Ultime notizie

Con "In My Mind Tour" il jazz caraibico sbarca in Sardegna
Le sonorità del jazz e i ritmi caraibici s’incontrano per la prima volta in un nuovo progetto musicale made in Sardinia che fonde alla perfezione originalità del genere e orecchiabilità d…

Leggi tutto...



Le notizie

Venerdì non ho potuto staccare gli occhi dall’ultima e coinvolgente “pellicola” di Russel
Un po’ di dramma e un po’ di commedia, ecco potrebbe essere definito il nuovo film di David O. Russel, autore, tra gli altri, di “Amori e disastri” e del più recente “The Fighter”. …

La Sindrome degli Antenati PDF Stampa E-mail
Scienza - Scienza
Scritto da Andrea Governi   
Giovedì 20 Febbraio 2014 17:54

A volte anche nella psicologia possiamo reperire qualcosa di occulto, che sembrerebbe appartenere più che altro alla parapsicologia. La teoria della “Sindrome degli Antenati” è frutto del lavoro di Anne Ancelin Schutzenberger, professore emerito di psicologia all’Università di Nizza e co-fondatrice dell’associazione Internazionale di Psicoterapia di Gruppo. Nella sua vita il suo lavoro è stato affiancato dalla collaborazione di esponenti importanti delle scienze psicologiche, allieva di Moreno e di Dolto, ha improntato il suo lavoro sul sociale, sulla terapia di gruppo, lo psicodramma e genosociogramma. Trattasi di lavoro clinico di osservazione e di sintesi in cui un paziente viene analizzato su quanto comunica verbalmente e non e su di un approccio in cui il professionista, attraverso l’indagine accurata e l’associazione di pensiero, capta velocemente, come se fosse un radar,la struttura e la configurazione della vita familiare del cliente.

La professoressa Schutzenberger utilizza il metodo psicoanalitico freudiano; nell’analisi del paziente prende in considerazione particolari fattori che a parere di un profano possono apparire poco significanti, quali la gestualità, la micro tensione muscolare, il ritmo respiratorio,l’occupazione dello spazio,il colore e il tipo di abiti indossati, l’uso di gioielli,il taglio dei capelli,l’apertura o chiusura del corpo. A quanto sembra l’immagine che creiamo di noi stessi sarebbe l’insieme di tasselli di un mosaico che, agli occhi dell’esperto,comunicherebbe non solo notizie importanti su come viviamo il percorso di vita, ma anche sull’eredità del vissuto dei nostri antenati.
Possono le esperienze traumatiche vissute e non “metabolizzate “dai nostri avi renderci la vita impossibile? A quanto pare sì. Non si parla più soltanto di eredità di patrimonio economico o di eredità morale, ma si tratta di una tela che continueremo a tessere all’infinito fino a che non si spezzerà l’incantesimo. Esiste infatti una contabilità familiare implicita nel bene e nel male.
Un esempio positivo può essere quello in cui i nostri padri hanno vissuto in un ambiente positivo e amorevole e hanno trasmesso alle generazioni future amore, lealtà, affetto e sicurezza. La professoressa cita un esempio personale, quello della sua famiglia, che a distanza di decenni dalla morte della nonna, festeggia ancora il compleanno della defunta, essendo l’evento diventato un appuntamento importante per la famiglia, un momento d’incontro e unione,un unico abbraccio di una moltitudine di persone legate da una “catena” positiva creata da qualcuno che ha preceduto tutti loro. Alla stessa maniera esiste una sorta di condanna per le generazioni future di coloro che sono stati vittime di ingiustizie, di malattie, incidenti e morti violente. Il trauma diventa il legame tra passato e futuro passando in modo pesante sul presente.
L’ingiustizia è un grido che ha un eco molto forte, l’esperienza clinica dimostra i danni sulle vittime e sui loro discendenti, laddove esiste una lealtà invisibile ma tangibile tra la struttura familiare. Esistono diversi sistemi di contabilità familiare, a seconda dell’epoca, della cultura. Così, come potrebbero interrompersi delle tradizioni di sofferenza? Si rischierebbe di tradire la lealtà alla tradizione di famiglia. Per questo vi sarebbe una sorta di senso del dovere d’ accollarsi e vivere ancora una volta quanto appartiene al passato di un membro delle generazioni precedenti alla nostra. Come un fantasma che esce dal sepolcro l’evento luttuoso continua a verificarsi,nello stesso giorno, nello stesso mese, nelle stesse circostanze. E’ estremamente probabile che se tutti i primogeniti di una famiglia muoiono nello stesso frangente, ci sia una sorta di dovere familiare a non interrompere quanto è sempre accaduto. E’ probabile che se un genitore è venuto a mancare in circostanze molto dolorose, che anche uno dei figli, si immoli come capro espiatorio e che si ammali e muoia anch’egli nelle medesime circostanze, alla stessa età o nello stesso giorno. Questa è la “Sindrome degli Antenati”. Ma a quanto pare il fardello può talvolta essere abbandonato per strada seguendo una scorciatoia che ci impedisca d’inciampare in una maledizione incomprensibile e senza fine ,dove non sembra esserci un filo logico, soprattutto nei casi in cui le nuove vittime da immolare sono ignari protagonisti di un segreto passato che si riflette sul presente .Lo Psicodramma serve proprio a questo. A prendere atto del passato rivivendolo in modo artefatto, di modo che la presa di coscienza esorcizzi la zona erronea che contamina il nostro destino. Prendere atto della realtà e perdonare, rendere conscio ciò che vive nell’inconscio, scegliere una nuova strada più agevole e sicura di quella vecchia. Certo resta sempre un’incognita come degli eventi del passato, il più delle volte taciuti, possano transitare liberamente come fattori di ereditarietà pari al colore degli occhi o alla forma del naso. O forse la coscienza è qualcosa che risiede fuori dal corpo?

 

L'orologio

Previsioni meteo Italia

Click per aprire http://www.eumetsat.int
copyright 2019 EUMETSAT

Copyright - www.passioneducati.com

Autenticazione

User:  Pass:        Forgot Password? Username?

Link consigliato

Banner

Link consigliato

Banner