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Praga: Obama e Medvedev riducono gli arsenali nucleari PDF Stampa E-mail
Esteri - Esteri
Scritto da Fabio Useli   
Giovedì 08 Aprile 2010 12:46

Un altro traguardo tagliato, un’altra promessa mantenuta. Barack Obama, l’uomo che nel 2005 era stato riportato tra i “10 personaggi che possono cambiare il mondo” dalla rivista britannica New Statesmen, lo sta davvero cambiando. Mettendolo prima di tutto al riparo dall’olocausto nucleare: dopo un anno di negoziati, oggi a mezzogiorno Russia e USA hanno firmato a Praga l’accordo che sancisce una sensibile riduzione dei rispettivi arsenali nucleari.

 

Il nuovo START (Strategic Arms Reduction Treaty) va a colmare quel vuoto lasciato dallo START I, siglato da Gorbaciov e Bush Senior nel 1991 e scaduto lo scorso 5 dicembre. Regolamenterà le armi nucleari strategiche, ovvero quelle con funzione di deterrenza: per il momento le armi nucleari tattiche, concepite per l’uso in battaglia e con minore capacità distruttiva, non sono comprese nel trattato. Dopo un incontro bilaterale privato durato un paio d’ore, la firma, avvenuta nella Sala Spagnola del Castello di Praga: Obama e il presidente russo Dmytri Medvedev si sono così impegnati a tagliare, da qui a sette anni, il numero di testate a disposizione fino a 1550 unità ciascuno, e a limitare a 800 i vettori per il loro trasporto (ovvero missili, sottomarini e bombardieri). Riduzioni importanti, e che segnano un passo in avanti anche rispetto all’accordo SORT, datato 2002 e stipulato tra il predecessore di Obama Bush Jr. e Vladimir Putin, e che fissava a 2000 il numero di testate.

 

Un importante nodo ancora da sciogliere risulta invece lo scudo antimissile: ovvero l’insieme di contromisure concepite col compito di intercettare e distruggere eventuali missili intercontinentali in arrivo. Su questo punto, Mosca ha presentato infatti una “dichiarazione unilaterale distinta”, stralciata dal nuovo START. La Russia si riserva inoltre di poter recedere dall’accordo in caso di aumento qualitativo o quantitativo delle capacità di difesa missilistica americane.

 

Ma la firma di Praga non è sufficiente: il testo dell’accordo START dovrà infatti essere ratificato dal Senato USA. Il portavoce della Casa Bianca Robert Gibbs ha dichiarato che i dettagli del trattato saranno già da oggi a disposizione dei senatori: ciò che si auspica è una ratifica entro il 2010, e a larga maggioranza bipartisan, così com’era avvenuto con i precedenti trattati sugli armamenti. Secondo il presidente Obama, l’accordo di stamattina rappresenta “una pietra miliare per le relazioni bilaterali e la sicurezza nucleare, non solo degli USA ma del mondo intero”. Una pietra miliare che rischia però di risultare “inutile”, secondo l’ex vicepremier ceco Alexandr Vondra: “I benefici del nuovo START si perdono se non si ferma la corsa al nucleare di Teheran”. Dall’entourage presidenziale si sottolinea però la fiducia nell’appoggio russo verso una nuova serie di sanzioni contro il regime iraniano, che aveva negli scorsi giorni rilasciato alcune dichiarazioni a muso duro contro gli USA.

 

La firma è “un avvenimento di portata storica” anche secondo Medvedev: dopo una serie di “passi incerti” dell’amministrazione Bush, questo ha l’aria di essere un contributo importante nella distensione tra le due superpotenze, e soprattutto verso quel “mondo senza armi nucleari” sognato e raccontato un anno fa da Barack Obama, proprio a Praga.

 

Fabio Useli

Ultimo aggiornamento Giovedì 08 Aprile 2010 14:57
 

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