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Strage ferroviaria di Buenos Aires: nuovi sviluppi PDF Stampa E-mail
Esteri - Esteri
Scritto da Marco Mura   
Domenica 26 Febbraio 2012 19:01

Sale la polemica a seguito del gravissimo incidente ferroviario avvenuto nella stazione di Once, il 22 febbraio scorso, in pieno centro a Buenos Aires. Mentre il bilancio ancora provvisorio, viste le gravi condizioni di molti dei feriti, sale drammaticamente a 51 persone decedute e, ormai accertate, oltre 700 quelle che hanno riportato lesioni e ferite di varia entità, vengono alla luce nuovi fatti.

Avantieri, il macchinista sopravvissuto all’impatto, il cui nome è Marcos Antonio Cordoba, ha dichiarato al giudice Federale Claudio Bonadio, di aver ripetutamente, ad ogni stazione, comunicato al controllore del traffico la presenza di seri problemi al sistema frenante del treno e di aver ricevuto, ogni volta, come unica risposta l’ordine di proseguire. Le sue affermazioni confermano pienamente le dichiarazioni di altri lavoratori della TBA, sia impiegati che macchinisti e controllori, che avevano denunciato pressioni da parte dell’azienda affinchè continuassero a lavorare trascurando lo stato di incuria dei mezzi e dei materiali. Pressioni che si tramutavano spesso in sanzioni disciplinari per coloro che puntavano il dito sulle inaccettabili condizioni di sicurezza. Da quanto si apprende da quotidiani argentini, una delle ultime sanzioni comminate risalirebbe al 14 febbraio scorso e sarebbe stata emessa nei confronti di un controllore che si era rifiutato di partire perché il treno, sul quale avrebbe dovuto lavorare, avrebbe viaggiato con porte che non chiudevano, con finestrini rotti e danni strutturali al pavimento e al pianale delle carrozze.

“Scopo della sanzione – sarebbe scritto nella nota disciplinare – è quello di punire comportamenti che possano mettere i viaggiatori a rischio di incidenti”.

«È paradossale e ironico che si vogliano punire le nostre proteste, che hanno il solo scopo di prevenire tragedie come quella di mercoledì scorso!» ha dichiarato Edgardo Reynoso, leader sindacale e rappresentante della lista Bordó de la Unión Ferroviaria (UF), aggiungendo che sarebbero centinaia i lavoratori colpiti da provvedimenti disciplinari per aver cercato di denunciare la pericolosità dell’incuria da parte dell’azienda. Persino il direttore della Manutenzione della TBA, Roque Cirigliano, avrebbe a suo carico una denuncia penale per le minacce a un dipendente che lamentava le cattive condizioni delle vetture.

«Questi problemi relativi alla sicurezza dei mezzi erano presenti già negli anni novanta e sono peggiorati progressivamente. La nostra protesta si è fatta più forte a partire dal 2002. Ormai sono dieci anni che presentiamo denunce alla CNRT (la commissione che pone le regole dei trasporti). La prima volta che io stesso andai a protestare per delle porte che non si chiudevano, il funzionario della CNRT mi chiese: “Da quanto tempo lavori per le linee Sarmiento? Lo sanno tutti che Sarmiento viaggia con le porte aperte”».

La tragedia del treno 3772 che viaggiava da Moreno a Once è una costellazione di drammi personali. Quello che ha fatto più scalpore è il caso del giovane Lucas Menghini Rey. Il suo corpo non era stato trovato. Per le autorità le operazioni di ricerca erano ormai concluse. Solo la determinazione e la civile insistenza dei suoi familiari ha permesso di rinvenire il corpo del ragazzo, già in stato di decomposizione, nel quarto vagone, a distanza di tre giorni dal terribile impatto.

Rabbia e indignazione crescono ovunque e si chiede unanimemente la testa di Juan Pablo Schiavi, Segretario ai Trasporti, che poco dopo l’incidente, davanti alle telecamere, avrebbe minimizzato l’accaduto dichiarando che fatti simili accadono ovunque tutti i giorni. Anche il nostro giornale ha ricevuto l’invito a partecipare a una manifestazione organizzata per chiedere le dimissioni immediate di Schiavi.

Abbiamo contattato telefonicamente Claudia, la principale promotrice della manifestazione che aveva come punto di raccolta spontanea l’incrocio tra Corrientes e Callao. Dopo averci ringraziato per la partecipazione ha voluto rilasciare la seguente dichiarazione:

«Durante esta semana, en la Argentina, se pudo comprobar, como tantas veces lo hemos hecho, la “enfermedad” que corroe a la sociedad: la corrupción y la inmunidad.

Los hechos de esta tragedia anunciada, producida en los trenes argentinos, describe cuan profundos son los problemas sociales y de poder.

Todos los años se repite una tragedia con la muerte de inocentes que solo salen a trabajar y no regresan a sus hogares, por negligencia y abandono, en donde ser parte del gobierno, es solo un puesto para poder vaciar al país.

Día tras día, los ferrocarriles y el resto del transporte público en la Argentina, aumentan las estadísticas de muertes  por “accidentes”, cuando en realidad, son la consecuencia de la mala gestión, la ausencia de control y la corrupción que se ha hecho parte activa de la interna del país.

La concesión del tren Sarmiento, que comienza en el año 1992, ha sido denunciada innumerables veces.

Se han escrito kilómetros de notas periodísticas, metros y metros de documentales y los sucesivos gobiernos, han hecho oídos sordos a las muertes que se han ido sucediendo.

A cuatro días de ocurrida esta tragedia, la única acción que ha llevado el gobierno, es la de presentarse como parte querellante contra el concesionario de TBA.

Cómo es posible que en esta situación, el gobierno intente ser juez y parte querellante, cuando desde hace casi veinte años, el Estado argentino ha tolerado altísimos niveles de corrupción? Cómo es posible que los culpables sean los inocentes y que el mismo gobierno compre a los jueces para seguir siendo absueltos y manejar, de esta manera, un gobierno enquistado por la soberbia y tomando partida de la inocencia y la impotencia de la gente?

La sociedad argentina tiene que tomar conciencia que no puede seguir permitiendo que se las siga tomando por “algo” en vez de “alguien”, que sus vidas no pueden seguir siendo destrozadas con impunidad porque algún oscuro funcionario o un inescrupuloso empresario, viola las leyes, con la certeza de que nunca será castigado.

Para los argentinos seria dar un gran paso adelante si despertasen y reclamasen por su dignidad.

No cabe ninguna duda de que, en este tipo de sociedades, la mayoría de los argentinos quizás tengan en su cabeza, solo una pelota de footbal.».

Una denuncia aperta e diretta, senza ma e senza se, che indica chiaramente che la responsabilità di questa tragedia è anche frutto di scelte politiche scellerate e soprattutto della stagnante rassegnazione davanti a queste scelte. È un richiamo forte alle coscienze politiche e sociali perché si possa comprendere che è necessario vigilare costantemente sul mandato elettorale ed è altrettanto indispensabile intervenire prontamente quando le intenzioni vengono disattese.

  

Marco Mura

Ultimo aggiornamento Domenica 26 Febbraio 2012 19:09
 

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