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Venezia, incendio nei pressi di Santa Maria della Salute PDF Stampa E-mail
Italia - Italia
Scritto da Marco Mura   
Martedì 31 Agosto 2010 01:14

Un incendio è divampato la notte scorsa, a Venezia, nelle immediate vicinanze di Santa Maria della Salute. Le fiamme hanno danneggiato seriamente una parte del sottotetto del palazzo del seminario del Patriarcato che sorge proprio accanto alla basilica e nei pressi di Punta della Dogana. Grazie al tempestivo allarme lanciato dai custodi e da alcuni operai che dormivano nell’edificio, nonostante le operazioni di restauro fossero sospese da almeno quindici giorni, l’intervento di tre squadre di vigili del fuoco, accorse sul posto, ha permesso di circoscrivere e di domare il rogo in poco più di un’ora. Restano per il momento ancora incerte le cause che hanno determinato lo sviluppo delle fiamme Alcune testimonianze, ancora da verificare, riportano di aver sentito due esplosioni intorno alle 22. Dopo un primo bilancio i danni alla copertura della sede seminariale risultano gravi ma limitati. Purtroppo, l’acqua usata durante le operazioni di spegnimento nel sottotetto è filtrata verso i piani sottostanti danneggiando alcuni dipinti di Tiziano esposti nella Sagrestia del seminario. Le opere “colpite”  sarebbero almeno tre “Abele e Caino”, “Abramo e Isacco” e “Davide e Golìa”. Sarebbe proprio quest’ultima a destare le maggiori preoccupazioni: «Le prime due tele sono state solamente sfiorate dal getto e dovrebbero aver subito danni solo al telaio, mentre “Davide e Golìa” è stata investita da un'ondata potente e continua e lì il telaio è stato sicuramente danneggiato» ha dichiarato il sovrintendente per i Beni artistici statali, Vittorio Sgarbi che ha aggiunto: «il dipinto non ha subìto danni irreparabili dal punto di vista della “presentazione” né per quanto riguarda lo stato dei colori. Il restauro non dovrebbe essere problematico. Sarà necessario agire proprio sui lavori dell'ultimo restauro che potrebbero essere stati alterati dall'acqua dolce».

L’opera di Tiziano che ha subito i danni maggiori è larga tre metri e alta tre, già restaurata diversi anni fa, si trovava fissata al soffitto a 12 metri di altezza e doveva essere uno dei capolavori di sicuro richiamo di una rassegna sul Vasari, curata dallo stesso sovrintendente.

«Se non sono stati intaccati i colori originali il recupero della tela non dovrebbe comportare rischi o particolari problemi. Quando si compie un restauro, come quello realizzato vent'anni fa per “Davide e Golìa” di Tiziano vengono utilizzati colori reversibili che, se da un lato possono essere facilmente modificati in caso di errori o imprecisioni, dall'altro sono maggiormente alterabili se entrano in contatto con acqua o altri agenti esterni. Dunque se si tratta di agire sulle tinte usate vent’anni fa il dipinto non dovrebbe essere in pericolo» spiega la restauratrice Valeria Merlini, nota soprattutto per i suoi interventi di recupero sulle opere del Caravaggio.

«Per fortuna il getto era di acqua dolce e non salata, che avrebbe, di sicuro, corroso il dipinto. Ciò è stato possibile grazie al nuovo sistema di rete idrica, finanziato con i fondi messi a disposizione dalla Legge Speciale. Purtroppo, non è disponibile in tutta la città. La situazione è sotto controllo, ma non è delle migliori.» fa sapere il sindaco di Venezia Giorgio Orsoni che precisa sulle cause del divampare delle fiamme: «Non sono state formulate ipotesi attendibili, se di dolo o di incidente si sia trattato non è ancora chiaro».

Dopo un sopralluogo da parte del procuratore capo Carlo Mastelloni e del sostituto procuratore Rita Ugolini, la procura della repubblica di Venezia ha aperto un’indagine con lo scopo di appurare le cause ed eventuali responsabilità dell’incendio che fortunatamente non ha interessato la seicentesca Basilica della Salute, eretta dai Veneziani, come ringraziamento alla Madonna, per la fine di una epidemia di peste.

 

 

 

Marco Mura

Ultimo aggiornamento Martedì 31 Agosto 2010 09:17
 

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