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Scienza - Scienza
Scritto da Sara Atzori   
Lunedì 30 Marzo 2015 09:49

Quando si aspetta un bambino, sapere che non sarà soltanto uno, bensì due e, talvolta, anche tre, rende l’attesa ancora più lunga, perché la felicità si triplica. Ma non certamente lo stato fisico, che diventa soggetto a mille "intemperie".


Età avanzata ed eredità famigliare sono alcuni dei fattori che generano gravidanze gemellari. Negli ultimi anni, è cresciuto il numero dei parti gemellari, perché le donne diventano mamme non più giovanissime, per scelta o per motivi economici. E un’età superiore alla norma è maggiormente esposta ai cambiamenti ormonali. Inoltre, l’elemento eredità gioca un ruolo importante nell’alta probabilità che possano nascere dei gemelli. Il meccanismo è molto semplice: si verifica una divisione in due della cellula fecondata e, a seconda del tempo impiegato per la relativa separazione, si avranno due gemelli monozigoti, provvisti ciascuno di una placenta e un sacco amniotico. Nel caso di fecondazione da parte di due spermatozoi nei confronti di due diverse cellule uovo, ci sarà il caso di gemelli dizigoti.

I gemelli nascono siamesi se la separazione della cellula fecondata non avviene in tempi brevi, ma soprattutto se non si verifica in modo corretto, bensì incompleto. Quindi, da due gemelli omozigoti potrebbero nascere due corpi in uno, perché legati l’uno con l’altro attraverso un’unica parte del fisico. Questi gravi effetti possono provocare la morte alla nascita oppure dopo il parto, perché la loro resistenza allo stato in cui si presentano gli organi è davvero limitata. Tra gli esempi più comuni di gemelli siamesi, ci sono quelli di individui uniti per il cranio e quelli uniti per l’addome. L’origine del termine "siamesi" deriva da due fratelli gemelli provenienti dal Siam e vissuti nell’Ottocento, i quali erano nati uniti a livello del torace.

Sara Atzori

Ultimo aggiornamento Sabato 30 Maggio 2015 20:17
 

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