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Finale esplosivo con Goran Bregovic all’European Jazz Expo PDF Stampa E-mail
Cultura e spettacolo - Cultura e spettacolo
Scritto da Paola Angelotti   
Sabato 27 Luglio 2013 13:18

Tutto esaurito a Cagliari per Goran Bregovic e la sua Wedding & Funeral Band. L’artista balcanico, con i suoi ritmi esplosivi, ha ancora una volta stregato i cagliaritani. Reinterpretando in chiave contemporanea sonorità tipiche delle musiche zigane ha letteralmente strappato il pubblico dalle sedie, trascinandolo a ballare sotto il palco. Il concerto dell’artista, balzato alla ribalta della scena internazionale grazie alla composizione di celebri colonne sonore, ha contemporaneamente suggellato della chiusura dell’European Jazz Expo e l’apertura del festival, Le isole del cinema, un progetto culturale dedicato ai particolari aspetti creativi che compongono il cinema che si svolgerà nelle isole minori della Sardegna.

Con un italiano fluente, Goran, in una conferenza stampa gentilmente concessa prima della serata, racconta di sé, modesto, in un clima elegantemente informale, dei suoi primi passi nel mondo dello spettacolo.

Da musicista di night-club (come nella migliore tradizione jazzistica), rockstar nella Jugoslavia di Tito, costretto a fuggire all’estero durante la guerra di Bosnia, trova da lavorare nel mondo del cinema. Già autore della colonna sonora de Il tempo dei gitani, diventa rapidamente punto di riferimento per quei compositori che, lavorando nel mondo del cinema, cercano di tenersi lontani dagli accademismi.
Racconta aneddoti divertenti che lo hanno salvato in extremis prima di cadere nel baratro del cinema hollywoodiano, quello cioè che depersonalizza completamente l’opera del compositore ponendola al servizio del successo commerciale della pellicola. Balcanico nel profondo del cuore, figlio di quella terra crocevia tra cultura cristiana, greco-ortodossa e islamica, Goran con le sue ultime produzioni continua a pagare un pegno d’amore verso una cultura ancora perseguitata in tutta Europa: “ Davanti ai problemi dei Gitani non potevo non reagire, anche perché finché sei musicista sei gitano. Tanto l’Italia che la Francia sono sempre state sensibili nei confronti della povertà, specie la Francia che ha accolto i genitori di Django Reinhardt o dei Gipsy Kings fuggiti dalle persecuzioni franchiste”.
“Il Tempo dei Gitani non è ancora finito” prosegue Bregovic, “nel mio ultimo lavoro (Champagne for Gypsies) ho invitato Gitani nuovi e vecchi, dai Gypsy Kings ai Gogol Bordello, da Florin Salam a Selina O’Leary, per celebrare quella musica che ha ispirato migliaia di musicisti attraverso i secoli”.
Già in cantiere il prossimo lavoro, dopo Carmen a lieto fine, un Orfeo a lieto fine, promette Goran, spettacolo a cui ci auguriamo di assistere magari l’estate prossima a Cagliari.

Paola Angelotti


Ultimo aggiornamento Domenica 28 Luglio 2013 22:37
 

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