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Inaugurata a Priolo la prima centrale a concentrazione solare PDF Stampa E-mail
Scienza - Scienza
Scritto da Giovanni Toccu   
Lunedì 19 Luglio 2010 22:40

Con alcuni mesi di ritardo sulla data stimata, è stata inaugurata dall’ENEL la prima centrale basata su una tecnologia vecchia di oltre duemila anni ma mai utilizzata fino ad ora su scala industriale. Il progetto Archimede (chiamato così in onore del famoso fisico siracusano inventore degli specchi ustori) utilizza una tecnologia, capace di produrre energia elettrica dal sole in maniera costante. Tali impianti solari termodinamici che concentrano l’energia irradiata dal sole attraverso file di specchi a parabola (chiamati anche a concentrazione solare) sono già in funzione da svariati anni in Europa e negli Stati Uniti. L'innovazione sviluppata dal premio Nobel Carlo Rubbia, invece di concentrare il calore del sole su tubi dove scorre olio minerale, utilizza degli speciali sali fusi brevettati dall’Enea e prodotti dall'azienda umbra Angelantoni.
Questi sali, il cui calore accumulato è utilizzato per creare vapore in grado di alimentare le tradizionali turbine termoelettriche, raggiungono  temperature molto più elevate rispetto agli oli minerali (550 gradi anziché 400) permettendo all'impianto di restare in funzione praticamente a ciclo continuo, senza doversi fermare nelle ore di buio o in caso di nuvole.
Il sito di Priolo è stata scelto perché gode di valori elevati di insolazione, con un irraggiamento solare diretto medio annuo misurato pari a 1.748 kWh/m2 anno.
"E' un impianto unico nel suo genere che aumenta l'efficienza energetica di circa il 20-25% e consente di avere la disponibilità dell'energia accumulata anche di notte o in condizione di cielo coperto", ha sottolineato l'ingegner Livio Vido, direttore di ingegneria e innovazione di Enel. "E' la punta di diamante di un processo e di un progresso continuo nelle energie rinnovabili da parte dell'Enel", ha aggiunto il direttore generale dell'azienda Fulvio Conti all'inaugurazione. "E' un prototipo - ha precisato - costato 60 milioni di euro capace di generare un meccanismo industriale ridotto di costi se realizzato in larga scala in tante parti del mondo".
La centrale Archimede è solo uno dei passi realizzati in vista della partenza del progetto Desertech nel quale una associazione di grandi imprese europee (con le tedesche in prima fila) intendono realizzare decine di impianti di questo tipo nell'Africa settentrionale e sahariana.
L'idea si basa sul semplice fatto che in sole sei ore arriva nel continente africano una quantità di energia solare pari a quella consumata nel mondo in un anno. Se i deserti nordafricani e mediorientali fossero coperti da impianti solari per lo 0,3% della loro superficie potrebbero rifornire di energia l'intero continente europeo oltre che la stessa area mediorientale e nordafricana.
In una recente audizione al Senato, l'Anest (Associazione nazionale energia solare termodinamica) ha rilevato come esistano in Italia le potenzialità per poter costruire nel prossimo decennio centrali a bassissimo impatto ambientale in grado di produrre globalmente circa 4000 MW.

Giovanni toccu

Ultimo aggiornamento Martedì 20 Luglio 2010 20:41
 

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