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Tanti auguri, Charlie Brown! PDF Stampa E-mail
Speciali - Speciali
Scritto da Flavia Attardi   
Domenica 10 Ottobre 2010 20:30

Ebbene sì, il bambino con la testa tonda che più tonda non si può, la maglietta con la greca e l’inseparabile bracchetto ha compiuto 60 anni pochi giorni fa. Per celebrare i Peanuts e il loro autore, il numero di ottobre della rivista Linus esce in edicola con un supplemento dove trovano spazio le prime vignette pubblicate da quel lontano 1950. L’iniziativa non è la prima né l’ultima del genere: il marchio Peanuts si vende ancora benissimo in tutto il mondo e, come ammette, lo stesso direttore di Linus nel suo editoriale “ogni libro dei Peanuts pubblicato rappresenta sempre un piccolo caso”. Molti quotidiani hanno dedicato al sessantesimo anniversario di Charlie Brown & Co. ampio spazio, spesso affidando a firme importanti il compito di ripercorrerne la storia e le fortune. In passato, per esempio in occasione dei primi quarant’anni della striscia, toccò a Umberto Eco e Oreste Del Buono introdurre un volume celebrativo. Lo stesso anno usci anche un cd musicale dal titolo “Happy Anniversary, Charlie Brown!”, tributo in chiave jazz da parte di compositori, trombettisti, sassofonisti e pianisti di fama internazionale al fumetto di Schulz.

Quello che Linus definisce un “piccolo omaggio alla figura dell’autore americano che ha segnato e segna più di altri, nel nostro Paese, e in modo trasversale, l’immaginario delle generazioni dagli anni Sessanta fino a oggi” è però gesto del tutto speciale, come speciale è il legame tra Linus e i Peanuts. Il mensile italiano, nato quarantacinque anni fa, deve infatti moltissima della sua popolarità iniziale alla fortuna di un fumetto capace di fare breccia. La copertina del numero 1 di Linus, in vendita a trecento lire nell’aprile del 1965, mostrava proprio lui, il bambino-filosofo, intento a ciucciarsi il dito con il conforto dell’onnipresente coperta. Una storia d’amore mai interrotta quella del nostro mensile con le creature di Schulz che, grazie alle traduzioni di un illuminatissimo Franco Cavallone (primo e storico in quel ruolo), hanno trovato un successo e una diffusione sempre maggiore anche in Italia.

Questo numero di Linus va però oltre la gratitudine perché ospita un contributo originale e, a suo modo, eversivo al dibattito sulla vera natura dei Peanuts. A pagina 6 troviamo infatti il bell’articolo di Simona Bassano di Tufillo che, dichiarando la propria passione per le vicende di Lucy, Snoopy, Woodstock e compagnia, ne afferma la modernità arrivando a confutare l’interpretazione che, da Eco in poi, ha visto il mondo dei bambini di Schulz come metafora del mondo adulto.

Secondo la Bassano di Tufillo non è la metafora la chiave interpretativa dei Peanuts, bensì l’astrazione “che Schulz mette in atto al fine di mantenere una distanza dal reale e creando piccoli shock cognitivi e rivelatori”. Il testo e la grafica diventano essenziali e allusivi, a volte contaminandosi a vicenda, per esprimere ciò che non si vede – non solo gli adulti ma tutto ciò con cui i bambini si confrontano al di fuori della loro piccola cerchia – e rendono possibile una sorta di dialogo tra umani e animali (si pensi a Snoopy che interagisce perfettamente con tutti i bambini, capisce e viene capito), tra animali di diverse specie (la mimica di Woodstock e Snoopy, la solidarietà dei conigli al letto di ospedale di Snoopy etc.) e tra bambini o animali e cose (su tutte, le strisce dove Sally parla all’edificio scolastico).

Ma la parte più affascinante del ragionamento della Bassano di Tufillo è senza dubbio quella che invoca la “poetica dei fiocchi di neve” in antitesi alla teoria del bambino-metafora: ogni fiocco di neve è diverso dall’altro, “unico eppure parte del tutto, in un insieme coeso e perfetto”. In questo modo il singolo, bambino o animale che sia, si mette in rapporto agli altri e all’esterno scegliendo una dimensione collettiva e non individualistica. Così come i Peanuts non hanno un solo protagonista, così non ce l’ha il mondo: “ogni specie, razza, genere e regno animale, vegetale o minerale che sia, ha lo stesso diritto di cittadinanza”. La dimensione collettiva abbatte le gerarchie e consente la comunicazione al di là della condivisione più o meno ampia di codici linguistici. I bambini e gli animali di Schulz parlano di tutto (persino di religione) con tutto e tutti ma soprattutto, fiocchi di neve fra i fiocchi di neve, hanno “pari diritto di opinione e di replica”.

Viviamo in un’epoca che celebra l’ipertrofia dell’ego e non è detto che la chiave interpretativa proposta dall’ennesima esegeta dei Peanuts abbia il successo di quelle che l’hanno preceduta. Resta però che, a sessant’anni dalla pubblicazione della prima striscia, l’opera di Schulz continua a stimolare riflessioni e dibattiti. Per questo e per il sorriso che ci hanno regalato e ci regalano ancora oggi le sue storie, cento di questi giorni, Charlie Brown!

Flavia Attardi

Ultimo aggiornamento Mercoledì 13 Ottobre 2010 08:05
 

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