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Gp Corea, è il diluvio: Alonso in testa al mondiale PDF Stampa E-mail
Sport - Sport
Scritto da Fabio Useli   
Lunedì 25 Ottobre 2010 03:34

Un vero e proprio “aiuto dal cielo” per le Rosse. E, a sentire la confessione di Webber, finito fuori strada al 19esimo giro del GP più torrenziale del campionato, non solo dal cielo: “La pista non c’entra, l’incidente è dovuto a un mio errore”. Sotto la pioggia da foresta pluviale di Mokpo, Corea, si ha dunque un primo assaggio di quello che ha l’aria di essere il “colpo di coda” di Alonso per la stagione 2010. Autore di una gara perfetta, al volante di una macchina perfetta, beneficiario di una serie di congiunture favorevoli: l’errore di Webber, diretto concorrente nella classifica piloti, permette infatti al pilota spagnolo di balzare al primo posto con undici punti di vantaggio a due GP dalla fine del campionato. Nel paddock del cavallino rampante poi qualche altro salto di gioia è scappato, alla vista dell’esplosione del motore di Vettel, al 46esimo giro. L’unico pilota Red Bull rimasto in pista conclude infatti la sua spedizione coreana mentre conduce la gara, a pochi giri dalla fine. Mentre è un susseguirsi di giri record tra lui e Alonso, è la vettura a non farcela più: il motore va in fumo, mentre passano le Ferrari, la McLaren di Hamilton, Schumacher e tutti gli altri.

Regali inattesi per le Rosse, e punti pesanti come macigni quelli persi dalle Red Bull. Certo, nel team di Maranello circolano ingenti dosi di scaramanzia: “Non è cambiato nulla, può ancora succedere di tutto, visti i punteggi nuovi. Se si finisce fuori in una gara, si perdono 25 punti” – ha avvertito lo spagnolo dopo la bandiera a scacchi – “qui è andata male a Mark Webber e Sebastian Vettel. Mancano ancora 2 gare e sarà fondamentale continuare ad andare sul podio. Sapevamo che qui sarebbe stata una gara difficile da finire. Forse è il primo Gp bagnato che riesco a vincere.” Opinione condivisa dal compagno di squadra Felipe Massa, ormai completamente calato nel ruolo di gregario affidabile fino alla fine: “Sono punti buoni per la squadra, sono felice per il team e per Fernando. E' stata una bella gara in condizioni molto difficili, alla fine era buio, la visibilità non era ottimale a causa delle tante luci accese e dei riflessi. All'inizio, invece, con la pioggia, non si vedeva praticamente nulla.”

 

Ed è già un miracolo che un traguardo ci sia stato: dopo una partenza posticipata causa meteo, il via surreale con safety-car sotto il diluvio. Quattro giri per capire che è il caso di sventolare bandiera rossa, la visibilità è pessima, lo spettacolo è più simile a una gara di off-shore. Quaranta minuti dopo,  un nuovo tentativo di partenza, sempre con safety-car, in attesa che le previsioni del tempo, ottimiste, si avverino. La sospensione definitiva della gara è dietro l’angolo, anche perché il buio incombe. La pioggia cesserà solo verso il quindicesimo giro, la gara riprenderà regolarmente al diciassettesimo, dopo un leggero miglioramento della visibilità. Non migliora affatto invece lo stato della pista: l’asfalto, fanno notare Rosberg e Trulli, non drena per niente bene, il rischio acquaplaning è molto alto. Solo dopo una ventina di giri le condizioni saranno pressoché normali, al punto da spingere i piloti alla scelta di gomme intermedie, per correre poi i giri finali dando il tutto per tutto su una pista ancora viscida ma accettabile.

 

A San Paolo e ad Abu Dhabi Alonso dovrà gestire due Red Bull agguerrite e affamate di punti, nonché un Lewis Hamilton che difficilmente, pur trovandosi a -21 dalla vetta della classifica, avrà già chiuso la pratica “titolo iridato”. A Maranello intanto si inizia a sperare, ma senza dirlo a nessuno.

 

Fabio Useli

Ultimo aggiornamento Mercoledì 27 Ottobre 2010 08:30
 

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