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Gli Javaeh e gli Ebrei PDF Stampa E-mail
Mistero - Mistero
Scritto da Andrea Governi   
Venerdì 22 Agosto 2014 00:00

Il Professor Marcel Homet, nato a Rochefort sur Mer, in Francia nel1897, deceduto nella città natale nel 1982, fu archeologo ed antropologo. Reclutato nella Seconda Guerra Mondiale nel Soe Britannico, un corpo speciale segreto addestrato per il compimento di missioni  pericolose e per le quali era necessario un particolare addestramento fisico, terminato il conflitto bellico, si dedicò a missioni altrettanto pericolose ma di diversa natura. Viaggiò  in lungo ed in largo per tutto il mondo, compiendo studi di carattere etnografico ed archeologico su popolazioni europee e non, ma il suo lavoro più arduo fu quello di spingersi in territori quasi inesplorati lungo il Rio delle Amazzoni in Brasile, alla ricerca di reperti relativi ad una presunta civiltà antecedente alla nostra. In particolar modo il suo interesse fu rivolto alla ricerca delle vestigia degli antichi Dei Solari.


“ Alla ricerca degli Dei Solari” è il saggio edito nel 1974, in cui il Professor Homlet racconta la sua spedizione in Brasile compiuta nel 1950. Un viaggio avventuroso che conferisce al saggio il gusto del romanzo.
Nell’impossibilità di descrivere in modo succinto l’ avventura racchiusa nella lettura, possiamo soltanto accennare al fatto che Homlet, attraverso lo studio e la ricerca di reperti e documentazioni di popoli antichi e moderni, del presente e del passato, intuì l’esistenza di divinità comuni a popoli che, per motivi relativi alla loro distanza spaziale, culturale e temporale, non avrebbero dovuto mai incontrarsi.
Certamente il Professor Marcel Homlet fu un silenzioso precursore dell’attualissima tendenza che vorrebbe il ravvedimento della storiografia ufficiale in merito a fatti oggettivamente descritti in maniera non corretta che, tuttavia, godono dell’etichetta della storicità, ed altri che, al contrario, vengono completamente tenuti fuori dall’ufficialità per motivi ritenuti incongruenti. La parte più radicale del movimento di “riscrittura”abbraccia la teoria del complotto, la quale insiste sul fatto che la vera storia dell’umanità sarebbe patrimonio conosciuto da pochi e tenuto all’oscuro delle masse per diversi motivi di opportunità .
Chi sono gli Javaeh? Questa fu la prima domanda che si pose il professor Homet quando si trovò davanti ad una tribù indigena delle rive del fiume Araguaia in Brasile. Come mai hanno un nome di biblica memoria?  Tanta assonanza con il nome del dio degli Ebrei Iaveh! Ancora di più se consideriamo il fatto che gli indios pronunciano la “J” come “I” e se reputiamo il fatto che nelle lingue semitiche la “e” di fatto non esiste ed è sostituita da una “ a”. Ciò legherebbe ancor di più i nomi Javaeh e Iaveh. Coincidenza vuole che uno dei più grandi affluenti del Rio delle Amazzoni porti il nome di Re Salomone!
A quanto pare la Tribù degli Javaeh, hanno dei tatuaggi molto particolari. Dei disegni che nessun altro popolo indigeno del Brasile né dell’Africa o Dell’Oceania ha in comune con essi. Un’incisione profonda sul viso che mette a contatto la pelle con la carne e che talvolta crea seri problemi di salute. Tale sarebbe forse un disegno, una traccia che riproduce il rito ebraico della circoncisione.
La genesi del popolo degli Javaeh ha profonde assonanze con la genesi della Bibbia: “ Il popolo degli Javaeh era prevalentemente di cacciatori. Un giorno, durante una battuta di caccia, gli uomini incontrarono un uomo molto vecchio di nome Arunderi. Egli offrì del tabacco da fumare agli Javaeh, i quali non conoscevano quell’usanza ma ne furono fortemente attratti. Giunti al villaggio con il vecchio, Arunderi avvisò l’intera tribù dell’imminenza di un diluvio apocalittico che avrebbe ricoperto la terra. Gli uomini si sarebbero salvati solo se avessero raggiunto la vetta della montagna. Rifugiatisi nell’altopiano, la terra fu completamente sommersa”.
Questo è un sunto del racconto che gli amerindi fecero ai primi missionari giunti nelle loro regioni.
Come dobbiamo considerare il fatto che, come nell’antico testamento, vi è nei racconti di questa tribù fagocitata dall’impenetrabilità della giungla, la reminescenza di un diluvio ancestrale e di un popolo eletto salvato dalle acque?
Gli Javaeh hanno con gli Ebrei un qualcosa in comune o entrambi hanno in comune un qualcosa con una civiltà del passato che accumunava tutti quei popoli che, seppur non ricongiungibili tra loro, hanno caratteristiche talvolta simili, altre volte equiparabili e spesso identiche?
Andrea Governi

 

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