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Dopo il tunnel la luce: liberati i primi tre minatori cileni PDF Stampa E-mail
Esteri - Esteri
Scritto da Luisa Cocco   
Mercoledì 13 Ottobre 2010 12:13

A San Jose in Cile l’incubo è finito: i 33 minatori che da oltre due mesi erano prigionieri della Terra stanno gradualmente ritornando in superficie. Raggiunti dai soccorritori, “i sepolti vivi” stanno infatti risalendo un tunnel di oltre 600 m, stretti all’interno di una capsula metallica che li ospiterà uno alla volta. Scattata qualche minuto dopo la mezzanotte locale (5:11 ora italiana), la delicata operazione di salvataggio è cominciata in ritardo rispetto alla tabella di marcia tenendo tutti con il fiato sospeso ma sembra ora procedere senza intoppi. Dopo alcuni test a vuoto sulla capsula Fenix, il primo a scendere sul fondo del pozzo è stato l’esperto minerario Manuel Gonzalez di cui la tv ha immortalato l'abbraccio con i minatori.

Si chiama Florencio Avalos il primo minatore che, dopo un quarto d’ora di viaggio nel tunnel della salvezza, ha rivisto la luce: l’uomo, sposato e con due figli, è stato accolto dalle grida festanti dei parenti che insieme ai tecnici e ai cronisti hanno affollato in queste ultime ore il Campo Esperanza. Cinquantanove minuti più tardi è tornato su Mario Sepulveda, l’uomo diventato famoso in questi mesi per aver fatto da animatore nei video che descrivevano le condizioni all’interno della miniera. Particolarmente estroverso, il minatore non ha perso l’occasione, una volta liberato, per improvvisare un piccolo show a base di grida, salti e battute con la First Lady Cecilia Morel ma ha anche portato una sacca di pietre e di minerali in dono ai suoi soccorritori. Poi è stata la volta di Juan Illanes. In fondo alla miniera gli altri minatori attendono pazienti il proprio turno per abbandonare quella che è stata per più di 68 giorni la loro prigione: i primi a tornare in superficie sono stati e saranno quelli appartenenti al gruppo dei minatori più forti, considerati cioè in grado di affrontare qualsiasi evenienza. A seguire tenteranno la risalita quelli con problemi di salute cronici, come ipertensione o malattie del sistema respiratorio, mentre per ultimo naturalmente si muoverà il gruppo dei minatori sani. Tutti i minatori indossano una speciale imbracatura, progettata per gli astronauti, con elettrodi incorporati per un monitoraggio costante del battito cardiaco, della respirazione, della temperatura nonché del consumo di ossigeno, onde intervenire tempestivamente in caso di attacchi di panico. La risalita vera e propria dovrebbe durare circa quindici minuti, ma la preparazione della capsula tra una discesa e l’altra comporterà che per riportare in superficie ciascun minatore sarà necessario impiegare almeno un’ora di tempo.

La gioia per la risalita dei minatori è stata esplosiva al Campamento Esperanza dove da ore, ormai, sono raccolte le famiglie dei minatori e le troup televisive che stanno lavorando senza sosta per raccontare questa inedita storia di resistenza umana. Seguite in diretta dalla tv cilena, le immagini più emozionanti dell’operazione di salvataggio stanno facendo in questo momento il giro del mondo mentre il Cile festeggia nelle piazze la liberazione dei suoi connazionali.

Luisa Cocco

Ultimo aggiornamento Giovedì 14 Ottobre 2010 08:46
 

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