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Stop ai bimbi in vacanza PDF Stampa E-mail
Moda e tendenze - Moda e tendenze
Scritto da Flavia Attardi   
Mercoledì 05 Gennaio 2011 18:23

E’ la conclusione cui sono arrivati alcuni tour operator che hanno deciso di soddisfare le richieste di chi ritiene di potersi rilassare solo lontano dalla confusione creata dai bimbi in trasferta. Per questa tipologia di viaggiatori, allergici al caos inevitabilmente causato dalle famiglie ‘on the move’, sono state selezionate delle offerte vietatissime ai più piccoli. A patto di volersi sobbarcare un supplemento che molti giudicheranno ‘ragionevole’ perché consente di non sragionare anche in vacanza, è ora possibile scegliere di volare senza subire calci sullo schienale della poltrona da parte di indomiti minorenni, pianti disperati di neonati con insanabili problemi di decompressione e rimproveri genitoriali che tanto crescono di volume quanto perdono di efficacia. Una volta giunti in hotel sarà possibile leggere a bordo piscina senza l’assillo dei tuffi di improvvidi minorenni, banditi da alcune strutture fino al compimento dei dodici anni.Si fa un gran parlare di sostegno alle famiglie e questa novità non sembra andare nel senso sperato ma, a ben vedere, l’ultima mossa dell’industria del turismo è più che giustificata dal punto di vista strettamente commerciale. Nell’affannoso tentativo di ridurre le perdite in un periodo di crisi conclamata del settore, i più accorti hanno pensato bene di specializzarsi andando incontro ai bisogni di nicchia e hanno confezionato delle proposte su misura per i ‘bimbofobici’ che, stando alle statistiche, non sono più un gruppo sparuto. Per accaparrarsi i loro favori – e soprattutto i loro soldi – gli operatori turistici fanno letteralmente a gara, tanto che gli alberghi per soli adulti che un tempo erano rari adesso sono centinaia e sono distribuiti un po’ in tutto il mondo. 

Il trend era nato alla fine degli anni ’90, quando catene come la giamaicana Sandals consentivano il soggiorno in alcune strutture alberghiere solo alle coppie e, fra quelle, solo le coppie senza bimbi al traino. L’idea era quella di garantire pace e tranquillità in un contesto romantico come pochi al mondo ma il successo non era arrivato subito. Un conto era coccolare i ‘DINK’ (‘Double Incombe No Kids’, coppie a doppia retribuzione senza figli con una netta propensione all’edonismo), un altro essere tacciati di ostracismo nei confronti delle famiglie e dei loro pargoli. Lentamente però il concetto di vacanza ‘no kids’ ha preso piede.

Sorprendentemente, i clienti più inclini a scegliere ristoranti, alberghi e voli senza pargoli sembrano i nordeuropei. Proprio quelle popolazioni che si dimostrano socialmente più aperte alla famiglia e alle esigenze dei bambini, famose per il sostegno economico e le strutture per l’infanzia all’avanguardia, una volta in vacanza si rivelano meno tolleranti di noi mediterranei. Qualcuno dice dipenda dall’eccessivo permissivismo dei nordici che lasciano i figli liberi di sfogare i propri istinti per non inibirli. Vittime a loro volta di un’educazione a volte troppo, i genitori del nord Europa si sono documentati, hanno in alcuni casi trascorso il necessario tempo in analisi e hanno infine deciso di cambiare rotta. L’effetto più evidente è che, ad esempio, in Germania non verrete guardati di traverso se entrerete in un locale (purché non sia troppo di tendenza) con dei piccoli di razza umana (vi accetteranno anche con cani e con abbigliamento e calzature che in Italia farebbe storcere il naso a molti, se è per questo). Il rovescio della medaglia sarà però che non potrete fulminare con lo sguardo il bimbo che vi ha appena rovesciato addosso la Coca-Cola: le madri tedesche sono molto protettive. E non sempre i loro modi di farvelo capire sono urbani. Se per voi è troppo, scegliete una destinazione ‘debambinizzata’ e fatelo senza sensi di colpa perché, ormai è chiaro, non siete più una mosca bianca.

Flavia Attardi

Ultimo aggiornamento Domenica 09 Gennaio 2011 23:04
 

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