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Fossili cibernetici PDF Stampa E-mail
Mistero - Mistero
Scritto da Andrea Governi   
Domenica 05 Maggio 2013 13:04

La macchina di Antikythera è un oggetto incredibile! È un meccanismo, un calcolatore astronomico ritrovato nel mare in Grecia, presso l’isola di Anticitera, da dei pescatori nel lontano 1900. L’oggetto è un manufatto risalente al 150 a.C. circa, un sofisticato planetario meccanico mosso da ruote dentate che calcolava il movimento dei corpi celesti e  gli equinozi, nonché le date dei giochi olimpici. Inizialmente si credette che il misterioso oggetto, ritrovato insieme a un carico di statue marmoree fosse un orologio, tuttavia gli orologi( per quanto ne sappiamo) hanno avuto origine nel medioevo, quindi sarebbe stato un ritrovamento alquanto inspiegabile.
Il meccanismo è un oggetto di alto livello, un qualcosa di veramente sofisticato: i pianeti si muovono secondo il loro moto reale del sistema solare, presenta inoltre, una maniglia estraibile che consente di far girare la ruota in modo da far muovere tutti i componenti. La Luna ha un movimento particolare, ruota intorno al sole a una velocità costante, la lancetta però si sposta secondo un moto anomalo che rende in alcuni casi il movimento più veloce o più lento. Per comprendere meglio la dinamica del funzionamento di questo favoloso oggetto si può consultare internet, dove su You Tube è disponibile un filmato che ricostruisce virtualmente il funzionamento dell’oggetto.
Sono in molti  che hanno consacrato i loro studi ad Antikythera, ma solo negli anni ottanta Micheal Wright  cominciò a studiare in modo approfondito l’antico oggetto riproducendo una copia perfetta dell’originale compresi i pezzi mancanti.
Possiamo affermare che il planetario greco è un oggetto che stravolge le cognizioni storiche relative agli antichi greci ,pur nella considerazione che molte conoscenze di questa civiltà sono andate perdute nel medioevo, essendo un manufatto tecnologico alla stessa stregua di un computer, tanto da poter essere classificato come “oopart”( manufatto fuori luogo), opera non ricollegabile al periodo storico di cui fa parte.
Forse proprio per questo motivo è rimasto per molti anni relegato nelle cantine del museo di Atene, destino condiviso con tutti quei reperti dislocati nel mondo che non hanno un nesso logico ( o per lo meno secondo la nostra logica attuale) e che quindi è meglio tenere in stand by!
Gli archeologi dell’Università di San Pietroburgo hanno certificato poco tempo fa l’autenticità di un fossile rivenuto a duecento chilometri dalla città di Tigil, nella Russia asiatica. I pezzi fossilizzati nella roccia sembrerebbero essere i resti di un meccanismo ad ingranaggi facente parte di un orologio o di un computer; Il problema è che il fossile ha non meno di 400 milioni di anni.
Questo caso è ancora più emblematico di Antikythera per quanto riguarda l’antichità improponibile del meccanismo ritrovato, ma la storia è analoga. In quel periodo non esisteva l’uomo sulla Terra!
Possiamo ipotizzare che l’oggetto reperito in Russia sia appartenuto ad una civiltà sconosciuta? Magari non terrestre? Allo stesso modo potremmo pensare che anche Antikythera sia stato creato non da uomini ma da esseri più evoluti, forse quegli Dei arroccati sul monte Olimpo, che sempre più sembrano appartenere non al mondo della fantasia o del mito, a una civiltà extraterrestre che mise per diverso tempo pianta stabile sul nostro pianeta?
Per ora davanti a enigmi così inestricabili la risposta migliore che viene data dalla scienza è il silenzio, nascondendo in cantina ciò che creerebbe troppi dubbi sulla linearità immaginaria della storia che ci da sicurezza sul nostro passato e quindi sulla nostra identità.
Prima o poi la realtà sul nostro passato verrà a galla, uscirà dalle cantine dei musei e apparterrà a tutti, perché gli schemi ortodossi che incatenano la storia dell’uomo stanno ad agio mostrando la possibilità di una storia diversa da quella ufficiale.

 

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