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Lotta alla dispersione scolastica; solo parole? PDF Stampa E-mail
Scuola - Scuola
Scritto da Luisa Cuccu   
Giovedì 03 Novembre 2016 09:14

Tra gli obiettivi principali della Strategia Europa 2020, vi è l’incremento dei livelli di capitale umano. Le abilità, le conoscenze e le competenze della popolazione sono un volano per l’economia, innovazione e la produttività di un territorio. Entro il 2020 la Commissione Europea ha stabilito che almeno il 40% dei giovani tra i 30-34 dovrà aver conseguito un titolo di studio universitario o equivalente.
Un buon metodo per poter incentivare l’aumento di capitale sarebbe investire risorse economiche. La Sardegna è lontana dall’obiettivo europeo. Nel 2014 solo il 17,4% dei giovani in questa fascia ha conseguito un titolo universitario. Sempre nello stesso anno i tassi di abbandono scolastico da parte dei ragazzi tra i 18-24 anni è del 23,4% (Elaborazione Crenos su dati Eurostat). Ciò significa che circa 23 giovani sardi su 100, in questa fascia d’età, abbandona il proprio percorso scolastico o formativo. In penultima posizione, seguita dalla Sicilia per quanto riguarda le regioni italiane. Non solo il tasso di dispersione è elevato; preoccupante pensare che il capitale umano presente è costretto a cercare fortuna fuori dall’isola.

Una delle cause di abbandono, oltre la preoccupazione di non trovare comunque un’occupazione dopo il percorso di studi, potrebbe essere la crescente situazione d’indigenza da parte delle famiglie. Sostenere un figlio all’università e negli studi è un costo non indifferente per un nucleo familiare. Ci si aspetterebbe degli investimenti economici per la lotta alla dispersione. Sarebbe bello occuparsi d’istruzione scolastica come un investimento per crescere essere umani migliori. Spesso si tratta l’argomento più come un investimento in borsa e si misura in performance.

Come strategia di lotta, si è ben pensato, di aumentare le tariffe dei titoli di viaggio dei trasporti urbani ed extraurbani. I costi per le famiglie, già in difficoltà, sono cresciuti. Ad aumenti costanti non corrisponde un miglioramento del servizio. Gli studenti spesso si ritrovano a viaggiare in piedi per lunghe tratte extraurbane.

Edifici scolastici inadeguati, vecchi, spesso rattoppati quanto basta per poter dare l’agibilità all’edificio. Gli ultimi fatti di cronaca ci hanno messo davanti a una realtà dove molti edifici scolastici rischiano di dover chiudere. Siamo bravi a misurare le performance di studenti e insegnanti, però non ci si occupa delle condizioni in cui si è costretti a studiare e insegnare. Assenza di laboratori, spazi adeguati, materiale, mancanza di fondi. Così che uno studente, in un altro Paeseeuropeo (uno di quelli con le famose performance migliori) dove si investe seriamente in istruzione,lavora con stampanti 3D e pc di ultima generazione. Mentre i nostri studenti possono trascorrere il tempo in un laboratorio, con la muffa sui muri, a imparare nozioni di turbo pascal su un pc con un sistema operativo di 15 anni fa.

Luisa Cuccu

 

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