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Sclerosi multipla, scoperto un anticorpo naturale immunosoppressivo PDF Stampa E-mail
Medicina - Medicina
Scritto da Francesca Columbu   
Sabato 16 Febbraio 2013 00:00

Una ricerca condotta da un gruppo di ricercatori dell’Università di Siena ha rivelato che in alcuni pazienti affetti da sclerosi multipla è presente un autoanticorpo in grado di mantenere stabile la malattia per lunghi periodi, a volte senza seguire terapie. La sclerosi multipla è una patologia cronica che colpisce le cellule, del Sistema Nervoso Centrale, causando una difficoltà di comunicazione tra il cervello e le diverse parti del corpo.

 

La malattia va a intaccare una guaina, chiamata mielina, che ha il compito di proteggere gli assoni (fibre all’interno delle quali passano i segnali elettrici provenienti dal cervello). Quando ciò accade gli assoni non sono più in grado di trasmettere tali impulsi (messaggi o comandi che passano all’interno del midollo spinale) e la loro inabilità causa il blocco o il rallentamento delle normali conduzione degli impulsi nervosi. Questo mal funzionamento comporta il manifestarsi di alterazioni del sistema motorio e altre varietà di sintomi propri di questa malattia. Gli studi sino ad oggi condotti ritengono che la sclerosi multipla sia una malattia multifattoriale, cioè causata da vari fattori e che si manifesta in modo diverso in ogni individuo. Ma sono gli stessi studi, più circoscritti e delimitati a particolari casistiche, che hanno permesso di arrivare alla scoperta dell’anticorpo naturale in grado di mantenere stabile la malattia. Gli studi condotti dal team di ricercatori, presso il Laboratorio di Neuroimmunologia dell’ateneo senese, potrebbero aprire nuove porte a terapie innovative.

Tale anticorpo ha mostrato potenti proprietà immunosoppressive e – secondo gli autori dello studio – “potrebbe avere un ruolo nel mantenimento della stabilità della malattia. Inoltre, potrebbe essere utilizzato come un possibile marker prognostico per definire l’evoluzione della malattia stessa nei singoli pazienti”. Il Professor Pasquale Annunziata, coordinatore del gruppo di ricerca, spiega che “Questa scoperta è il naturale sbocco di un precedente risultato dello stesso gruppo di ricerca, che alla fine degli anni '90 aveva individuato nel liquor cefalo-rachidiano di un sottogruppo di pazienti con sclerosi multipla un anticorpo diretto contro una proteina della mielina, associato ad un andamento benigno della malattia. Proseguendo nelle ricerche, siamo finalmente riusciti ad isolare l'anticorpo monoclonale in pazienti nei quali la sclerosi multipla era stabile da anni". In pratica i ricercatori sono riusciti a capire come mai alcuni pazienti, affetti da SM, riuscissero a rimanere stabili per anni, a volte senza seguire terapie. "Questo anticorpo è in grado di legarsi ad alcune cellule del sistema immunitario e abbiamo osservato in vitro una potente attività immunosoppressiva - aggiunge Annunziata - . Questa scoperta dà un contributo rilevante alla comprensione di come il sistema immunitario possa controllare naturalmente un processo autoimmunitario diretto contro il sistema nervoso, aiutando a capire perché alcuni pazienti con sclerosi multipla possano per molti anni non presentare sintomi della patologia dopo il primo attacco clinico".
Il passo successivo dello stesso team senese, sarà quello di provare a copiare e riprodurre questo anticorpo per poterlo “trasferire” in un secondo step e utilizzarlo come possibile cura, non solo della sclerosi multipla, ma di altre patologie autoimmuni.
Ancora una volta i ricercatori italiani arrivano al podio più alto della ricerca scientifica e ancora una volta dobbiamo, noi tutti, essere fieri e orgogliosi per le importanti vittorie che i nostri connazionali portano a casa, al fine unico e lodevole di migliorare e salvare la nostra stessa vita.


Francesca Columbu

Ultimo aggiornamento Lunedì 18 Febbraio 2013 20:04
 

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