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Roma: tenuta in vita dalle macchine la rumena aggredita nella Metro PDF Stampa E-mail
Italia - Italia
Scritto da Fabio Useli   
Venerdì 15 Ottobre 2010 15:48

“In fin di vita”: questo il laconico verdetto dei medici del Policlinico Casilino di Roma sulle condizioni di Maricica Hahaianu. La donna, 32 anni, infermiera romena, si trova infatti in coma irreversibile da giovedì sera. Il pugno al volto sferratole venerdì scorso da Alessio Burtone, dopo il litigio scoppiato al capolinea della metropolitana Anagnina, e la conseguente caduta, sarebbero la causa di “un grave edema cerebrale con estesa lesione del tronco encefalico”. Lesioni che, nelle ultime ore, si sono evolute in modo preoccupante. Martedì mattina un lieve miglioramento, in seguito all’intervento chirurgico a cui è stata sottoposta, aveva fatto ben sperare: il coma farmacologico era stato interrotto, la donna aveva ripreso a respirare spontaneamente. “Abbiamo rimosso l’ematoma, ma ci sono altri danni al tessuto cerebrale”, aveva dichiarato il Primario di Rianimazione del Policlinico Giorgio D’Este, sottolineando che la prognosi restava riservata. Poi il peggioramento, il coma irreversibile, le speranze che si affievoliscono sempre più. “Non c’è più attività elettrica cerebrale” è il triste verdetto di poche ore fa. La Commissione per l’accertamento della morte cerebrale dell’infermiera rumena è in fase di attivazione.

 

E tutto per una banale lite nata durante la coda per l’acquisto del biglietto della metro: Maricica e Alessio Burtone avrebbero avuto un diverbio a proposito del rispetto della posizione in fila davanti alla biglietteria. Un diverbio degenerato in insulti, sempre più pesanti, forse con qualche minaccia reciproca, tanto da protrarsi lungo il tragitto verso i treni. Fino allo spiazzo, dove la discussione viene filmata dalle telecamere di sorveglianza. I due camminano fianco a fianco, discutono, c’è qualche spintone. All’improvviso lo scontro degenera: uno davanti all’altra, sembra che i due stiano per allontanarsi, poi uno scatto, forse uno sputo da parte del ventenne romano, il tentativo di reazione fisica da parte della donna. Il pugno di Alessio Burtone arriva inaspettato: dopo aver poggiato la borsa e la giacca per terra il giovane sferra un sinistro che colpisce la Hahaianu al volto. Va giù come un sacco, sembra già aver perso conoscenza. Poca gente attorno, per lo più disinteressata. La donna giace esanime, il giovane raccoglie le sue cose e va via. Sarà poi fermato da un giovane sottufficiale della capitaneria di porto, Manuel Milanese, il primo a rendersi conto dell’accaduto, in mezzo all’indifferenza generale.

 

“Le lesioni sono derivate dalla caduta successiva al colpo, non dal pugno alla tempia destra. In caso di morte, il reato contestato sarà quindi omicidio preterintenzionale e non volontario”, ha dichiarato l'avvocato di Alessio Burtone, Fabrizio Gallo. “Ora che la situazione è precipitata, anche il quadro probatorio potrebbe cambiare: si passerebbe da lesioni gravi, che non consentono una custodia cautelare, a omicidio preterintenzionale. A quel punto la situazione del ragazzo può aggravarsi”. Burtone si trova infatti agli arresti domiciliari, ma la sua destinazione potrebbe cambiare molto in fretta.

 

Oggi Maricica ha ricevuto la visita del sindaco Gianni Alemanno, che ha caldeggiato un provvedimento più severo per il ragazzo: “Non posso non chiedere al procuratore che questo assassino venga portato in carcere. Ha chiesto scusa, ed è un fatto positivo, ma bisogna ricordare che non è nuovo a comportamenti del genere.” Su Burtone pende infatti una denuncia per un fatto analogo: in sella al suo scooter sfiorò sulle strisce pedonali un ragazzo con un cane al guinzaglio, che espresse il suo disappunto. Disappunto che Burtone ritenne opportuno ricambiare con un pugno in faccia.

 

Stavolta l’irascibilità del ventenne ha fatto un danno irreparabile: sono solo le macchine a tenere in vita Maricica.

 

Fabio Useli

Ultimo aggiornamento Domenica 17 Ottobre 2010 08:29
 

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