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L'amore paterno che ha commosso il mondo PDF Stampa E-mail
Esteri - Esteri
Scritto da Paola Angelotti   
Giovedì 25 Ottobre 2012 21:01

Il buon esempio di come si possa essere un padre esemplare viene proprio dal Rajastan, paese nel quale la pratica di sopprimere le neonate facendole morire di fame e di sete è ampiamente diffusa. É da Bharatpur nel nord del paese, che il guidatore di risciò Bablu Jatav, 38enne, e la sua piccola Damini hanno commosso il mondo: dopo la morte della moglie Shanti, avvenuta lo scorso 20 settembre poco dopo il parto, Bablu, ha continuato a lavorare portando con sé la figlioletta.  Non avendo scelta, armato di un’imbragatura rudimentale e di un’enorme forza d’animo, è tornato a pedalare con la sua piccolina al collo. “Non ho nessuno che possa prendersi cura di mia figlia, allora sono costretto a occuparmene io durante il lavoro. Mia moglie era molto felice che dopo quindici anni di matrimonio fossimo stati finalmente benedetti dalla nascita di una bimba, però ora che lei se n’è andata, sono molto triste. Devo pagare 500 rupie (circa 7 euro) al mese per pagare l'affitto e 30 rupie al giorno per affittare un risciò", ha detto Bablu in un’intervista alla BBC, aggiunge di aver timore di sposarsi nuovamente perché curare e allevare la figlioletta ha ora la priorità assoluta.

Il lavoro di Bablu, sotto il sole e in mezzo alla polvere, ha creato dei problemi di salute alla neonata, la scorsa settimana, disidratata, è stata infatti ricoverata in ospedale dove sono state riscontrate anche una forte anemia e una polmonite. “La mia bambina è debole perché non è mai stata allattata dalla mamma”, ha inoltre affermato Bablu, aggiungendo che la vita era per lui molto difficile e stava cercando di sopravvivere.

Dopo la pubblicazione della notizia da parte dell’Hindi BBC, i social network hanno fatto il resto diffondendo la notizia a livello globale e scatenando un diluvio di donazioni. A partire dalla pubblica amministrazione, dall’ospedale dove era ricoverata la bambina fino a un ente di beneficenza locale disposto a supportare Bablu nel prendersi cura della neonata. Alla BBC sono arrivate inoltre centinaia di telefonate di offerte di aiuto e denaro, specie da parte di Pakistani e di Americani di origine indiana, un tassista di San Francisco ha fatto pervenire i proventi di una colletta, mentre una banca gli ha donato un risciò e una somma di denaro.

Tanto anche il supporto morale, sull’ashtag #SaveTheGirlChild alcuni auspicano che Bablu diventi ambasciatore dell’ONU, altri postano il tweet “Le ragazze potranno non diventare mai delle regine per il loro partner, lei però per il suo papà sarà sempre una principessa”.

Paola Angelotti

 

Ultimo aggiornamento Sabato 27 Ottobre 2012 15:43
 

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