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Torna il campionato: bene il Milan, Juve sconfitta, l’Inter non convince PDF Stampa E-mail
Sport - Sport
Scritto da Fabio Useli   
Martedì 31 Agosto 2010 15:51

Fine agosto, tempo di ritorni: a casa, al lavoro, e anche in campo. Quella che per molti italiani è infatti l’ultima domenica di vacanza, coincide anche con la prima giornata del campionato 2010-2011. Nuove formule, nuovi orari, e uno “spezzatino” che prevede partite dal sabato pomeriggio fino al lunedì sera, con la sperimentazione del match all’ora di pranzo, pietanza speciale tutta dedicata ai calciofili d’Oriente. Difficile tirare somme o azzardare previsioni sulla base di questo esordio: l’aria che tira è ancora quella appiccicosa e indolente del calcio agostano, salvo alcune eccezioni. Eccezioni rossonere per esempio: il redivivo Milan di Allegri inizia col piede giusto, travolgendo un Lecce che nulla può contro una squadra che ha grande voglia di riscatto. Quattro gol (due di Pato) che sanciscono anche il riavvicinamento tra la squadra e i tifosi, dopo il “grande freddo” della scorsa fine campionato. Il segno di pace però ha anche un nome, e questo nome è Ibrahimovic. Il “colpo gobbo” del mercato milanista arriva sul tappeto rosso durante l’intervallo, per raccogliere l’ovazione dei tifosi, promettendo: “Sono qui per vincere tutto”. Di sicuro c’è che Berlusconi ha consegnato ad Allegri le chiavi di una spumeggiante macchina da guerra. L’attacco composto da Ibra, Pato e Ronaldinho promette spettacolo, quello da tempo auspicato dal Presidente e che a Milanello mancava da anni.

 

Tutto uguale anche in casa Juve: per ora non si vince, anzi, si perde e senza neanche provare a reagire. A Bari, il gol dei padroni di casa arriva a pochi minuti dall’intervallo con Donati, migliore in campo assieme ad Almiron, dopo numerose incursioni dalle parti di Storari. Preoccupa la difesa evanescente della squadra di Del Neri: nell’area bianconera ogni passaggio filtrante filtra senza quasi trovare ostacoli. Solo grazie a salvataggi in extremis di Chiellini, Bonucci e Motta il passivo non risulta più pesante. Appare evidente lo stato di “cantiere aperto” della compagine juventina: la rifondazione è appena cominciata, e diverse pedine importanti devono ancora insediarsi ai posti di combattimento. Aquilani potrà essere molto utile a Del Neri, così come sarebbe una boccata d’aria fresca, sempre che l’affare vada in porto in queste ultime ore di mercato, l’arrivo di Borriello. Impossibile per ora valutare acquisti come Krasic, Bonucci e Quagliarella: il gioco della Juve a Bari è apparso dettato principalmente dall’improvvisazione. La rivoluzione è ancora tutta da fare.

 

L’Inter di Benitez, che sfoggia in campo un’audace divisa con tanto di serpentone nerazzurro su un fianco, non va oltre il pareggio con il Bologna, appena consegnato dal presidente Porcedda in mano a Magnani, dopo l’esonero pre-campionato di Colomba, “non in sintonia con le scelte di mercato della società”. Uno zero a zero un po’ pallido per i campioni d’Italia e d’Europa, forse ancora alla ricerca della forma fisica e degli stimoli giusti per la nuova stagione. Le occasioni per l’Inter non mancano, specie negli ultimi minuti. Manca invece un pizzico di fortuna, che lo scorso anno non era quasi mai mancata a Mourinho, e un po’ di cinismo: lo squadrone che solo a maggio portava a casa i tre punti senza faticare troppo, ieri è rimasto forse vittima della sua stessa ansia di far gol. Ansia giustificata, dopo la sconfitta in Supercoppa Europea con l’Atletico Madrid e la mancata “cinquina”. Benitez per ora preferisce l’ottimismo (“La voglia di vincere c’è”), e resta in attesa dei rinforzi dell’ultima ora, anche se il mercato interista non dovrebbe riservare altre sorprese.

 

Rimangono poi da segnalare la vittoria della Samp con la Lazio, con Cassano e Guberti a trainare la squadra fuori dalla delusione rimediata in Champions, il pareggio per 1 a 1 tra Fiorentina e Napoli viziato dal gol inesistente di Cavani al 7’ del primo tempo (la palla, dopo aver colpito la traversa, è rimbalzata nettamente davanti alla linea di porta), e lo zero a zero tra Palermo e Cagliari. La squadra di Bisoli torna in Sardegna forte del punto strappato in una trasferta non certo semplice, e forte di una prestazione tutto sommato soddisfacente in fatto di automatismi del collettivo: più che buona la base di partenza lasciata da Allegri, è apparso ancora in fase di ambientamento Acquafresca, mentre tra i pali Agazzi non ha certo fatto rimpiangere Marchetti.

 

Campionato appena iniziato, e la prossima settimana già in pausa: venerdì tocca infatti all’Italia di Prandelli, in campo con l’Estonia per la prima giornata di qualificazioni europee.

 

Fabio Useli

Ultimo aggiornamento Venerdì 03 Settembre 2010 13:31
 

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