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La morte del giovane Holden PDF Stampa E-mail
Cultura e spettacolo - Cultura e spettacolo
Scritto da Margherita Sanna   
Mercoledì 03 Febbraio 2010 00:00

«Ciò che distingue l'uomo immaturo è che vuole morire nobilmente per una causa, mentre ciò che distingue l'uomo maturo è che vuole umilmente vivere per essa.»

 

Salinger

È morto il 27 gennaio a Cornish Jerome David Salinger, l’autore de “Il giovane Holden”(1951), un romanzo che ha segnato e influenzato la gioventù di quegli anni e dopo in maniera indelebile. Holden è rimasto nell’empireo dei più grandi anti eroi della letteratura americana moderna, letto in lungo e in largo, è fra i romanzi americani più letti in assoluto. Scritto con una lingua cruda, malinconica e amara, Holden è un romanzo di formazione moderno, con le sue incursioni nella psicoanalisi, nella sessualità, e la sua demitizzazione della tradizione avita. Ma il suo autore, Jerome David Salinger, non amò mai essere osannato come un divo, nonostante tanta somiglianza i lettori trovassero tra Holden e James Dean. Simbolo e icona della trasgressione suo malgrado, Salinger, figlio di padre ebreo di origini polacche e madre metà irlandese e metà scozzese, dal 1953 si trasferì da New York al New Hampshire, allontanandosi sempre più dalla vita pubblica. Nel 1955 si sposò con Claire Douglas, un matrimonio non destinato a durare a lungo (nel 1966 si separarono), ma dal quale ebbe due figli: Margaret – che ha pubblicato una biografia del padre descrivendolo come un padre egoista – e Matt, colui che ha dato la notizia della sua morte. A parte la biografia della figlia “Dream Catcher: A Memoir” (in Italia “L’acchiappasogni”, edita da Bompiani), di Salinger ci restano poche notizie sulla sua vita privata, come il matrimonio nel 1988 con l’attuale moglie Colleen O’Neil, e anche le sue interviste degli ultimi cinquant’anni si contano sulle dita di una mano. Una del 1953 ad opera di una studentessa per la pagina scolastica di “The Daily Eagle” di Cornish, l’altra del 1974 del New York Times. Dopo il suo ultimo racconto, apparso nel 1965 per la rivista New Yorker sono state perse le sue tracce, perlomeno quelle pubblica. Si favoleggia che lasci una cassaforte piena di manoscritti inediti, forse questa voce è alimentata più che altro dal desiderio dei suoi affezionati lettori ed estimatori, di leggere ancora qualcosa di suo. Segno di questo desiderio e tributo di stima, dopo poche ore dall’annuncio della sua morte, il New Yorker, con il quale Salinger aveva stretto un contratto di prelazione per i suoi lavori, ha pubblicato online i tredici racconti che il suo giornale ospitò dal 1946 al 1965. Salinger a 91 anni è uno dei pochissimi autori contemporanei che muore mentre il suo romanzo, pubblicato più di cinquant’anni fa è tutt’ora un best seller.

Margherita Sanna

Ultimo aggiornamento Giovedì 22 Marzo 2012 10:49
 

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