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Insetti contro la fame nel mondo PDF Stampa E-mail
Scienza - Scienza
Scritto da Luisa Cocco   
Mercoledì 04 Agosto 2010 09:05

Mangiare insetti per contrastare la fame nel mondo: questa la soluzione proposta da una ricerca del dott. Arnold Van Huis, entomologo dell’Università di Waningen (Belgio), e presentata alle Nazioni Unite. Secondo i risultati di questo studio, resi noti dalla stampa inglese lo scorso 2 Agosto, l’unico rimedio per salvare la popolazione mondiale dall’estinzione sarebbe da trovarsi in una nuova dieta alimentare che preveda anche l’inserimento degli insetti. A dispetto della loro cattiva apparenza, questi piccoli animali si rivelano infatti perfetti dal punto di vista nutrizionale in quanto- assicurano gli esperti- sono un’ottima fonte di ferro, vitamine e minerali. I vantaggi di questa dieta riguarderebbero inoltre anche la salute del nostro pianeta: occupando spazi molto piccoli e con un minimo impatto ambientale, l’allevamento di insetti rappresenterebbe infatti un’alternativa ecosostenibile al bestiame. L’idea è stata accolta con favore anche dalla Fao: l’organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura che da anni guida gli sforzi internazionali per sconfiggere la fame nel mondo sembra, infatti, seriamente interessata alla possibilità di allevare questi piccoli animali per farne del cibo nutriente.

La ricerca si è sviluppata a partire da un dato di fatto problematico, il rapporto cioè che intercorre tra la crescita della popolazione mondiale e il suo corrispettivo fabbisogno alimentare. Tra i dati più allarmanti quello che emerge è che i tradizionali allevamenti di bestiame, occupando già i due terzi dei terreni agricoli mondiali, presto non saranno più in grado di soddisfare il fabbisogno di cibo di tutti gli abitanti della terra. “C’è una crisi della carne- ha affermato l’entomologo- la popolazione mondiale crescerà da 6 a 9 miliardi entro il 2050 e sappiamo anche che il consumo di carne è aumentato drasticamente: 20 anni fa la media era 20 kilogrammi ora è di 50, e sarà 80 nei prossimi 2 anni. Se continuerà davvero in questo modo, avremo bisogno di un altro pianeta”. Inoltre, come si legge nello studio, gli allevamenti tradizionali sono molto inquinanti: basti pensare che il 20% di tutti i gas serra del pianeta è generato dall’allevamento di vacche, maiali e pollame per farsi un’idea del loro impatto sull’ecosistema.

Per quanto estranea alla cultura occidentale, l’idea di una dieta a base di insetti non rappresenta però assolutamente una novità: sono molti, infatti, i paesi dell’Africa e del Sud est Asiatico dove vengono comunemente consumati e apprezzati per le loro proprietà nutritive. Cavallette e grilli rappresentano ad esempio due tra gli spuntini più diffusi nello stato del Laos, dove già da tempo il governo combatte gli alti tassi di malnutrizione infantile con speciali menù a base di insetti. Fritti o accompagnati ai più tradizionali piatti di carne e pesce, numerosi sono i modi in cui si possono deliziare questi piccoli animali che al di là della stravagante abitudine alimentare rappresentano anche una parte molto importante della cultura e delle tradizioni di molti paesi.

 

Luisa Cocco

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento Giovedì 05 Agosto 2010 10:15
 

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