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Aids: arriva la “pillola blu” che previene l’infezione PDF Stampa E-mail
Medicina - Medicina
Scritto da Luisa Cocco   
Mercoledì 24 Novembre 2010 11:59

Si chiama Truvada, la pillola blu che in questi giorni ha fatto parlare molto di sé per i suoi significativi risultati nella lotta alla prevenzione contro l’Aids. Testato su un campione di popolazione maschile ad alto rischio, questo farmaco è infatti riuscito a far crollare del 44% i casi di malattia e del 70% le probabilità di infezione. Nata dalla miscela di due farmaci antiretrovirali (emtricitabina e tenofovir), la nuova pillola sarebbe cioè in grado di interferire con l’abilità del virus Hiv di replicarsi nelle cellule, facendo come da barriera. E’ però necessario, spiegano i ricercatori, che il farmaco venga assunto con regolarità: fra coloro che hanno preso la medicina almeno il 90 % delle volte i casi di infezione sono infatti calati nel 73% dei casi, contro il 21% di chi non ha rispettato a pieno regime la terapia.
 

L’annuncio della scoperta, che in poche ore ha fatto il giro del mondo, è stato dato sul New England Journal of Medicine e confermato dal National Institute of Healt americano, sollevando entusiastici commenti in tutta la comunità scientifica. Secondo gli autori della ricerca, sarebbe infatti la prima volta che si riesce a dimostrare che il rischio di contagio del virus può essere ridotto attraverso un farmaco preventivo, segnando così l’inizio di una nuova era nel campo della prevenzione. Lo studio, chiamato iPrEx, è stato condotto da un team internazionale di scienziati in varie parti del mondo su un campione molto alto della popolazione maschile considerata più a rischio. Durata ben due anni, la sperimentazione ha coinvolto infatti ben 2499 uomini bisessuali e omosessuali, provenienti da sei paesi: Stati Uniti, Sud Africa, Brasile, Thailandia, Ecuador e Perù. "I risultati  -  spiega Anthony S. Fauci, capo della divisione del National Institutes of Health, che ha finanziato lo studio insieme con la Bill and Melinda Gates Foundation  -  fanno ben sperare, soprattutto perché il farmaco in questione funziona, non ha mostrato resistenza ed è già in commercio".

Non sono mancati però i dubbi dal punto di vista etico: uno dei timori più diffusi tra gli esperti è che la possibilità di ricorrere a tale pillola preventiva rischi in qualche modo d’incoraggiare comportamenti sessuali pericolosi, ad esempio disincentivando l’uso del profilattico con il proprio partner. Ma per fortuna i risultati clinici hanno smentito queste false preoccupazioni: non solo il farmaco ha funzionato ma anche ridotto le possibilità di rapporti a rischio. Inoltre secondo i ricercatori, questo tipo di protezione, chiamata Prep (Pre-Exposure Prophylaxis) potrebbe rivelarsi molto utile soprattutto per tutti quegli uomini che sono a rischio di contagio perché  ad esempio vittime della prostituzione o  fatti oggetto di violenza sessuale. Il test non può comunque dichiararsi concluso. I 2499 uomini coinvolti nella sperimentazione continueranno ad assumere giornalmente la pillola e ad essere regolarmente controllati: in questo modo sarà possibile verificare la resistenza del farmaco  e gli eventuali effetti collaterali nel lungo termine.

Il nuovo farmaco è attualmente in commercio ma, avvertono gli studiosi, non si deve pensare ad un suo utilizzo generalizzato bensì possibilmente mirato a quelle fasce della popolazione che sono più a rischio. Inoltre, tutti i pazienti che desiderano sottoporsi alla terapia devono essere consapevoli del fatto che il Prep non rappresenti la prima difesa  contro l’Hiv, anche perché non protegge dalle altre malattie sessualmente trasmissibili, e non devono sentirsi in alcun modo autorizzati a dimenticare quelle che, dal test sul proprio partner all'uso del profilattico, rimangono le regole base della prevenzione sessuale.

Luisa Cocco

 

Ultimo aggiornamento Venerdì 26 Novembre 2010 20:05
 

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