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Ottavio Olita e il Ddl 1611 PDF Stampa E-mail
Le interviste - Le interviste
Scritto da Marco Mura   
Venerdì 28 Maggio 2010 00:56

Al Teatro S.Eulalia di Cagliari si è svolto il convegno “Il DdL 1611 in materia di intercettazioni fra libertà d'informazione e effettività dell'azione penale”, organizzato nell’ambito di “Una settimana per la Costituzione. Perché i diritti fondamentali vengano rispettati”. All'incontro hanno aderito: Anpi, Anppia, Arci, Articolo 21, Associazione Cesare Pintus, Associazione della Stampa Sarda, CdR Chorus, CdR de L'Unione Sarda, CdR de La Nuova Sardegna, Centro documentazione e studi donne, Cgil, Cittadinanza Attiva, Cittadini democratici non organizzati, Comitato "Nadia Spano" per la difesa della Costituzione, Comunità La Collina, Fondazione Raggio, Libera, Ordine dei Giornalisti della Sardegna, Radio Press, Sardegna Democratica, Social Forum, Tavola Sarda della Pace, Ucsi.

Sono intervenuti il magistrato Mario Marchetti, il giornalista Ottavio Olita. A coordinare l'incontro è stato l'ex preside della Facoltà di Giurisprudenza di Cagliari, il professor Francesco Sitzia.

Al termine del convegno abbiamo intervistato Ottavio Olita (a sinistra nella foto), giornalista Rai ed esponente della associazione Articolo 21.

D24N:

“Il suo è stato un intervento molto sentito e molto apprezzato dai presenti in sala. Il tema è quello di un reale vulnus per la democrazia. Vorremo chiederle se pensa che il tanto temuto ddl Alfano verrà approvato. Quali sono le sue previsioni?”

Olita:

“La mia previsione è questa. Loro, intendo la maggioranza, lo modificheranno, per recuperare, soprattutto, il consenso interno dei finiani, perché, in questo modo, credono di ripresentarlo ai due rami del Parlamento per farlo passare. Il problema della maggioranza è appunto recuperare il dissenso dei finiani perché gli uomini vicini al Presidente della Camera avevano già detto che così come è, non l’avrebbero sostenuto”.

D24N:

Intanto però il ddl è cambiato, magari più nella forma che nei contenuti.

Olita:

“Esatto. Nell’iter tra la Camera e il Senato il disegno di legge era stato modificato. Adesso, lo riporteranno alla prima scrittura che era dell’avvcato Bongiorno vicina a Fini. Cercheranno di fare questo recupero, perché in questo modo, ricompattano la maggioranza e quindi non rischiano. Però parrebbe che siano intenzionati a porlo sotto il voto di fiducia. Porre il voto di fiducia per un provvedimento di questo genere significa che non hanno la certezza di farlo passare ma siccome il voto di fiducia ‘scavalca’ anche il contenuto dello stesso disegno di legge ma attiene alla attività complessiva del Governo, viene chiesta la fiducia che non riguarda più quel singolo provvedimento ma, per l’appunto, tutta l’attività di governo. In questo modo ricompatteranno le forze e il rischio che il ddl passi ci sarà. Io personalmente penso che questa ‘cosa’ passerà”.

D24N:

In questo caso come sarà possibile intervenire?

Olita:

“Le strade sono sicuramente due. Il ricorso alla Corte Costituzionale per gli evidenti limiti di costituzionalità che il ddl ha. Addirittura per le contraddizioni interne allo stesso disegno di legge tra articolo ed articolo. Questa legge non solo è contradditoria ma sconvolge l’impianto del codice di procedura penale: Come seconda via, in attesa del pronunciamento della Corte Costituzionale, il ricorso alla Corte di Giustizia dell’Unione europea di Strasburgo. Perché avendo la competenza per intervenire sugli Stati europei possa affermare che la norma non va bene. È anche possibile che la maggioranza che governa questo paese dichiari che non gliene frega nulla”.

D24N:

Non sarebbe la prima volta.

Olita:

“Il vincolo non è operativo, ma sta di fatto che politicamente sarebbe una grande sberla a questo ddl. Io la vedo in questo modo. Non ho alcuna prospettiva positiva rispetto a questa storia. Non ho alcun ottimismo. Sono convinto che loro andranno avanti perché probabilmente è già partita è già partita qualche inchiesta relativa ad altre porcherie e vogliono assolutamente stopparla”.

D24N:

Prepariamoci al peggio dunque…

Olita:

“Prepariamoci al peggio, io, ripeto, non ho alcun ottimismo rispetto a questo. Dico che a noi giornalisti, democratici, magistrati etc. spetta il compito di spiegare bene quali sono i termini di questa questione che non è una questione di interesse privato dei giornalisti o dei magistrati. È in gioco la libertà dei cittadini. La libertà di conoscere ma soprattutto la libertà di essere garantiti contro i soprusi. Eliminare le intercettazioni significa consentire a chi ha sempre brigato per avere vantaggi propri, a discapito della collettività, di restare impunito. E chi ne pagherà le spese saranno sempre e comunque i cittadini come è stato nel caso Parmalat, come è stato nel caso della clinica Santa Rita in Lombardia. Questi sono i problemi sui quali ragionare e su cui un popolo sveglio dovrebbe cominciare a interrogarsi”.

D24N:

Il problema è che il popolo è oggetto di una pesante azione di propaganda.

Olita:

“Ancora esatto! Il popolo è stato bombardato per diciotto anni dalla propaganda di questo sistema, è chiaro che non è ‘attrezzato’. Però, quelli che sanno che si tratta di propaganda devono riuscire a spiegare come e perché funziona quel meccanismo, e lo devono fare utilizzando le parole che conosce la gente comune, non le proprie che sono parole elitarie. Il problema del linguaggio è di riuscire a far capire che non si parla di elite: ma di quotidianità, della nostra economia, del nostro pane quotidiano. Questa è la grande differenza”.

D24N:

Una distorsione orwelliana del linguaggio, una “neolingua” creata per ottenere il controllo.

Olita:

“Bellissima definizione! È accaduto esattamente questo, perché attraverso il linguaggio è stato costruito un mondo. Quel linguaggio fatto di semplificazione, di rifiuto della riflessione e della elaborazione che sembra un linguaggio popolare semplice, in realtà trasmette una concezione del mondo che porta all’eliminazione della complessità, del dialogo e della elaborazione complessiva e che costituiscono l’unica che fa crescere realmente e senza la quale tutto si riduce a semplici spot pubblicitari, a spot televisivi. È la stessa cosa.

D24N:

Un po’ come è stato trasformato in spot il discorso del 25 aprile di Berlusconi che ha parlato, e la cosa è passata quasi inosservata, non di Festa della Liberazione bensì di festa della libertà.

Olita:

“Ha parlato di festa della libertà vestendo i panni dell’uomo che vuole far vedere al cittadino italiano che egli è pronto per essere Presidente della Repubblica. Contrariamente a tutti gli altri anni, in cui non ha pronunciato una parola sulla festa del 25 aprile, ad eccezione dell’anno scorso in cui aveva parlato a L’Aquila, perché aveva utilizzato quel terreno ancora per la propaganda, questa volta, vestiti i panni del futuro, quello che ambisce a essere, Capo dello Stato, sedendosi a una scrivania con dietro le bandiere, come se fosse il Capo dello Stato, ha fatto un appello del 25 aprile. Mostrando una facciata di apertura ha parlato di festa della libertà e non di Festa della Liberazione. Una distorsione perversa. È il meccanismo della propaganda. Il meccanismo di un linguaggio usato con una finalità di persuasione e non di riflessione”.

Marco Mura

Ultimo aggiornamento Mercoledì 02 Giugno 2010 11:31
 

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