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Giornata Mondiale del Rifugiato: la necessità di ricominciare PDF Stampa E-mail
Sociale - Sociale
Scritto da maria lucia meloni   
Domenica 27 Giugno 2010 21:07

“Dove devo andare, se a casa non posso tornare?”. E’ una delle domande che un rifugiato pone al pubblico durante la performance proposta dal “Teatro di Nascosto” dal titolo “Viaggi senza tempo…nuove storie”. Il lavoro è stato elaborato con la collaborazione di alcuni rifugiati presenti presso la Comunità “La Collina”, ospiti del Progetto Territoriale “Emilio Lussu”. Infatti il 20 giugno scorso in tutto il mondo si è celebrata la Giornata Mondiale del Rifugiato, che quest’anno aveva come tema la casa, “Home: un luogo sicuro per ricominciare”. Per il quarto anno consecutivo sabato 26 giugno presso la Comunità “La Collina” di Serdiana, guidata da Don Ettore Cannavera, si sono ritrovati in tanti a riflettere su questo tema, problema di assoluta urgenza e importanza, purtroppo spesso ignorato: solo nel 2009 sono state 44 milioni in tutto il mondo le persone che sono fuggite da guerre, atroci violenze; persone perseguitate a causa della loro etnia, della propria fede o idea politica.

L’incontro di sabato è stato patrocinato dal Ministero dell’Interno, dal Sistema di Protezione per i Richiedenti Asilo e Rifugiati (SPRAR) della Provincia di Cagliari ed è stato organizzato dalla Comunità “La Collina”e dal Centro Territoriale di accoglienza e integrazione “Emilio Lussu” per richiedenti asilo e rifugiati. Il Centro è nato nel 2007 e la gestione operativa è stata affidata proprio all’Associazione “Cooperazione e Confronto”- Onlus,  guidata da Don Ettore Cannavera.

Non sono state svolte relazioni, ma quest’anno si è voluta dare alla manifestazione un’impronta differente. L’introduzione della serata è stata affidata a Stella Deiana, responsabile del Centro “Emilio Lussu”; a seguire ci sono stati brevi interventi di Gesualdo Sanna, Sindaco di Soleminis e Presidente dell’Unione dei Comuni del Parteolla e del Medio Campidano, del Comandante Provinciale dei Carabinieri di Cagliari, colonnello Michele Sirimarco, di Angela Quaquero, Assessore Provinciale alle Politiche Sociali e Vicepresidente della Provincia di Cagliari nella legislatura uscente, di Ettore Angioni, Procuratore Generale della Repubblica di Cagliari che non era presente fisicamente ma ha inviato una toccante e intensa comunicazione che è stata letta ai presenti.

Da tutti coloro che sono intervenuti si è levato un forte appello alle istituzioni nazionali, ma anche alla Comunità Europea e all’Organizzazione delle Nazioni Unite. Non si deve dimenticare il dramma dei rifugiati e dei richiedenti asilo; bisogna con urgenza agire anche sui luoghi da dove queste persone fuggono, dove la guerra e la violenza, la dittatura, le torture sono la normalità e i diritti umani vengono quotidianamente calpestati. Altra riflessione che è emersa: i rifugiati sono vittime, persone con i nostri stessi sogni e aspettative; tra loro ci sono spesso minori. E’ importante dare loro scuola, lavoro, una casa. E’ essenziale aiutarli a ricostruire la propria identità, a riorganizzare la propria vita. Non solo quindi accoglienza, ma anche integrazione sociale.

Il momento più coinvolgente dell’incontro di sabato pomeriggio è stata la performance dal titolo significativo “Viaggi senza ritorno… nuove storie” del “Teatro di Nascosto”, un laboratorio teatrale di denuncia che da più di 10 anni svolge un’intensa attività di reportage, spostandosi nei luoghi di guerra, nelle aree più difficili del nostro mondo.  Un collegamento quasi, tra teatro e giornalismo di inchiesta, dove si portano in scena voci di persone, situazioni, storie individuali o collettive, di popoli che vivono l’oppressione, la guerra. Storie nascoste che sono venute a galla in maniera molto forte, situazioni a volte commoventi, a tratti sconvolgenti. Momenti rappresentanti drammi assoluti, attimi di leggera e dolorosa ironia hanno colpito il pubblico, coinvolgendolo totalmente. La rappresentazione è stata condotta egregiamente da Annette Henneman, Gianni Calastri e Cinzia Cacace, con l’apporto dei ragazzi presenti a “La Collina”, rifugiati e ospiti del Progetto “Emilio Lussu”.

L’opinione pubblica si sensibilizza anche e soprattutto attraverso questo tipo di incontri e per concludere una considerazione sul significato fondamentale della Giornata Mondiale del Rifugiato. Ci potremo considerare delle persone civili nel momento in cui, attraverso giuste politiche, impegno di informazione e sensibilizzazione delle popolazioni, riusciremo a facilitare la realizzazione di un obiettivo essenziale: porgere la mano alle persone che hanno bisogno di aiuto.

Maria Lucia Meloni

Ultimo aggiornamento Lunedì 28 Giugno 2010 08:24
 

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