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Assassinato in Turchia alto prelato italiano PDF Stampa E-mail
Esteri - Esteri
Scritto da Flavia Attardi   
Giovedì 03 Giugno 2010 17:17

La vittima si chiama Luigi Padovese, vicario apostolico dell’Anatolia dal 2004. Sarebbe stato assassinato a coltellate a Iskedrun, Turchia, dal suo autista Murat, già tratto in arresto. Le conferme arrivano dal nunzio apostolico in Turchia, mons. Lucibello, e dall’ambasciatore italiano Carlo Marsili che ha dichiarato da Ankara di seguire l’evolversi delle indagini con le autorità turche. Il 63enne vescovo italiano avrebbe aperto la porta ad una persona conosciuta che lo avrebbe trafitto a morte con un coltello. Immediato quanto inutile il ricovero in ospedale di mons. Padovese, deceduto poco dopo essere arrivato nella struttura sanitaria. Non sono noti i motivi dell’omicidio anche se Marsili ha dichiarato che l’autista, al servizio del vescovo da quattro anni, attendeva da tempo un visto per accompagnare Padovese in Italia.

Le prime reazioni del mondo ecclesiastico sono state quelle di mons. Lucibello e di padre Lombardi, portavoce del Vaticano. Il nunzio apostolico in Turchia ha dichiarato all’ANSA: “Siamo distrutti, costernati perché è stato un fatto imprevedibile”. Mons. Lucibello, in particolare, è sorpreso dal fatto che una persona così devota e servizievole come sembrava essere l’autista del vescovo Padovese possa aver compiuto un gesto così efferato. Padre Lombardi, nel confermare la visita a Cipro da parte del Pontefice, ha tenuto a sottolineare che questo delitto non è il primo a colpire un uomo della Chiesa in Turchia: “Cio che e' accaduto  e' terribile, pensando anche ad altri fatti di sangue in Turchia, come l'omicidio alcuni anni fa di don Santoro”. “Da parte nostra - ha aggiunto il portavoce della Santa Sede – preghiamo perché il Signore lo ricompensi del suo grande servizio per la Chiesa e perché i cristiani non si scoraggino e, seguendo la sua testimonianza cosi' forte, continuino a professare la loro fede nella regione”.

La CEI, attraverso le parole di mons. Bagnasco e mons. Crociata, ha dichiarato: “Mentre deploriamo il barbaro assassinio ci uniamo al dolore dei fedeli di codesta chiesa che ancora una volta viene provata così duramente ed esprimiamo la più sentita vicinanza e solidarietà nostra e dell'intero episcopato italiano”.

Per il mondo politico hanno parlato i vertici UDC Buttiglione e Casini. Se il primo ha tenuto a sottolineare “la precaria condizione dei cristiani soprattutto in certe aree del mondo”, il secondo ha invece chiesto che il governo riferisca sui fatti al parlamento perché possa essere deciso un “intervento immediato di grande spessore ed efficacia nei confronti della Repubblica Turca”.

Flavia Attardi

Ultimo aggiornamento Venerdì 04 Giugno 2010 17:27
 

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