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Dee, profetesse, regine e altre figure femminili nel Medioevo germanico PDF Stampa E-mail
Speciali - Speciali
Scritto da Sara Atzori   
Lunedì 03 Giugno 2013 09:37

Figure femminili di cui si è parlato a livello storico e a livello letterario; l’importanza dei loro nomi e quella del loro ruolo all’interno della società: un così vasto insieme di tematiche è stato al centro degli incontri tenutisi in occasione del XL Convegno dell’Associazione Italiana di Filologia Germanica, dal titolo “Dee, profetesse, regine e altre figure femminili nel Medioevo germanico”, che ha avuto luogo il 29, 30, 31 Maggio 2013, presso l’ Aula Magna del Palazzo dell’Università e l’Aula Magna della Facoltà di Studi Umanistici di Cagliari.

È stato messo in luce come, nel Medioevo, la donna fosse valorizzata, tanto da divenire protagonista di opere letterarie. È il caso della regina di Torres, Adelasia, protagonista di Adelasia di Torres, scritto da Enrico Costa. Un'altra vicenda, oggetto di studio, fu quella di Lucrezia, rivisitata nella Kaiserchronik, rispetto all’opera originale di Ovidio: mentre il poeta romano raccontò di uno stupro dovuto alla passione, nella ‘cronaca degli imperatori’ si raccontò di uno stupro organizzato per vendetta, per mano della regina, la quale diventò artefice degli eventi e acquisì un ruolo centrale all’interno dell’azione.

Secondo l’antroponimia, la scienza che studia i nomi di persone, il nome proprio, nell’antichità, era la ‘carta d’identità’ degli individui e,attraverso il nome, si conosceva la famiglia di appartenenza di ciascuno. Secondo alcuni studiosi, la caratteristica dei nomi femminili era il collegamento con la figura delle Valchirie; secondo altri, invece, il nome femminile ruotava intorno alla figura della donna che sta in casa. Oggi la ricerca afferma che la donna è considerata una figura di protezione: le due teorie precedenti sono quindi legate dall’idea secondo cui la donna proteggeva l’uomo in battaglia.

Sara Atzori

Ultimo aggiornamento Giovedì 06 Giugno 2013 16:36
 

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