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Vodafone contro Google PDF Stampa E-mail
Tecnologia - Tecnologia
Scritto da Margherita Sanna   
Mercoledì 17 Febbraio 2010 00:00

Vittorio Colao, amministratore delegato di Vodafone, è intervenuto al Mobile World Congress, tenutosi a Barcellona dal 15 al 18 Febbraio, attaccando Google, reo di avere il monopolio sulla pubblicità. Infatti il colosso possiede l’80% circa della pubblicità on line. "Riguardo a Google - dice Colao - dobbiamo essere in grado di accordarci liberamente sulla catena del valore".Inoltre ha richiesto un immediato intervento dell’authority perché ci sia una “più equa distribuzione del revenue”. Per l’amministratore delegato di Vodafone è necessario che la Commissione Europea e la Fcc Americana introducano regole che garantiscano la concorrenza a tutti i livelli, focalizzandosi soprattutto sui “settori della ricerca e dell’advertising”. Ma non è solo Vodafone a puntare i riflettori su Google, anche gli altri operatori di rete sono alla costante ricerca di nuove fonti di revenue. Telefonica, la compagnia di telecomunicazioni spagnola, colosso della telefonia, ha reso noto per voce del suo presidente Ceo Cesar Alierta che sta vagliando la possibilità di far pagare i motori di ricerca di internet per l’uso del suo network. I motori di ricerca, come Yahoo o Google, infatti non pagano alcun “pedaggio” a Telefonica pur utilizzando la loro rete, “Noi creiamo la rete, ci occupiamo dell’assistenza ai clienti, dell’installazione – ha detto Alierta- e di tutto il resto. Il sistema deve cambiare, ne sono certo”. Colao a sua volta rincara la dose “Non si può far usare lo stesso network per il traffico dati business e per scaricare canzoni allo stesso momento e allo stesso prezzo. Dovremo segmentare la rete in diverse fasce, con un sistema a 15-20 livelli”. È necessario un sistema di regolazione entro il 2015. Anche Google era presente a Barcellona, e ha potuto rispondere immediatamente con le parole del suo amministratore delegato, Eric Schmidt: "Vi assicuro - dice - che le società di telefonia mobile potranno avere in molti modi un ritorno di profitti". Un invito, dunque a diventare patners nel settore della banda larga, ma in che termini non è stato specificato. . "Dobbiamo mettere a frutto la magia della convergenza che permette di fare cose mai pensate prima - ha continuato Schmidt-. Google dal canto suo sta guidando il traffico delle reti a beneficio degli operatori".Tuttavia la rottura tra Google e gli operatori della telefonia mobile hanno raggiunto l’apice nel momento in cui il colosso di Mountain View ha introdotto sul mercato lo smartphone Nexus One. Infatti questo viene venduto direttamente ai clienti via internet, perlomeno negli Usa. Una grande perdita per gli operatori tlc che ora invocano regole precise per non essere danneggiati dall’inarrestabile corsa di Google.
Margherita Sanna

Ultimo aggiornamento Sabato 17 Marzo 2012 08:44
 

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