi delle vittime, morti ritrovati nella zona di Via Fereggiano, cinque di loro sono morte nell'androne di un palazzo, mentre si mettevano in salvo, forse cercavano di raggiungere i piani più alti, forse cercavano solo un riparo, non lo sapremo mai: sono state trascinate giù. Un'altra, Serena Costa, è morta per strada, schiacciata da un auto, mentre andava a prendere suo fratellino che usciva da scuola. Ed è stata proprio l'apertura delle scuole nonostante l'allerta, uno dei motivi di maggior acredine verso il sindaco di Genova Marta Vincenzi, oltre allo stato dei torrenti e alla relativa messa in sicurezza. Eh già, perché proprio il 29 maggio c'era stata la festa per la messa in sicurezza di Rio Fereggiano, con la demolizione delle vecchie case costruite sull'alveo. Ma Bertolaso l'aveva detto, che nella zona bassa del corso, proprio dov'è avvenuta l'esondazione, c'erano delle criticità, era la zona più vecchia, quella costruita in epoca fascista. Rio Fereggiano non era uno dei torrenti più grandi del grande e temibile Bisagno, è solo un affluente di sinistra. Il governo aveva stanziato ben 9,5 milioni di euro per la messa in sicurezza, dopo che il governo Prodi, nel 2007, aveva dato l'allerta. Marta Vincenzi, 64 anni, sindaco della guarnigione Pd dal 2007, invisa a molti in queste ultime ore, si difende, come può, ma la Procura ha aperto un'indagine contro ignoti per supervisionare su quanto e stato o non fatto. E all'indomani della tragedia delle Cinque Terre e della Lunigiana, avvenuta appena il 25 ottobre, con 10 morti, certo queste nuove morti pesano ancora di più, diventano un fiume di sangue, che non spazza via né colpe né colpevole, né innocentisti, né colpevolisti. Ma lascia tutti qui a fare i conti, con il passato e con questo presente, che non piace proprio a nessuno.

Margherita Sanna

 

Intervista ad Ostilia Mulas di Margherita Sanna

Ostilia Mulas, presidente di Arcigay ed ArciLesbica, vive a Genova da una vita, e di alluvioni ne ha già viste diverse. In quest'intervista ci offre la sua visione di quanto accaduto il 4 novembre 2011.

 

Diario24Notizie: Dov'eri quando è accaduto il nubifragio?

Ostilia Mulas: Ero in casa, quindi ho seguito tutto in televisione, la mia quindi non può essere una testimonianza sensazionale. Non ho rischiato la pelle, ho seguito tutto quanto in diretta in televisione con una grandissima angoscia, perché io comunque ho vissuto diverse alluvioni a Genova. Non è la prima, ce le abbiamo a cadenza regolare. Soprattutto ho vissuto quella del '70, allora avevo 15 anni e ricordo tutto nitidamente. Mi sono salvata per il rotto della cuffia, ho preso uno degli ultimi autobus partiti da Brignole, poi sono andata a spalare per giorni e giorni. Quindi mi ritrovo molto in quei giovani che ora chiamano “Gli angeli del fango”, mi ritrovo tantissimo. Mi ricordo la sensazione provata di grandissima fratellanza e solidarietà fra noi. (Durante la conversazione telefonica all'improvviso non si sente più niente per un minuto. Ostilia ne approfitta per raccontarmi com'era la situazione telefonica venerdì scorso) A un certo punto c'è stato un vero e proprio black out elettrico e dei telefoni, non riuscivamo a comunicare in nessun modo.

Diario24Notizie: Sei andata con i volontari ad aiutare?

Ostilia Mulas: Io non sono andata perché non ho più l'età, a 55 anni avendo avuto un tumore l'anno scorso non è il caso, fosse successo solo 3 o 4 anni fa sarei andata comunque ad aiutare. Comunque è sempre stata una modalità di reazione di Genova. Genova ha sempre reagito rimboccandosi molto le maniche, sì mugugnando molto, ma con molta concretezza, ma non è una città che si siede a piangere. Purtroppo abbiamo avuto dei morti e questa volta non intendiamo sopportare oltre. Non è solo fatalità.

Diario24Notizie: Secondo quali sono le cause di tutto questo?

Ostilia Mulas: I morti direttamente la decisione di non chiudere le scuole, perché se si vuole dare un vero senso dell'allerta, quella è una decisione importante. Chiudi le scuole, tieni a casa bambini e ragazzi, personale amministrativo, ed è un segnale forte perché nel momento in cui si chiudono le scuole si capisce che può veramente accadere il peggio. Su sei donne che sono morte, 5 erano coinvolte nelle scuole, quindi come dire avremo sicuramente salvato 5 vite umane. In più bisogna dire che la città ha un tessuto idrogeologico veramente molto fragile, un territorio difficile, collinare, ripido sul mare. Costruire non è facile. È pieno di torrenti. Conta che abbiamo oltre il Bisagno e il Polcella sono i più grandi, ma abbiamo oltre 100 tra dighe e torrenti. È come aver costruito sul delta del Po, non è molto facile né costruire in collina né su letto dei fiumi, coprire e impermeabilizzare tutto. Non si può pensare di fare questo e poi di farla franca. Il territorio è stato praticamente violentato dagli anni '60 in poi, cementificato in modo selvaggio. Tutte le amministrazioni che si sono susseguite si sono inchinate al Dio della Speculazione, chi più chi meno, e quindi i risultati adesso li vediamo. Se poi ci metti insieme un cambiamento climatico che è assolutamente reale, che non siano i metereologi qui a negarlo, perché io mi ricordo molto bene, avendo 55 anni, le stagioni di quando io ero bambina, erano proprio un'altra cosa. Non si è mai visto di avere un settembre caldo come agosto, un ottobre in cui si va in maglietta per buona parte del mese. È quella che definiscono tropicalizzazione del clima, che porta disastri di questo tipo, che abbiamo sempre visto nei paesi tropicali. Qui non siamo assolutamente organizzati per affrontarli, comunque è sempre difficile organizzarsi. Ma pensa che non abbiamo nemmeno un sistema di allarme, tipo le sirene sui ponti e vicino ai fiumi che dovrebbero allarmare la popolazione quei dieci – quindici minuti prima. 

Diario24Notizie: Tu hai provato delusione per le scelte del sindaco?

Ostilia Mulas: Sì, sicuramente. Mi spiace dirlo, ma è così. Soprattutto ho provato delusione per le successive comunicazioni. Perché non è possibile. Ci sono state delle dichiarazioni alcune molto offensive e superficiali. Come quando ha detto che la ragazzina che è andata a prendere il fratello a scuola doveva uscire in motorino ma è andata a piedi. Come faceva a uscire in motorino con quel tempo poverina? 

Diario24Notizie: È un sindaco che tu hai votato immagino, è del PD...

Ostilia Mulas: sì, sì, assolutamente, ed è un sindaco, anzi una sindaca perché ci tengo a declinarlo al femminile, che io ho votato, però non posso dire che abbia sbagliato tutto in questi quattro anni, essendo stata anche una delle organizzatrici del Pride Nazionale a Genova, posso testimoniare che per noi ha fatto tanto. Però nel complesso non darei una sufficienza al suo mandato.

Diario24Notizie: A causa di quello che è accaduto ora o anche prima?

Ostilia Mulas: Non so. Certo ha ereditato una situazione molto difficile, dal punto di vista economico, organizzativo, però penso che comunque lei, come persona, ma anche il suo partito, abbia fatto negli ultimi anni, molte scelte sbagliate, non scelte che stiano veramente dalla parte della gente, e difatti ha perduto molto consenso.

Diario24Notizie: Arcigay e ArciLesbica come si sta muovendo in questa situazione? Avete organizzato qualcosa?

Ostilia Mulas: Guarda adesso, tra i nostri siti ci sono persone che sono andate tra i volontari, che sono stati chiamati a raccolta da Facebook. Noi ci siamo impegnati perlomeno sul fronte personale ad andare come volontari/e, e sul fronte associativo cerchiamo di tenere informate le persone, abbiamo più pagine facebook e lì cerchiamo di tenere aggiornati i nostri soci/e, chi legge la pagina, sull'andamento a Genova, sulla raccolta fondi. Ci sono molte raccolte fondi a favore delle persone danneggiate dall'alluvione. C'è una raccolta importante dell'Arci, un'altra promossa da La7, cerchiamo di invitare quantomeno le persone a contribuire anche con piccolissime somme, come due euro per l'sms, a rimettere a posto le cose. Perché già è una situazione difficile dal punto di vista economico, immagina i commercianti che in un attimo hanno perso tutto, le persone che si sono ritrovate da un giorno all'altro con l'acqua in casa, credo che la situazione sia veramente difficile.

Diario24Notizie: Fra le persone che sono morte o che hanno perso la casa, ci sono anche suoi amici?

Ostilia Mulas: Fra le persone morte no, fra le persone danneggiate ci sono conoscenti di nostri soci e amici, c'è una volontaria che abita lì, però guarda non era importante conoscere, erano comunque persone che vivevano lì, abitavano lì. E poi guarda i bambini, anche se non li hai mai visti in vita tua, li conosci tutti.

Diario24Notizie: Nella tua zona si è allagato?

Ostilia Mulas: Per ora niente, anche se io sono in Val Polcevera e seguivo sul primo canale le notizie che seguivano, e il mal tempo si sta spostando qui. Non ho avuto il coraggio di andare a vedere com'è il torrente Polcevera, ma immagino che sia bello pieno, spero bene che non esondi perché può fare dei danni veramente molto gravi perché questa è una zona super abitata, molto commerciale, insomma i danni sarebbero enormi. Negli anni '70 quando è esondato anche qui sono stati fatti dei danni, da cui ci sono voluti veramente molti anni per riprendersi.

 Margherita Sanna

 

 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 09 Novembre 2011 11:32
 

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