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Trent’anni fa la strage di Bologna: nessun rappresentante del Governo alla commemorazione PDF Stampa E-mail
Italia - Italia
Scritto da Fabio Useli   
Lunedì 02 Agosto 2010 12:33

Il boato tremendo dell’esplosione arrivò persino fuori città, fino all’autostrada affollata di automobilisti con la macchina carica, in viaggio per il mare. Perché era la mattina del primo sabato di agosto, quel giorno, e un intero Paese stava andando in vacanza. Trent’anni sono passati, da quando una palla di fuoco squarciò la stazione di Bologna portandosi via 85 vite. Duecento i feriti, molti dei quali si portano ancora addosso dei segni indelebili di quel giorno. A migliaia invece coloro che i segni se li portano dentro, invisibili, e non meno profondi.

 

È sabato 2 agosto 1980, è ovvio che la stazione di Bologna sia affollata: tutti con un biglietto per il mare, Rimini sta a un’ora di treno. La scelta di abbandonare la valigia con la bomba nella sala d’aspetto di seconda classe non è casuale, è frutto di un calcolo spietato. Il calcolo di una mente che a tutt’oggi, dopo trent’anni, resta nell’ombra. Gli unici condannati, come esecutori materiali, i neofascisti dei NAR Giusva Fioravanti, la compagna Francesca Mambro e Luigi Ciavardini, dai quali non è però mai arrivata un’ammissione di responsabilità: anzi, dopo tre decenni continuano a negare con convinzione un coinvolgimento. Certo è che dietro la strage di Bologna si celano trame oscure: la dice lunga la condanna per depistaggio del “Venerabile Maestro” della P2 Licio Gelli, di due ufficiali del SISMI e del faccendiere Francesco Pazienza. Tentacoli deviati di uno Stato che per quei morti, così come per quelli di Ustica, di Piazza Fontana e delle altre pagine oscure degli anni del terrore, non sembra aver mai cercato chiarezza con convinzione. Qui la storia si fonde con le più disparate teorie dei complotti, ma oggi l’assenza di rappresentanti del governo per la commemorazione delle vittime ha uno strano sapore di ammissione di mancanza, se non di colpevolezza.

 

“Il governo si è stancato di inviare sempre qualcuno solo per farlo fischiare. Hanno fatto bene stavolta a lasciare in piazza solo il Prefetto: io non avrei inviato nessuno neppure gli anni scorsi”: questa la motivazione addotta dal coordinatore regionale del Pdl Filippo Berselli, che bolla la commemorazione come “una manifestazione ormai strumentalizzata.” La replica di Paolo Bolognesi, presidente dell’associazione dei familiari delle vittime, non cerca la polemica, piuttosto la verità: “Nel mio intervento non ci sarà che mezza riga sull'assenza del Governo, non di più perché in piazza si vogliono ricordare le vittime, chiedere i nomi dei mandanti, parlare del segreto di Stato e del risarcimento alle vittime e non lasciare spazio a fischi e polemiche.”

 

Dello stesso tono il messaggio del Presidente Napolitano, letto questa mattina dal palco della manifestazione: “La vita di 85 inermi cittadini fu quel giorno spezzata dalla violenza di ciechi disegni terroristici ed eversivi. La definizione delle loro matrici così come la individuazione dei loro ispiratori hanno dato luogo a una tormentata vicenda di investigazioni e processi non ancora esaurita. La trasmissione della memoria di quel tragico fatto e di tutti quelli che in quegli anni hanno insanguinato l'Italia  - prosegue il messaggio del Capo dello Stato - non costituisce solo un doveroso omaggio alle vittime di allora, ma impegna anche i magistrati e tutte le istituzioni a contribuire con ogni ulteriore possibile sforzo a colmare persistenti lacune e ambiguità sulle trame e le complicità sottese a quel terribile episodio.”

 

Nessun fischio e nessuna contestazione politica ha agitato il corteo stamattina, ma Bologna non ha dimenticato, aspetta la verità, come tutte le centinaia di parenti delle vittime innocenti di strategie incomprensibili che hanno funestato la storia d’Italia. Bologna è ancora squarciata, così come quel pezzo di muro della stazione in cui le crepe ricordano i morti quanto i nomi incisi sulla lapide.

 

Fabio Useli

Ultimo aggiornamento Lunedì 02 Agosto 2010 19:15
 

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