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Più gusto meno grassi..e il menù da ufficio è servito PDF Stampa E-mail
Scienza - Scienza
Scritto da Luisa Cocco   
Mercoledì 08 Giugno 2011 20:19

Meglio un panino o l’insalata? Chissà quanti milioni di lavoratori, ogni giorno, vivono lo stesso dilemma durante la tanto desiderata pausa pranzo: eternamente indecisi se cedere alla tentazione oppure optare per qualcosa di meno goloso, ma sicuramente più leggero. Eppure coniugare gusto e salute non è un’impresa impossibile come dimostrano i risultati più che positivi del progetto Food (acronimo  di Fighting Obesity through Offer and Demand), presentati proprio in questi giorni presso il Parlamento Europeo. Arriva direttamente da Bruxelles, infatti, la proposta che cambierà in meglio le sorti del nostro spuntino, rivoluzionando per sempre la pausa pranzo di moltissimi lavoratori. Menù gustosi ed equilibrati senza troppe calorie, questa la scommessa vinta da una campagna che ha toccato sei paesi europei, tra cui anche l’Italia, coinvolgendo 52.000 dipendenti e ben 5.000 ristoranti. Partito tra il 2009 e il 2010, il progetto nasce con l’intento preciso di contrastare l’obesità, una delle malattie più diffuse nella società contemporanea, soprattutto tra i più giovani: stili di vita poco sani e abitudini alimentari errate hanno, infatti, determinato una crescita senza precedenti della patologia, almeno secondo quanto riportano i dati sempre più allarmanti dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Di qui la decisione delle autorità pubbliche di intervenire con iniziative mirate, come appunto il Progetto FOOD il cui successo sta proprio nella sua formula innovativa. L’aspetto più rivoluzionario del progetto è infatti quello di agire direttamente nell’ambito del lavoro sensibilizzando i dipendenti circa le proprie abitudini alimentari ma, soprattutto, migliorando la qualità dell’offerta di cibo proposta da aziende e ristoranti. Fare un pranzo sano anche durante la giornata di lavoro sarà presto, quindi, una realtà condivisa da moltissime persone e non più appannaggio esclusivo di pochi privilegiati. A beneficiarne i lavoratori, certo, ma anche le aziende: aumento della produttività e riduzione dell’assenteismo -svelano gli esperti- sono solo alcuni degli effetti positivi prodotti dalla promozione nei luoghi di lavoro di stili di vita più sani. E forse proprio sull’onda di questa riscoperta tendenza al salutismo che è in aumento anche la percentuale di chi si porta il cibo da casa: abitudine vissuta oggi senza remore alcuna e che anzi spesso si trasforma in occasione di socializzazione con i colleghi. Rispolverare il vecchio portavivande della nonna potrebbe dunque rivelarsi cosa molto utile se proprio non si ha la possibilità di spostarsi dall’ufficio durante la pausa pranzo.

L’obiettivo naturalmente è quello di allargare sempre più il numero di aziende e ristornati che, aderendo al Progetto Food, garantiscono ai propri clienti menu appetitosi ma a poche calorie. In Italia ad esempio i proprietari di ristoranti, bar, tavole calde che hanno partecipato all’iniziativa sono poco più di mille: non molti, come del resto non sono molti coloro che chiedono piatti bilanciati e porzioni ridotte, ma probabilmente aumenteranno. Numeri a parte però la cosa fondamentale rimane quella di seguire alla lettera le raccomandazioni indicate nel progetto, alcune comuni ai sei paesi partecipanti come il consumo di frutta e verdura di stagione o l’utilizzo di metodi di cottura con pochi grassi. Altre adattate alle caratteristiche dei singoli paesi: così, ad esempio, mentre ai clienti italiani si consiglia di mangiare meno pane, ai ristoratori belgi invece viene chiesto di non mettere il sale in tavola.

Luisa Cocco

 

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento Giovedì 09 Giugno 2011 20:19
 

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