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La prima volta di Giorgio Napolitano PDF Stampa E-mail
Italia - Italia
Scritto da Marco Mura   
Giovedì 01 Aprile 2010 01:52

Finora non era mai accaduto che l’attuale Capo dello Stato rimandasse alle Camere una legge. Ieri Giorgio Napolitano non ha firmato la legge che modificando il diritto del lavoro inciderebbe fattivamente sull’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori che fissa le regole per i licenziamenti. In una nota del Quirinale, si spiega la richiesta al Parlamento una nuova valutazione data “l’estrema eterogeneità della legge e in particolare la complessità e problematicità di alcune disposizioni che disciplinano temi, attinenti alla tutela del lavoro”. Il Presidente, in osservanza dell’articolo 74, comma primo, della Costituzione invita a un riesame di almeno cinque degli articoli della nuova legge e in particolare quello che mira ad introdurre, in deroga agli attuali contratti collettivi, l’opzione, per il lavoratore, al momento dell’assunzione, dell’arbitrato parallelo in caso di controversie. Nel messaggio ufficiale di rinvio della legge, Napolitano definisce necessaria la attenta e oculata verifica “che le disposizioni siano pienamente coerenti con la volontarietà dell’arbitrato e la tutela del contraente più debole. Esso deve essere equo, circoscritto entro limiti certi e ben definiti e, soprattutto, pienamente condiviso dalle parti”.

Nello stesso messaggio, letto da Gianfranco Fini in Parlamento, si parla di “seri dubbi interpretativi” e si pone l’attenzione anche sulle competenze dei magistrati a proposito delle norme riguardanti i contratti di lavoro, i rapporti lavorativi a tempo determinato, la classificazione delle clausole di licenziamento e la portata dei risarcimenti relativi a cause di lavoro che facciano riferimento a collaborazioni coordinate continuate, i famigerati Cococo.

“Le riforme – precisa la massima carica dello Stato – devono essere realizzate solo conservando precise garanzie per i lavoratori e un più chiaro equilibrio tra le parti in causa”.

“Quella di Napolitano – ha dichiarato Guglielmo Epifani – è una decisione che conferma le considerazioni della Cgil sugli aspetti critici del provvedimento. La Cgil esprime soddisfazione e apprezzamento per la decisione del Quirinale”.

Il Governo, preso atto del provvedimento, fa sapere tramite il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi che l’esecutivo “terrà conto delle indicazioni del Presidente della Repubblica”. 

Marco Mura

Ultimo aggiornamento Giovedì 01 Aprile 2010 06:53
 

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