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Pozzi Sacri non solo in Sardegna PDF Stampa E-mail
Mistero - Mistero
Scritto da Andrea Governi   
Sabato 14 Giugno 2014 16:22

Il “Pozzo Sacro” è definito come una struttura templare ipogeica destinata al culto delle acque.Si fa risalire la loro edificazione all’età del ferro. Fino a non molti anni fa si riteneva che tale struttura appartenesse esclusivamente alla civiltà nuragica,  quindi una peculiarità esclusivamente sarda. In Sardegna si possono contare circa quaranta templi a pozzo, tra questi sicuramente il più conosciuto è quello presso Paulilatino, il Pozzo di Santa Cristina.


Il “Culto delle Acque” affonda le sue radici nel Neolitico, con testimonianze di reperti di circa 500.000 anni fa. Il culto in Sardegna sembrerebbe esser stato dedicato alla dea Orgìa. La devozione alla divinità delle acque era certamente legata a rituali propiziatori della fecondità e della fertilità, tuttavia il significato ben preciso dei culti nuragici si perde nel buio della notte dei tempi.
Nell’immaginario collettivo di ogni tempo il pozzo ha sempre giocato un ruolo magico e misterioso. Qualcuno ricollega la simbologia del pozzo al Sacro Graal, altri ancora trovano corrispondenze con i cerchi nel grano; ad analizzare i numerosi significati rappresentativi del pozzo si sconfinerebbe in altri campi.
Ciò che infatti è interessante porre qui in evidenza è che, benché si pensasse che il culto delle acque ed i pozzi sacri fossero circoscrivibili unicamente alla Sardegna, al massimo al Mediterraneo, ci si è dovuti ricredere. Infatti, una archeologa bulgara, Dimitrina Mitova Djonova, negli anni ottanta portò alla luce la scoperti di alcuni pozzi sacri in Bulgaria, identici a quelli dell’isola. Inizialmente la notizia non ebbe particolare risalto, per molti anni questo “imprevisto archeologico” fu poco considerato, forse volutamente. Riscrivere la storia ufficiale comporta evidentemente dei problemi di opportunità che riguardano essenzialmente  coloro che conferiscono la targa di autenticità e di storicità.
Com’ è spiegabile che due popoli così lontani abbiano avuto in comune non solo il culto, ma anche l’architettura relativa ai templi per il culto? Dal Mar Mediterraneo al Mar Nero non è proprio così agevole arrivarci! Se poi prendiamo in considerazione il fatto che l’antico nome della capitale bulgara, Sofia, era Sardika e che in Asia Minore non sono pochi i toponimi etnici che cominciano per sard o serd, che in Tracia si trova la località di Sardi, in Misia vi sono le montagne di Sardine e la città di Sardesos,  dobbiamo allora veramente pensare che possa esistere una storia parallela a quella che vede gli antichi Sardi come un popolo stanziale, e prendere in considerazione l’ipotesi che i nostri antichissimi padri fossero dei navigatori. E’ probabile che si siano spinti anche in Egitto? Fonti storiche come i papiri di Ramses V e Ramses XI, risalenti a circa milletrecento anni prima di Cristo, parlano di un popolo di guerrieri, i Shardana, che diedero non poco filo da torcere prima di esser stati vinti dalle milizie egizie. Sembrerebbe che questo popolo, sia per motivi di corrispondenza del toponimo che per le notizie che si hanno  su di essi,sui loro usi, le loro armi, provenissero dalla Sardegna.
Presso Komo Obo, circa centocinquanta  chilometri a sud di Luxor, vicino a dei templi dell’età Tolemaica, dedicati al Dio Coccodrillo e al Dio dalla Testa di Falco, si trovano delle strutture identiche al pozzo di santa Cristina di Paulilatino.
L’interrogativo è : gli antichi popoli che abitarono la Sardegna furono dei naviganti che si spostarono per motivi bellici e o commerciali verso altri lidi o dei popoli provenienti dal mare approdarono in Sardegna importando la loro civiltà?
Il Culto delle Acque è concatenato con il culto delle Dee Madri, talvolta chiamate Vergini. Alcuni studiosi sostengono che alla base di tutti i culti ci sia quello del Sole, da cui nacquero le civiltà solari, popolazioni disseminate in tutto il mondo vissute in un passato molto lontano, che nonostante la distanza che le separava, ebbero in comune divinità,idoli, usanze e quant’altro possa fare presumere una loro comune origine.
Possiamo prendere in considerazione l’esistenza di una civiltà antecedente alla nostra che abbia lasciato tracce in quasi tutto il mondo? Se fosse un continente scomparso verrebbe sicuramente in mente Atlantide.
Si potrebbe forse considerare la comparsa di civiltà sul pianeta Terra già nel periodo di Pangea, circa 250 milioni di anni fa? Considerando che l’homo sapiens presumibilmente ebbe origine circa 200 milioni di anni fa, questa ipotesi da un lato può sembrare accettabile, ma a ben vedere l’ipotesi cade davanti al fatto che la storia ufficiale colloca le prime civiltà dotate di scrittura e religione nel 6000 a. C.
Josh Emerald ha avuto successo mondiale con il suo romanzo “1492 Guerra in Pangea”.
Che sarebbe successo se l’uomo avesse iniziato la sua storia quando esisteva questo enorme continente? Si tratta solo di un romanzo. Ma non è forse vero che le più grandi intuizioni hanno frutto dalla fantasia?


 

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