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Cagliari a Teatro: “Donde muere el tango” PDF Stampa E-mail
Cultura e spettacolo - Cultura e spettacolo
Scritto da Marco Mura   
Sabato 26 Febbraio 2011 00:00

Nell’ambito della nutrita rassegna “Cagliari a Teatro 2011”, ben sedici appuntamenti, è andato in scena, questa sera all’Auditorium di piazza Dettori, lo spettacolo “Donde muere el tango” all’insegna della passione e del temperamento. La storia raccontata in musica e danza per la coreografia di Uwe Endler, incredibile ballerino e coreografo cileno, mostra il conflitto che nasce tra due donne per la supremazia, e il controllo sentimentale, sugli uomini che esse incontrano, e si contendono, nella stessa milonga.

«Sensualità, seduzione, passione, trasgressione, questo è il tango. In questa milonga si consuma quello che la vita normale non ci permette di fare. Qui la sera arriviamo noi, donne apparentemente normali ma in realtà oppresse dalla routine, che non osiamo rompere di giorno. Tranne lei, Marlene. Lei si che riesce a trasgredire le regole giorno e notte. Affascinante donna al cui potere di seduzione nessun uomo resiste. Al suo passaggio nelle vie del quartiere le donne si nascondono con sospetto, i loro visi restano segnati dalla ruga dell’invidia. E i loro uomini?…Oh…loro abbassano lo sguardo, ma dentro fremono per sentimenti di passione per lei. Ma un’altra donna bella giovane e affascinante ha osato sedurre i suoi uomini. Lei è Gloria. Dalla sua parte ha il potere della giovinezza, irruente la sua sensualità, istintiva la sua passione, ma è troppo giovane, vulnerabile, inesperta, e si lascia travolgere dai sentimenti, cadendo così nella trappola dell’amore. Ma l’uomo che ha conquistato il suo cuore appartiene a lei…a Marlene».

Il linguaggio scenico e teatrale si fonde intensamente con quello universale della musica e del tango. Il  pubblico, prima “vittima” della seduzione e del pathos sensuale che proviene dal palco, segue con attenzione: le atmosfere tranquille e rilassate cambiano sempre più radicalmente registro. Gli sguardi prima amichevoli e accomodanti si fanno duri, spietati. La competizione si fa palpabile, in palio c’è il premio cui tutti anelano: l’amore. Forza incontrollabile che tutto muove e domina. La seduzione, passa in secondo piano, offuscata dall’impulsività, rossa e calda come le luci che illuminano la scena. Occorre affrontare il pericolo a viso aperto.

Marlene e Gloria arrivano attraverso un’entusiasmante e passionale, dal punto di vista dello spettatore, escalation di sfide e provocazioni allo scontro finale. Giungono a battersi alla morte per l’uomo conteso. Vero amore? Semplice istinto di possesso? Ancora più in basso nella scala evolutiva…semplice territorialità? Forse tutto questo. Le due donne a suon di musica e passi di danza si sfidano e si affrontano senza esitazioni. Nessuna delle due indugia né intende indietreggiare. Un coltello, un tentativo folle di uccidere la rivale fermato drammaticamente dal corpo dell’uomo della disputa che interviene a separare le due tigri infuriate. L’uomo colpito, cade a terra morente. È dramma, tragedia, ma il ciclo della vita non si ferma. Di lì a poco il suo sangue sarà spazzato via e tutto, forse, ricomincerà con nomi e volti nuovi.

Sul palco si esibiscono in una brillante e ben coordinata coreografia firmata da Uwe Endler (protagonista maschile, l’uomo della disputa), Rachele Montis, Sergey Sakharov, Elena Sakharova, Stefania Sulis, Diego, Stefania Piras, Roberta Serra e Valentina Pilia.

Straordinaria la performance della compagnia, nata per diventare un punto di riferimento, fondata dalla regista e coreografa russa Elena Sakharova il cui intento è quello di creare una vera e propria compagnia stabile.

Dopo lo spettacolo, un vero e proprio successo di pubblico, incontriamo il coreografo Uwe Endler, protagonista dello spettacolo, uomo conteso da Marlene e Gloria, è raggiante.

«Bravi? Si devo ammetterlo lo siamo stati. Sono davvero molto soddisfatto per come è andata questa sera per almeno due ragioni. Prima di tutto sono contento perché siamo riusciti a mettere insieme ballerini provenienti da esperienze differenti e, soprattutto, da paesi lontanissimi come Russia e Cile, io lo sapete sono cileno, e a farli danzare a questi livelli. La seconda ragione, forse la più importante, quella che ci rende davvero orgogliosi, è che nessuno di loro fino a quattro mesi fa non aveva mai ballato un solo passo di tango. Quello che avete visto è il frutto di oltre quattro mesi di lavoro intenso, continuo. Uno studio profondo, anche dell’anima, come sempre quando si parla di tango, che ha sortito un risultato di elevato livello come questo. Lo so che sembra incredibile, lo so che è difficile crederlo ma è proprio così. Avete visto? Sono tutti bravi anche sotto l’aspetto “recitativo”. La storia non è stata solo ballata ma anche interpretata e ben recitata. Il traguardo raggiunto è davvero notevole e non può che costituire, non solo un degno coronamento al lavoro svolto, ma un reale e concreto punto di partenza per il lavoro che ancora dobbiamo e vogliamo svolgere insieme».

La rassegna che prevede ancora una decina di appuntamenti con nomi e lavori di diversa estrazione ma di sicuro interesse è stata coordinata dalla Scuola d’Arte Drammatica di Cagliari in collaborazione con Akròama e il Comune e la Provincia di Cagliari.

 

 

Marco Mura

Ultimo aggiornamento Martedì 01 Marzo 2011 16:58
 

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