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Inaugurato a San Basilio il radiotelescopio più grande d'Europauropa PDF Stampa E-mail
Scienza - Scienza
Scritto da Valentina Locci   
Mercoledì 02 Ottobre 2013 00:00

E’ stato battezzato lunedì mattina a San Basilio il Sardinia Radio Telescope, il radiotelescopio più grande d’Europa, secondo al mondo e terzo in Italia, dopo quello di Medicina in Emilia e di Noto in Sicilia. Un progetto ambizioso che ha avuto come promotore Nicolò D’Amico, e realizzato con la collaborazione di un team di ragazzi e di numerosi tecnici ed esperti in materia, ha sancito un ruolo di preminenza internazionale della radioastronomia italiana.

Si tratta di un vero e proprio gigante, infatti per costruirlo sono state necessarie 3000 tonnellate d’acciaio e 15000 saldature. I numeri del “grande orecchio” lasciano il fiato sospeso: 70 metri d’altezza, 64 metri di diametro del paraboloide, 1000 pannelli che si muovono in maniera indipendente l’uno dall’altro. L’idea è nata nel 1995, nel momento in cui l’Agenzia Spaziale italiana ha deciso di finanziare lo studio di fattibilità; ma è solo nel 2006 che il progetto ha trovato una prima ed effettiva attuazione, grazie ai fondi versati dalla Regione Autonoma della Sardegna e ai fondi comunitari messi a disposizione dall’Unione europea, per un totale di 67 milioni di euro. La zona prescelta per la costruzione di questo colosso d’acciaio è quella di Pranu Sanguini, a San Basilio, per via della scarsa densità demografica e per la lontananza dai rumori propri dei centri urbani. Erano presenti 1500 persone al taglio del nastro, avvenuto lunedì 30 settembre, in presenza del Governatore della Sardegna Ugo Cappellacci, il sottosegretario del Miur, Marco Rossi Doria, in sostituzione del Ministro dell’Istruzione Maria Chiara Carrozza, bloccata a Roma per l’imminente crisi di governo, il Presidente dell’Agenzia Spaziale italiana Enrico Saggese e il Presidente dell’Istituto Nazionale di Astrofisica Giovanni Bignami. A completare il parter degli ospiti c’erano inoltre il Presidente della Rai Anna Maria Tarantola, l’Assessore alla Programmazione e al Bilancio Alessandra Zedda e una rosa di primi cittadini dei comuni più importanti del Gerrei, in primis il Sindaco di San Basilio Maria Rita Rosas. E’ accorsa anche tanta gente comune: casalinghe, operai, bambini, donne in costume sardo, giornalisti e curiosi; tutti hanno voluto partecipare all’evento, avvertito dai più come un’importante opportunità di slancio economico, non solo per questa frazione di Campidano dilaniata dalla povertà e affamata di lavoro, ma per tutta la Sardegna in generale. Occasione di riscatto e fondamentale chance di sviluppo per il territorio, queste sono le aspettative riposte nel radiotelescopio più grande e maestoso d’Europa, un titano d’acciaio che per la prima volta è stato messo in funzione l’8 agosto dello scorso anno. Per i prossimi due anni invece subirà un processo di commissioning, ossia di validazione, una sorta di rodaggio dello strumento; una volta conclusa questa fase la parabola sarà messa a disposizione della comunità scientifica internazionale e delle imprese, e consentirà di tradurre i segnali che arrivano dallo spazio, nonché di sentire il rumore cosmico di stelle e galassie. Il Presidente della Regione Cappellacci ha annunciato che l’8 ottobre “nascerà il distretto aerospaziale sardo al quale parteciperanno l’Agenzia spaziale italiana, Cnr e Crs4”, oltre che al nuovo radiotelescopio. Grande entusiasmo si respira tra le autorità e tra i cittadini, a scommettere sul progetto sono numerosi  paesi, tra cui San Basilio, Sant’Andrea Frius, San Nicolò Gerrei, Ballao, Armungia, Escalaplano, Silius, Goni e Villasalto. E’ innegabile che i costi da sostenere siano elevati, infatti è stato  preventivato da Nicolò d’Amico, direttore del progetto sul Radio Telescopio, che occorreranno tre milioni di euro l’anno per farlo funzionare, ma promette che le risorse non mancheranno, sia dall’alto che dal basso. Si auspica inoltre che questo progetto possa essere inglobato in un programma più ampio, finalizzato alla creazione di uno spazio europeo della ricerca, il così detto ERA (European Research Area). I presupposti sono positivi, l’ottimismo e la voglia di riscatto avanzano con decisione, vedremo col tempo se questa scommessa si concluderà con una vittoria. Chi vivrà vedrà.

Ultimo aggiornamento Domenica 20 Ottobre 2013 17:29
 

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