Ultime notizie

Con "In My Mind Tour" il jazz caraibico sbarca in Sardegna
Le sonorità del jazz e i ritmi caraibici s’incontrano per la prima volta in un nuovo progetto musicale made in Sardinia che fonde alla perfezione originalità del genere e orecchiabilità d…

Leggi tutto...



Le notizie

“Zanzibar” e la memoria dello spazio
Monica Pietrangeli arriva a Cagliari per la Queerisima, i quaranta giorni di pride cagliaritani. A vederla in mezzo a tutti i ragazzi dell’Arc, le donne della Circola, non sembra un’ospite, …

Le tortuose vie per l’Aldilà PDF Stampa E-mail
Mistero - Mistero
Scritto da Andrea Governi   
Sabato 19 Maggio 2012 13:46

Dalla notte dei tempi l’uomo si pone due quesiti cardine della sua vita: ”Da dove  vengo?” e “dove andrò dopo la morte?”. Nonostante molti lascino sopite queste domande nella parte più intima dei loro pensieri, proprio per l’incapacità  attuale di avere una risposta logica,certi altri, pur correndo il rischio di essere etichettati come persone eccentriche, affrontano la tematica della nascita e della morte con senso critico e senza autocensura. Il famoso blog Huffington post ha affrontato la famigerata tematica sulla possibilità dell’esistenza di una vita ultraterrena, e ha posto delle  possibili soluzioni. La prima ipotesi prende in considerazione la possibilità dell’esistenza di una nuova vita dopo l’esalazione dell’ultimo respiro, e ciò in relazione alle esperienze vissute da soggetti caduti in coma e tenuti in vita dal respiratore artificiale. Esistono in tal senso numerosissime testimonianze di persone che, risvegliatesi dal coma, descrivono la meravigliosa esperienza vissuta in un altro mondo o dimensione, dove vengono accolti da entità benevole o da parenti defunti, con cui vivono una esperienza gloriosa fino al momento del risveglio, descritto nella maggior parte dei casi come un evento traumatico che non avrebbero di certo desiderato, preferendo di gran lunga lo stato di amorevole pace in cui versavano fino a poco prima.
A questi casi ben si accompagnerebbero le esperienze extrasensoriali( catalogabili nella seconda ipotesi presa al vaglio dall’Huffington post) di persone dichiarate clinicamente morte ( con tanto di certificato già redatto),o vittime di malattie o infortuni che li hanno portati alla soglia della morte clinica, che poi invece fanno rientro nel loro corpo e descrivono un mondo senza dubbio migliore del nostro in cui hanno vissuto una esperienza che segnerà per sempre la loro vita anche nei termini di un miglioramento dal lato caratteriale, che nella maggior parte dei casi li porterà a vivere con maggior coscienza il lato spirituale ed altruistico. Nella maggior parte dei casi i soggetti che hanno vissuto esperienze ultraterrene, dichiarano di aver fatto rientro nel loro corpo per  poter completare il loro piano vitale sulla terra, o per un motivo altruistico come in alcuni casi per delle madri con figli molto piccoli. Senza dubbio i casi citati hanno in comune la positività dell’esperienza descritta, e ciò , a prescindere dall’orientamento scettico o meno dell’interlocutore, deve farci ben sperare!
Entrambe le ipotesi considerate hanno un’ampissima antologia di casi documentati, nel senso che molti autori hanno impiegato litri di inchiostro per documentare, testimoniare, sviscerare l’argomento.
La seconda soluzione che viene presa al vaglio è l’inesistenza di vita ultraterrena e la giustificazione dei fenomeni di “nde” (near death experience) come effetto del rilascio di endorfina nel cervello, che creerebbe delle allucinazioni che farebbero provare una sensazione di benessere profuso. Certo è che se la morte è una sola, come potrebbe spiegarsi il rilascio di endorfina come extrema ratio e la conseguente sopravvivenza del soggetto morente.
Come potrebbero testimoniare, di contro, coloro che professano l’inesistenza di vita ultraterrena, il loro assunto? Nel caso in cui si fosse davanti ad un Tribunale, l’istruzione probatoria pretenderebbe che la prova si creasse in giudizio con documenti e testimonianze; chi asserisce l’esistenza del nulla potrebbe portare come prova la testimonianza del nulla? Forse registrando il silenzio eterno di un cimitero?o forse no? Perché la metafonia, branchia della parapsicologia, basa i  suoi argomenti anche sulla registrazione di voci dell’aldilà captate dai nastri in assenza di presenze di alcun soggetto “vivo”.
In fin dei conti chi siamo noi per negare la veridicità ed il fondamento delle esperienze vissute da soggetti che si espongono al sarcasmo altrui e che con molto coraggio raccontano il loro vissuto di “quasi morte”?
L’atteggiamento che nega qualsiasi possibilità di una vita diversa da quella terrena deriva certamente dal timore della morte, come se fosse qualcosa che appartiene agli altri e non a noi, in quanto le scoperte mediche e scientifiche ci hanno dato l’illusione di poter rimandare il nostro ultimo appuntamento terreno ad un momento così lontano che si può anche non pensarci.
Sono molti gli scienziati che non dubitano più delle “nde”, proprio perché oltre le giustificazioni scientifiche che ricondurrebbero le esperienze a fattori di illusione mentale scatenati dai nostri ormoni, chi ha vissuto tali esperienze le ricorda non come sogni o allucinazioni, ma come vere esperienze di vita, il che andrebbe a stridere fortemente con la capacità pensante di un cervello in ipossia ed un encefalogramma critico.
Sarebbe giusto che la scienza ufficiale non giudicasse come eresia la possibilità dell’esistenza dell’aldilà, ma che affrontasse il tema almeno con probabilismo, essendo essa stessa piena di limiti ancora non accessibili alla investigazione scientifica.
Consideriamo però che  sono proprio quelle scoperte clamorosamente veritiere che hanno avuto il minor consenso nella storia della scienza, e Galileo, costretto all’abiura ed all’esilio ne è l’esempio lampante!
Forse non siamo ancora tutti pronti per affrontare l’ipotesi di una vita ultraterrena, non siamo ancora capaci di lasciare il materialismo che incatena le nostre vite alle futilità più infime per abbracciare un modus vivendi all’antica, fatto di molta spiritualità ed incentrato sull’anima e non sulla mente ed il corpo che alla fine potrebbero essere le nostre vere tombe.
Ciò che ci conforta è che, anche nella divergenza assoluta di opinioni in merito all’aldilà, in ogni caso la morte ci farà tutti uguali e sarà una ed identica per tutti.

Andrea Governi

Ultimo aggiornamento Mercoledì 03 Ottobre 2012 13:07
 

L'orologio

Previsioni meteo Italia

Click per aprire http://www.eumetsat.int
copyright 2019 EUMETSAT

Copyright - www.passioneducati.com

Autenticazione

User:  Pass:        Forgot Password? Username?

Link consigliato

Banner

Link consigliato

Banner