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Il web e le regole sulla privacy PDF Stampa E-mail
Social Network - Social Network
Scritto da Luisa Cocco   
Mercoledì 18 Aprile 2012 17:30

Vi ricordate l’ultima volta che, scoraggiati dalle continue interruzioni pubblicitarie, avete abbandonato sul più bello la ricerca delle scarpe perfette o quella di un romantico weekend?  Caselle di posta intasate, finestre pubblicitarie pronte ad aprirsi ad ogni vostro clic, vi hanno poi tormentato per intere settimane se non addirittura per mesi. Se sconti, offerte e incredibili promozioni vi danno continuamente la caccia non preoccupatevi: non siete i soli. Sembra proprio che a pagare il prezzo delle proprie abitudini on-line siano, infatti, tutti gli utenti del web. Basti pensare che ogni giorno diamo in pasto alla rete tonnellate di informazioni private che poi vengono rivendute alle agenzie di marketing, senza che neppure ce ne accorgiamo, per farci un’idea del grado di invasione che oggi internet esercita sulla nostra vita privata. Neppure quando pensiamo di scambiare quattro chiacchiere tra amici, magari condividendo con loro i nostri pensieri più intimi online, in realtà siamo al riparo da questa fuga di notizie. Anche i social network, infatti, partecipano a questo meccanismo diabolico, per certi facilitandolo. Come nel caso di alcune app di face book, tra cui la gettonatissima Farmville, che secondo un’inchiesta del Wall Street Journal del 2010 avrebbero chiaramente violato le norme sulla privacy, rivendendo le informazioni privati dei giocatori a pubblicitari e società di aggregazione di dati. E con le nuove norme sulla privacy di Google, che dal I marzo ha iniziato a unificare i dati su di noi raccolti attraverso Google, Gmail e Youtube, questo problema sarà certamente destinato ad amplificarsi.

Come comportarsi allora per evitare che il nostro sé virtuale diventi una minaccia per quello reale, rendendolo vulnerabile se non addirittura ricattabile. Certo pensare di sospendere ogni rapporto con la tecnologia, ad esempio non navigando più o non iscrivendosi mai ad alcun social network, suona abbastanza irrealistico. Ma tanto per cominciare si potrebbe tenere a mente che tutto quello che facciamo in rete lascia una traccia, quindi prima di fare qualcosa di cui un domani potremmo pentirci magari sarebbe il caso di pensarci due volte. A seguire poi dovrebbero esserci delle norme giuridiche, che come nella vita privata possano tutelare la nostra privacy anche nella vita on-line.

In questo senso oggi qualcosa si sta muovendo. Un esempio la proposta di regolamento della Commissione Europea presentata lo scorso Gennaio da Viviane Reding, Commissione Ue per la Giustizia, mirata proprio alla protezione dei nostri dati. Purtroppo bisognerà avere ancora un po’ di pazienza: il suo cammino legislativo nella Ue, infatti, non finirà prima di due anni. Tra le cose più interessanti di questa proposta c’è la preventiva richiesta di consenso al trattamento dei dati che dovrà essere da noi esplicitata ma il cui uso legittimo dovrà essere dimostrata dal fornitore. Ogni fornitore on-line, sarà inoltre tenuto a rispettare  la disciplina sulla privacy prevista nel paese di destinazione del servizio. Non avrà più nessuna importanza cioè, come accade oggi, dove tratto i dati personali ma i consumatori a cui mi rivolgo, assicurano i legali esperti del web.

Tra le informazioni su cui avremo più controllo poi ci sono quelle che riguardano il nostro passato e cioè il diritto all’oblio: in base a questo principio potremmo richiedere la rimozione di tutte le informazioni potenzialmente negative che ci riguardano ai fornitori di servizi on-line. Naturalmente le eccezioni dovranno essere codificate e il testo definitivo dovrà comunque bilanciare l’interesse definitivo del singolo di essere dimenticato e il diritto di tutti di essere conosciuto.

Luisa Cocco

 

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento Lunedì 23 Aprile 2012 17:18
 

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