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L'inversione dei poli magnetici PDF Stampa E-mail
Scienza - Scienza
Scritto da maria lucia meloni   
Sabato 19 Giugno 2010 20:58

Si parla sempre più spesso dell’inversione dei poli magnetici terrestri. Il discorso può essere legato alle oramai più o meno note profezie sull’ipotetica fine del mondo, o comunque su quei cambiamenti imprecisati che si dovrebbero verificare alla fine dell’anno 2012. Ma discutere in maniera scientifica della modifica della polarità terrestre è un argomento assolutamente plausibile e supportato da elementi di confronto validi dal punto di vista tecnico.  Andiamo a trattare il tema con ordine e per prima cosa capiamo assieme cosa  sono i poli magnetici terrestri di cui si parla. Il campo magnetico terrestre si genera quasi al centro della Terra, nel nucleo esterno: il ferro presente allo stato liquido è sottoposto a una serie di fluttuazioni. Le parti più calde che si trovano in basso, a contatto con il nucleo interno, tendono a salire verso l’alto, si raffreddano, scendono di nuovo e il ciclo si ripete. Questi movimenti creano delle correnti elettriche che producono a loro volta un campo magnetico. Il campo magnetico terrestre è poi anche soggetto a una modifica nella propria intensità (cioè è stato nel tempo meno o più intenso, sembra che circa 2000 anni fa fosse circa il doppio di quello attuale).

Ma cosa determina la polarità magnetica in un pianeta come in nostro? Per prima cosa dobbiamo ricordare che per debole che esso sia (20 microtesla all’equatore e 70 microtesla alle zone polari), il campo geomagnetico, cioè la magnetosfera, si estende per decine di migliaia di Km nello spazio, proteggendo la Terra dalle radiazioni cosmiche che hanno origine dal Sole e da altre stelle della nostra Galassia. Infatti tali radiazioni prima di raggiungere il nostro pianeta vengono intercettate dal campo magnetico terrestre che ne modifica l’intensità riducendola; una parte invece dei raggi cosmici (che sono composti per la maggior parte da protoni, elettroni e fotoni) vengono respinti dallo schermo magnetico e deviati vero i due poli geografici terrestri determinando le aurore boreali. Le aurore sono dei fenomeni luminosi caratterizzati da bande di colore che vanno dal  rosso e passano dal verde all’azzurro. Esse in pratica si originano dall’incontro tra i raggi cosmici e l’atmosfera terrestre, i cui atomi caricandosi elettricamente producono luminosità. 

Le modifiche della polarità sono rimaste impresse nelle rocce terrestri; attraverso lo studio e le rilevazioni sui fossili di rocce magmatiche, che sono ricche di ferro, si può ricostruire anche se in modo approssimativo la cronologia delle inversioni di polarità. Quando l’Homo Sapiens è comparso sulla Terra la polarità magnetica era quella attuale. Nella storia della Terra i poli magnetici si sono invertiti almeno 170 volte, a intervalli irregolari che potevano essere di centomila anni, come di milioni di anni.  Qualsiasi tipo di modificazione sia avvenuta durante un’inversione non siamo stati in grado di capire quali effetti abbia provocato. In tanti pensano che l‘inversione dei poli possa verificarsi tra pochi anni, piuttosto che tra alcuni decenni, ma nessuno in realtà sa dire con certezza cosa potrebbe avvenire quando la polarità si invertirà. 

Ma cosa porta all’inversione dei poli magnetici?  Secondo vari geofisici che studiano il fenomeno l’inversione dipenderebbe dal fatto che il nostro pianeta avrebbe due motori generanti campi magnetici. I motori si indebolirebbero alternativamente, secondo tempi non precisi e per cause ancora sconosciute: in questo modo un campo magnetico prenderebbe il sopravvento sull’altro, invertendo quindi la direzione. 

L’ultima inversione dei poli si verificò circa 780.000 anni fa. Negli ultimi 100 anni il polo nord magnetico si è spostato di 1100 Km, ogni anno (dal 1970)  lo spostamento è di circa 40 km, negli ultimi 400 anni l’intensità del magnetismo è diminuita del 10%. Vicino o meno , arriverà prima o poi il momento in cui si verificherà l’inversione magnetica, e allora quali saranno le possibili conseguenze? Sicuramente ne risentirebbero soprattutto gli animali; infatti gli animali utilizzano il magnetismo terrestre per orientarsi,  mettendo a rischio le migrazioni per quanto riguarda gli uccelli per esempio, ma anche altri animali avrebbero problemi come gli abitanti dei mari (balene e beluga). Durante le fasi di transizione della polarità ci potrebbero essere problemi per i satelliti artificiali e di conseguenza difficoltà in tutta quella serie di situazioni della nostra vita che oramai sono governate dai satelliti messi in orbita geostazionaria dall’uomo sopra la Terra (ad esempio il sistema delle comunicazioni potrebbe essere messo in grossa crisi). Si potrebbero avere delle problematiche anche per il nostro organismo: tante funzioni fisiologiche sono, se non regolate del tutto, almeno sotto l’influenza del campo magnetico terrestre. Da uno studio dell’Unione europea di geoscienze, i problemi di salute legati al campo geomagnetico interessano il 10-15% della popolazione del pianeta. Per esempio il ritmo circadiano che induce la liberazione di un ormone importantissimo per mantenere intatto il ritmo sonno-veglia, cioè la melatonina, si potrebbe alterare, provocando insonnia e un aumento dei fenomeni depressivi. Tutto quanto abbiamo descritto potrebbe però non verificarsi affatto, infatti se l’inversione polare avvenisse lentamente sia gli animali che l’uomo riuscirebbero ad adattarsi. 

Ora non ci resta che aspettare e vedere se si verificherà la tanto discussa inversione dei poli terrestri. Se tutto ciò succederà in quest’epoca il nostro pianeta ci renderà partecipi di una meraviglia di enorme entità, di un evento naturale imponente e affascinante.

Maria Lucia Meloni

Ultimo aggiornamento Domenica 20 Giugno 2010 11:11
 

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