Ultime notizie

Con "In My Mind Tour" il jazz caraibico sbarca in Sardegna
Le sonorità del jazz e i ritmi caraibici s’incontrano per la prima volta in un nuovo progetto musicale made in Sardinia che fonde alla perfezione originalità del genere e orecchiabilità d…

Leggi tutto...



Le notizie

La vittoria dell’orchidea di ferro
Ha vinto Lei, The Lady, la donna gandiana che ha conquistato il cuore della Birmania. 44 seggi sui totali 674 del Parlamento. 44 seggi sui 45 disponibili. Un risultato storico quello della Lega …

Scudetto all’Inter, è “doppietta”: ora tutti a Madrid PDF Stampa E-mail
Sport - Sport
Scritto da Fabio Useli   
Lunedì 17 Maggio 2010 11:10

Diciotto minuti: questo il tempo per il quale ieri la Roma è riuscita a tenersi il tricolore cucito sulla maglia. Ovvero dal primo gol di Vucinic al Chievo al 39’, fino alla rete-scudetto del nerazzurro Milito a Siena al 12’ della ripresa. In mezzo, il raddoppio giallorosso, l’intervallo, le speranze della Roma che crescono, così come le motivazioni e la fame di “tituli” degli uomini di Mourinho. Passati quei 18 minuti, l’uno a zero di Milito contro i senesi che giocano come leoni, malgrado la retrocessione sicura, riporta tutto a posto: l’Inter in testa, la Roma seconda, seppure a soli due punti di distacco. E così finisce uno dei campionati più incerti e più combattuti che si ricordino da tanti anni a questa parte, con un altro 18: quello degli scudetti che da ieri l’Inter può contare nel suo albo d’oro. Sarebbe anche il quinto titolo consecutivo, anche se il primo della serie, quello 2005-2006, tolto alla Juve e assegnato a tavolino all’Inter in piena burrasca Calciopoli, è oggetto di discussione. Ma se il ricorso juventino venisse respinto, l’Inter eguaglierebbe l’impresa bianconera dei cinque titoli in cinque anni, dal 1930 al 1935: altri tempi, un’altra Juve. La Juve di oggi è capace di stramazzare al suolo anche all’ultima giornata, colpita per tre volte dal Milan di un Leonardo con le valigie già pronte, così come quelle del collega Zaccheroni, chiamato a salvare la stagione di una squadra che ha tirato i remi in barca già da molto prima del suo arrivo. Settimo posto a 55 punti e preliminari per l’Europa League: questo il magro bottino di una delle stagioni bianconere più “nere”. La rifondazione è dietro l’angolo, e oltre che essere targata Agnelli, sarà di segno blucerchiato: Del Neri in panchina è dato per certo, affiancato dal nuovo d.g. Beppe Marotta, anch’egli ex-Samp.

 

Anche le valigie di Leonardo, di fatto sbattute fuori dalla porta dal Presidente in persona, erano pronte già da diverse giornate: più per divergenza di vedute sull’impostazione di gioco che per effettiva mancanza di risultati. Il Milan finisce il campionato a 12 punti dalla capolista, terzo posto e accesso alla Champions assicurato, il tutto con una squadra non esattamente giovane e fresca. Da annotare la gratitudine delle curve nei confronti dell’allenatore e dei giocatori, accanto a un’esplicita contestazione rivolta a Berlusconi per mezzo di un enorme striscione, che lo accusa di essere un “presidente assente ingiustificato”.

 

A Roma Ranieri non ha nulla da rimproverarsi: arrivato in corsa a prendere in mano una squadra, lasciata da Spalletti, in pieno sfascio e a zero punti dopo tre giornate di campionato, il tecnico del Testaccio l’ha portata a lottare per il campionato fino all’ultima giornata e, non si dimentichi, alla finale di Coppa Italia. Certo, è vero che la Roma ha recuperato 14 punti all’Inter proprio nel momento in cui i nerazzurri li perdevano, vuoi per un calo fisico, vuoi per l’accumularsi di impegni contemporanei. Non si può però non riconoscere il prezioso lavoro di un tecnico come Ranieri, antitetico rispetto  “The Special One”, meno santone e meno intrattabile, ma di certo in grado di creare un gruppo vincente laddove aveva trovato solo macerie, e una squadra con un gioco tutt’altro che improvvisato. Un collettivo che avrebbe meritato un riconoscimento più congruo da parte di Lippi, e che invece vedrà in Sudafrica probabilmente il solo De Rossi, autentico motore del centrocampo giallorosso. Inoltre un gruppo che ha ritrovato un fortissimo legame con la tifoseria: ventimila ieri i romanisti accorsi a Verona per sostenere la squadra, sperando in una festa che non è arrivata. Al 90’, solo applausi di riconoscenza, unica consolazione per le lacrime del capitano Totti.

 

L’anno prossimo si ricomincerà da realtà interessanti come Sampdoria (ammessa ai preliminari di Champions), Palermo e Napoli, entrate di diritto in Europa League. Lasciano la serie A l’Atalanta, il Siena e il Livorno, in serie B il Lecce e il Brescia aspirano seriamente alla promozione, mentre il terzo posto verrà assegnato dai play-off di giugno.

 

Incerto anche il destino del grande protagonista del campionato, artefice indiscusso di tutto o quasi il successo dell’Inter: José Mourinho, il portoghese tenebroso dalla mentalità vincente e dalle parole pungenti, ha dichiarato ieri, mentre il mondo nerazzurro esplodeva nei festeggiamenti, di “non sentirsi a casa”. Del resto non ha mai fatto mistero di non vivere bene la realtà totalizzante del calcio italiano, e di avere mal sopportato la pressione mediatica degli ultimi due anni. Voci insistenti lo danno sulla panchina del Real per la prossima stagione. Ma ora ha altro a cui pensare: l’impresa, la “tripleta”, è a un passo, il 22 maggio l’Inter si gioca l’Europa a Madrid contro il Bayern, dopo una cavalcata vincente che ha travolto anche lo schiacciasassi Barcellona. Nessuna squadra italiana c’è mai riuscita, ed è un fatto che i nerazzurri hanno i numeri e la mentalità per farcela. “Dopo la finale sarò egoista per uno, due, tre giorni e penserò a cosa potrà farmi felice. Non è vero che ho un piede e mezzo a Madrid – prosegue Mourinho - ci penserò dopo. Adesso sono pronto a dare tutto in una settimana storica per noi. Penso soprattutto all'Inter, ai giocatori, ai tifosi. Dopo la finale, andrò in vacanza e mi prenderò qualche giorno per me stesso”. Con la consapevolezza che “ha vinto la squadra migliore. Abbiamo dimostrato in questa stagione di essere i più forti d'Italia e per questo abbiamo vinto. Il nostro è un successo meritato”. Antipatico, forse. Ma chi lo può contraddire?

 

Fabio Useli

Ultimo aggiornamento Lunedì 17 Maggio 2010 15:08
 

L'orologio

Previsioni meteo Italia


Warning: file_get_contents(http://oiswww.eumetsat.org/IPPS/html/MSG/IMAGERY/IR108/COLOR/CENTRALEUROPE/index.htm) [function.file-get-contents]: failed to open stream: HTTP request failed! HTTP/1.1 404 Not Found in /web/htdocs/www.diario24notizie.com/home/modules/mod_weather/mod_weather.php on line 31
Click per aprire http://www.eumetsat.int
copyright 2019 EUMETSAT

Copyright - www.passioneducati.com

Autenticazione

User:  Pass:        Forgot Password? Username?

Link consigliato

Banner

Link consigliato

Banner