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Con "In My Mind Tour" il jazz caraibico sbarca in Sardegna
Le sonorità del jazz e i ritmi caraibici s’incontrano per la prima volta in un nuovo progetto musicale made in Sardinia che fonde alla perfezione originalità del genere e orecchiabilità d…

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Cultura e spettacolo - Cultura e spettacolo
Scritto da Marzia Diana   
Venerdì 12 Maggio 2017 17:58

Le sonorità del jazz e i ritmi caraibici s’incontrano per la prima volta in un nuovo progetto musicale made in Sardinia che fonde alla perfezione originalità del genere e orecchiabilità dei brani: si tratta di “In My Mind”, album frizzante e travolgente nato dalla collaborazione tra il pianista e compositore Michele Sestu e il percussionista Stefano Di Carlo, che dal 2015 formano il duo “The Caribeasts”.

Nove tracce selezionate appositamente per il disco da un repertorio concertistico ben più ampio, che comprende in totale trenta brani, tutti originali e composti per piano e percussioni in un linguaggio musicale che è a metà tra il caraibico e il latino, con quel pizzico di jazz che affascina e conquista anche l’ascoltatore meno esperto. Da “In My Mind", il primo brano che ha dato il nome all’album mostrandone anche la dimensione più intima della ricerca interiore, a “Limbolumbia”, “Verraco Loco” e “Bahamas”, i pezzi, interamente strumentali, sono frutto della composizione, per la maggior parte autonoma, dei due musicisti cagliaritani.

 

Un genere originale quello del jazz caraibico, che Michele Sestu racconta di aver creato col tempo, prendendo ispirazione dalle atmosfere del Centro-America e dal Latin Jazz. «Ho iniziato a desiderare di suonare quel tipo di musica a 18 anni quando nella scena finale del film Two Much vidi Michel Camilo e la sua orchestra esibirsi in un concerto live con un brano intitolato “Caribe”. Da allora mi sono dato da fare per cercare di impadronirmi di quel linguaggio». Un linguaggio che Michele ha collaudato per ben dieci anni, dal 2005, con la band degli “Amado Café”. Poi, a marzo del 2015, la collaborazione con Di Carlo e il debutto dei The Caribeasts.

Il progetto musicale del duo cagliaritano è oggi a un passo dall’essere concretizzato: grazie all’Ente Concerti Città di Iglesias, diretto da Carlo Erriu, e all’associazione Pangea di Valentina Esu, la prima tappa di “In My Mind Tour”, confermata per sabato 17 giugno alle 21.30 al Teatro Electra di Iglesias, sarà un’esplosione di innovazione e modernità per gli spettatori. «Verrà utilizzato anche lo spazio del foyer, come preludio alla performance, per ricreare una dimensione più intima, quasi un incontro con l’artista, in modo da dare visibilità assoluta alla musica», ha dichiarato Valentina Esu, da tempo impegnata nei progetti “Casa Valentina” e “B&B Tour” per l’ideazione di concerti in contesti inusuali. L’intera performance dei The Caribeasts sarà inoltre trasmessa in diretta su Radio Arcobaleno nel corso della puntata zero di Arcobaleno Night Live: novità assoluta per il panorama radiofonico iglesiente, con cui si tenterà di riportare la giusta attenzione verso il teatro e la cultura musicale.

Altro appuntamento confermato quello di mercoledì 20 settembre nella Chiesa Monumentale di Santa Chiara a Cagliari, in occasione della VI Pedalata per la Salute. Le altre tappe del tour, invece, sono ancora da scrivere. Il sogno dei due “Caribeasts” è però quello di riuscire a costruire un racconto musicale che si dipani non solo nei diversi teatri della Sardegna ma anche nelle location meno convenzionali e più intime, magari anche oltremare. E, ovviamente, di far conoscere il jazz caraibico attraverso il loro talento.

Ho intervistato Michele Sestu, pianista e compositore del duo The Caribeasts, per ripercorrere insieme a lui l’ideazione e la nascita di “In My Mind”.

Michele, quando è nata la collaborazione con Stefano Di Carlo?

È nata ufficialmente a marzo del 2015. Abbiamo debuttato agli Smart Concert a Sestu organizzati da Pierpaolo Meloni e a quel tempo avevamo un piccolissimo repertorio perché i nostri sono solo brani originali. In due anni poi abbiamo progredito parecchio: adesso abbiamo un repertorio molto più vasto, per cui siamo costretti anche a sfoltire per scegliere il set di un concerto live.

Perché il nome The Caribeasts? Ha un significato particolare?

Sì, ci sono più significati. Si può tradurre sia come “I Caribisti”, ovvero coloro che suonano musica caraibica, sia come “Le Bestie dei Caraibi” perché viene dall’unione tra le parole “Caribe” e “Beasts”.

Come è nata l’idea di unire le sonorità caraibiche/ afro-cubane a quelle del jazz?

È una cosa che in realtà avrei voluto fare da tanto tempo. La prima forma di jazz che ho conosciuto è il Latin Jazz ma praticandolo mi sono reso conto che si restringeva solamente a Cuba e al Brasile. A me invece piacevano alcuni ritmi che esistono soltanto in altre isole come la Jamaica, Porto Rico e la Repubblica Dominicana, ed è per questo che ho pensato di estendere il nome a “Jazz Caraibico”.

Come è avvenuta la fase di composizione di questo nuovo album?

La maggior parte dei brani li ho composti io, qualche brano intero l’ha composto Stefano Di Carlo con le percussioni e poi abbiamo fatto qualche esperimento di composizione insieme. Premetto che io non sono un amante della composizione collettiva perché i metodi compositivi sono talmente diversi che alla fine il risultato è spesso un compromesso che non mi soddisfa. Tuttavia,  ci sono delle eccezioni in cui ci si accorge che può funzionare, come è avvenuto in questo caso con Stefano.

Come descriveresti l’album In My Mind? Cosa può trovare un ascoltatore medio al suo interno?

Può trovare sicuramente musica facilmente orecchiabile ma non banale. Il mio intento infatti è sempre stato quello di comporre musica originale. Io adoro le armonie semplici, e la musica caraibica è fatta anche di questo, però non significa che si debba suonare in maniera piatta. Dopo la formazione classica, mi sono avvicinato a un altro tipo di linguaggio proprio perché la musica che ottenevo applicando lo studio era sterile e in realtà non mi piaceva sentire quello che suonavo. Avvicinandomi a questo nuovo genere musicale ho invece imparato ad utilizzare un approccio compositivo totalmente diverso, mettendo da parte vecchi pregiudizi e pensando soltanto a suonare la mia musica e a divertirmi.


Per gli appassionati di ritmi caraibici l’album “In My Mind" potrà quindi rivelarsi una piacevole scoperta, che lascerà ammaliati tra le note del pianoforte e le vibrazioni delle percussioni.

Ultimo aggiornamento Venerdì 12 Maggio 2017 19:10
 

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