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Milano contro l’anoressia PDF Stampa E-mail
Sociale - Sociale
Scritto da Luisa Cocco   
Mercoledì 27 Ottobre 2010 08:34

Anoressia, bulimia e obesità: sono solo alcune delle forme più conosciute in cui si declina una delle patologie più complesse e più diffuse dei nostri tempi, il disturbo alimentare. Ad esserne colpite soprattutto le adolescenti ma oggi sono in aumento anche i casi che riguardano donne di età compresa tra i quaranta e i cinquanta anni. Un fenomeno inquietante, le cui vittime sono milioni all’anno anche in Italia, come hanno spiegato a Milano gli esperti di Aba, l’associazione per lo studio e la ricerca sui disordini alimentari che con il patrocinio del Comune ha lanciato una campagna d’informazione per sensibilizzare i cittadini sul problema. Ritratti fotografici di ragazze in salute tappezzeranno nei prossimi giorni la città come testimonianza che di anoressia e bulimia si può guarire: un messaggio di solidarietà rivolto a tutti quei giovani che soffrono in silenzio.

Secondo i dati di Aba che da 20 anni si occupa di prevenzione: “ogni due ore un italiano si ammala di un disturbo di questo tipo. La maggior parte sono donne: circa il 5% delle giovani tra i 13 e i 35 anni soffre di anoressia e di bulimia, ma l’incidenza sta salendo anche tra le quarantenni e gli uomini, facendo arrivare la cifra a tre milioni di persone.” Quello che emerge è dunque come queste patologie non costituiscano più un disturbo di genere ma interessino tanto il sesso femminile quanto quello maschile dando al fenomeno un’estensione sempre maggiore. Ma l’aspetto più allarmante riguarda l’anoressia e il suo esordio nell’età adulta: una vera e propria novità nell’evoluzione di questa patologia che implica il rovesciamento di quanto teorizzato sinora sulle sue cause. Una delle spiegazioni psicoanalitiche più accreditate dell’anoressia, infatti, prevedeva che la patologia fosse di una figlia in conflitto con la madre per la conquista del padre. Oggi, invece, il fenomeno sembra conoscere una diffusione tale da non poter più essere relegata in nessun ambito elitario. Nell’ incursione di queste patologie anche in età più matura “certamente ci sono fattori di carattere psicologico importanti- spiega Giampaolo Landi di Chiavenna, assessore alla salute del Comune di Milano- oltre alla mancanza di un’affettività vera, credo che nelle quarantenni ci sia un altro fattore psicologico importante, che è l’esasperazione della propria fisicità, del volersi sentire sempre giovani. Una cosa che può determinare o la disperata ricerca di interventi estetici, o in altri casi scompensi psicologici quando non diventano patologie di carattere psicotico.” Dalle figlie alle madri, cambiano i ruoli dunque ma il problema rimane sempre lo stesso: una percezione malata e completamente distorta del proprio corpo che rifiuta qualsiasi cambiamento. Così come con l’arrivo del primo menarca le adolescenti anoressiche non accettano l’idea di diventare donne, con lo stesso spirito le cinquantenni non sopportano l’idea di abbandonare la loro giovinezza, proiettando sul cibo il loro disagio.

Letteralmente esploso, il fenomeno dei disturbi alimentari è diventato nell’ultimo decennio un vero e proprio problema sociale come testimoniano le numerose campagne d’informazione che sono state portate avanti negli ultimi anni. Nonostante le cifre parlino di emergenza sociale l’importante però è capire che l’anoressia e la bulimia non sono malattie infinite: da queste dipendenze oggi si può finalmente uscire grazie all’aiuto di strutture qualificate ed esperti terapisti. “Fondamentale resta comunque l’attività di prevenzione attraverso il dialogo con i giovani, spiega la presidente di Aba Fabiola De Clercg, utilizzando ad esempio i loro stessi strumenti di comunicazione per fare informazione”.

Luisa Cocco

Ultimo aggiornamento Giovedì 28 Ottobre 2010 17:47
 

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