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“Less is more”: questo il segreto della Generazione Zero PDF Stampa E-mail
Sociale - Sociale
Scritto da Luisa Cocco   
Mercoledì 03 Novembre 2010 12:42

La parola d’ordine è semplificare. Eliminare il superfluo per concentrarsi sull’essenziale. Se volete trovare la felicità dite pure addio a tutti i vecchi oggetti che ingombrano le vostre case: da oggi vi saranno sufficienti soltanto una valigia, un computer e un iPhone. Alleggerirsi per liberarsi, questo lo slogan dell’ultima forma di minimalismo nata sulle due sponde dell’Atlantico, tra New York e Londra, che si sta diffondendo in maniera contagiosa in tutto il resto dell’Occidente. Lungi dal rappresentare una religione o un movimento artistico-letterario, il nuovo minimalismo si propone semplicemente come un diverso modo di pensare e di approcciarsi alla vita. I suoi discepoli si autodefiniscono “Generazione Zero”: zero come il numero di cose, oggetti, bagagli, di cui aspirano a circondare la propria esistenza. L’obiettivo è, infatti, quello di avere solo ciò che è necessario riducendo i nostri beni allo stretto essenziale, perché è in questa sottrazione secondo il “culto del meno”-come lo chiamano in molti- che si cela la chiave della felicità.

Effetto collaterale della moderna società dei consumi, il fenomeno sta acquistando dimensioni sempre più importanti probabilmente a causa della recessione globale: la crisi economica che stiamo vivendo, infatti, non può lasciare indifferenti obbligando a rivedere il proprio stile di vita. Trovare la felicità in quello che abbiamo già, invece di rincorrere qualcosa che è sempre  fuori dalla nostra portata è il primo passo da compiere se si vuole uscire dal circolo vizioso dei consumi indotti. Non esistono regole e il minimalismo può essere vissuto in modo differente da ognuno, l’importante è comprendere che non si tratta di una bella ideologia tutta infiocchettata ma di uno stile di vita che si può mettere in pratica. E in questo senso tutti possono dare il loro contributo, ad esempio, ridimensionando un appartamento troppo grande, liberando l’armadio dai vestiti mai indossati o, ancora, sbarazzando la soffitta dei vecchi soprammobili.

Molto vicino agli insegnamenti zen di certa filosofia orientale, il minimalismo sembra inoltre sposare le stesse conclusioni di alcuni movimenti culturali del passato (beatniks) ma rispetto a questi presenta alcune interessanti differenze. Tra le novità, la più importante interessa il trend di persone che raggruppa: si tratta, infatti, di uomini e donne completamente diversi fra loro per idee politiche, condizioni economiche e provenienza sociale. In comune hanno però tre elementi. In primo luogo l’età anagrafica o comportamentale: una scelta di vita come questa implica necessariamente l’essere giovani o comunque libere da vincoli e incombenze familiari. Un altro elemento è la tecnologia: personal computer, telefonini intelligenti, iPad, consentono di eliminare libri, cd, dvd o meglio di averli sempre con sé ma in formato digitale. E infine, un altro punto di contatto è la mobilità. Avere poche cose consente, infatti, di viaggiare più veloci e più leggeri, facilitando così la frequenza degli spostamenti da una parte all’altra del globo.

Diverse le obiezioni con cui si è scontrato questo nuovo modo di pensare: c’è chi afferma che il minimalismo sia contro la natura umana, limitandola nelle sue ambizioni e nelle sue aspirazioni, e chi teme di perdere la propria identità rivendicando il valore affettivo delle cose. Ma basta navigare su internet, in giro tra i blog e i siti dedicati all’argomento, o ancora consultare i numerosi libri che si sono occupati del fenomeno per avere delle risposte ai propri dubbi. Anzitutto il concetto di limite che tale filosofia propone, inneggiando all’essenzialità delle cose, non deve essere vissuto in senso stretto e soffocante ma al contrario come condizione liberatoria per acquisire nuove possibilità di vita. E in secondo luogo è necessario ricordare che non si deve rinunciare a tutto ma solo ridurre la quantità delle cose di cui disponiamo, facendo una piccola selezione a partire da quello che vogliamo conservare.

Per chiunque volesse saperne di più ecco di seguito alcuni titoli interessanti: "The joy of less: a minimalist living guide" (La gioia del meno: una guida alla vita minimalista), "The 100 thing challenge: how I got rid of almost everything, remade my life and regained my soul" (La sfida dei 100 oggetti: come mi sono disfatto di quasi tutto, ho ricostruito la mia vita e ritrovato la mia anima), "The art of being minimalist: how to stop consuming and start living" (L'arte di essere minimalisti: come smettere di consumare e cominciare a vivere).

Luisa Cocco

Ultimo aggiornamento Giovedì 04 Novembre 2010 10:14
 

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