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Zaino più leggero per gli studenti sardi. Arrivano i tablet! PDF Stampa E-mail
Sardegna - Sardegna
Scritto da Francesca Columbu   
Domenica 28 Luglio 2013 00:00

La Regione Sardegna ha dato il via libera alla seconda parte del progetto “Scuola digitale” e, prima dell’avvio dell’anno scolastico, trentamila tablet verranno distribuiti nelle scuole. La rivoluzione tecnologica partita l’anno scorso in tutte le aule sarde, con l’installazione delle “LIM”, le lavagne multimediali, proseguirà quest’anno con l’utilizzo, da parte di trentamila giovani, delle piccole tavolette digitali che, a breve, metteranno in soffitta i libri in formato cartaceo.

I destinatari di questo nuovo “digital study” saranno inizialmente gli studenti delle prime e seconde classi superiori e il prossimo anno, l’adozione dei testi digitali si amplierà agli alunni delle scuole primarie e secondarie. Per i giovani studenti, l’utilizzo dei tablet sarà di sicuro uno stimolo in più a seguire le lezioni mentre per i docenti questo anno di prova, definito per l’appunto di sperimentazione, permetterà di valutare meglio l'impatto del sistema digitale con le esigenze primarie della didattica. Il cambiamento tecnologico delle scuole sarde, nasce dal decreto legge “Digitalia” (nr.179 del 18/10/2012) disposto per modernizzare alcuni settori del nostro paese, tra i quali il mondo della scuola. Indiscusse parole di soddisfazione arrivano anche dal mondo politico regionale. L’Assessore della Pubblica Istruzione Sergio Milia definisce l’ingresso dell’innovazione digitale “Una rivoluzione per la scuola sarda che finalmente potrà avere un nuovo strumento didattico che consentirà soprattutto di combattere la piaga della dispersione scolastica” e il Presidente Ugo Capellacci  chiarisce che “Con il progetto della scuola digitale investiamo sui nostri giovani e presentiamo uno strumento innovativo nelle classi della Sardegna, proponendo la nostra Isola come modello di avanguardia a livello nazionale”. Purtroppo a frenare gli entusiasmi  giunge la decisione dell’attuale ministro dell’Istruzione, Maria Chiara Carrozza, di sospendere l’obbligatorietà per le scuole, a partire dall'anno 2014/2015, di adottare  libri digitali, valutando in alternativa una soluzione di un sistema "misto". “L’accelerazione sui libri digitali – ha dichiarato la Carrozza - non poggiava su alcuna seria e documentata validazione di carattere pedagogico e culturale, così come non sono state valutate le possibili ricadute sulla salute di bambini e adolescenti esposti a un uso massiccio di apparecchiature tecnologiche”.  Decisione che cancella quanto, invece previsto, dal suo predecessore Francesco Profumo.  Le parole del nuovo Ministro trovano, ineludibilmente, il favore degli editori che dalla digitalizzazione dei libri scolastici perderebbero ingenti somme di denaro. E se da una parte lo stop del ministro Carrozza alla “rivoluzione digitale” soddisfa gli editori, dal dipartimento scuola della Codacons giungono messaggi di guerra: “Sicuramente faremo battaglia perché non è accettabile questo passo da gigante all’indietro”, ha dichiarato la responsabile nazionale Rosalba Di Placido, secondo cui il ministro Carrozza avrebbe ceduto alla lobby degli editori e, inoltre, questo stop “penalizza maggiormente gli studenti delle famiglie svantaggiate che hanno nella scuola l’unica opportunità di alfabetizzazione digitale”. L’unica certezza di quest’anno è che trentamila famiglie sarde verranno “alleggerite” dai noti e odiati pesi scolastici, partendo dal costo dei libri di testo al peso degli zaini. Per gli anni avvenire invece è consigliabile non pensare troppo o meglio, non pianificare troppo, del resto se la politica segue il suo corso l’anno prossimo o, chissà, forse prima, la poltrona di Ministro potrebbe conoscere nuovi ospiti.

Ultimo aggiornamento Domenica 01 Settembre 2013 09:06
 

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